Correre di mattina: come e perché farlo

Sei un tipo mattiniero o notturno? Preferisci correre all’alba o al tramonto? Qualche consiglio a chi desidera scoprire le gioie del running mattutino.

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Stress da lunedì? 10 modi per farlo passare

“I don’t like mondays”, cantava Bob Geldof tanti anni fa, seguito poi a ruota dal nostro Vasco Rossi (“Odio i lunedì, quelli li odio di più, non lo so ma è così…”). Affrontiamo insieme il primo, temuto giorno della settimana. 

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La rivincita dell’uomo col cappello

Figure mitologiche di guidatori di un tempo ormai lontano ci guardano dal passato con tenerezza… e noi guardiamo loro, mentre l’ennesimo pilota armato di smartphone ci taglia la strada.

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C’era una volta l’uomo col cappello.

Temuto e deriso, percorreva le strade chino sul manubrio, a velocità ridottissima.

Di solito guidava un’utilitaria che aveva visto tempi migliori.

Di solito un Pandino ammaccato, ma anche le vecchie Fiat 500 e 127 erano ben rappresentate. Più di recente, si vedeva a bordo di certe Hyundai dalla linea e dalle prestazioni degne di una Trabant esteuropea.

L’uomo col cappello era lo scherzoso prototipo del peggior guidatore possibile, quello che rischiava di prendere le rotonde “all’inglese” e che si fermava a riflettere mentre il verde diventava giallo e poi rosso, per la gioia degli altri automobilisti.

Età media 70 anni, riconoscibile dal posizionamento del sedile a pochi millimetri dal volante e, appunto, dall’abitudine di indossare il cappello alla guida, aveva alcune particolarità impagabili.

Tra tutte, splendida e tipica quella di “spingere” l’auto con tutto il corpo per farla accelerare, memoria vivente dei cocchieri e fiaccherai di un tempo.

Figure preistoriche, ormai. Ricordi teneri di un’Italia che fu, in cui il peggior guidatore che poteva capitare era, per l’appunto, questo tenero omino col cappello.

Il tempo è passato.

Oggi, anno 2018, i vecchietti col cappello non osano nemmeno mettere il naso fuori.

I pochi ardimentosi non li noti più, comunque: il fastidio che possono creare scompare di fronte alla marea di comportamenti folli di chi guida mandando messaggi e commentando sui social, di chi si fa selfie al volante, di chi per un tocco di clacson scende per malmenarti, di chi brucia stop, semafori, precedenze e pretende anche di avere ragione, di chi non capisce le rotonde, di chi ha dei Suv formato carrarmato e si sente in dovere di usarli come armi improprie, di ciclisti che ignorano le strisce, di pedoni che ignorano la legge di sopravvivenza tuffandosi in mezzo alla strada con gli occhi piantati sul solito telefonino.

Per questo, oggi ho voglia di rivalutare quel guidatore in fondo innocuo, solo un po’ irritante, e dedicargli un pensiero intenerito, come quando si pensa a un dodo, a un rinoceronte, a una specie già estinta o in via d’estinzione, goffa, anacronistica ma in fondo simpatica.

PS: anticipo le critiche dichiarando ufficialmente che, sì, questo articolo appartiene decisamente alla serie vetero-nostalgica del tipo “si stava meglio quando si stava peggio” e “ai miei tempi eccetera”.

Ogni tanto precipito precipito in questo mood passatista… perdonatemi, stavolta è andata così.

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6 buone ragioni per amare le salite

Ah, se le salite non ci fossero… quanto sarebbe più comoda la vita del ciclista! Ma esistono, e bisogna farci i conti. Anche perché ci regalano alcune delle più grandi gioie della vita a due ruote.

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Il Partner della settimana: DD Cars di Battipaglia, vent’anni di auto e nautica

Ormai da vent’anni DD Cars, nostro Partner SmanApp, è un punto di riferimento nella vendita e noleggio di auto e barche per la zona di Battipaglia. 

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Acqua sicura: meglio bottiglia o rubinetto?

La sicurezza passa prima di tutto dalla salute. Per questo in tanti preferiscono l’acqua in bottiglia rispetto a quella cosiddetta “del sindaco”, ritenendola più sana. Ma è davvero la scelta migliore?

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Immagini di montagne innevate a suggerire purezza e freschezza. Molti brand di acqua minerale usano questo tipo di suggestione per convincere i consumatori che la loro acqua è migliore.

Comprare l’acqua in bottiglia ci fa pensare a sorgenti incontaminate, e sembra molto più salutare dell’acqua che proviene dai nostri rubinetti.

Istintivamente ci chiediamo: “in chissà quali tubi malridotti è passata prima di raggiungere la nostra casa?”.

Qual è la verità? Non abbiamo, come sempre, risposte assolute, tranne forse una: come spesso succede, quello che vogliono farci credere i guru della comunicazione e della pubblicità non è affatto la realtà.

Da dove viene l’acqua in bottiglia?

Ogni paese ha le sue legislazioni, ovviamente. Quello che possiamo dire è che in gran parte del mondo un’alta percentuale di acqua in bottiglia non proviene dalle leggendarie montagne innevate ma dalla stessa fonte di quella del rubinetto di casa: i serbatoi municipali.

Il vantaggio è quindi, in questi casi, davvero relativo. Certo, viene effettuato un percorso di filtraggio ulteriore, ma, a fronte di un aumento di prezzo esponenziale, la differenza in termini di salute è praticamente inesistente.

Molto meglio, a questo punto, se l’acqua del vostro rubinetto è troppo “dura” o ha un sapore spiacevole, pensare a un filtro da applicare: ce ne sono di ottimi ed economici.

Acqua e controlli

Un altro fatto poco noto è che l’acqua di rubinetto è sottoposta a un numero maggiore e più frequente di controlli periodici rispetto a quella in bottiglia.

Questo significa che, in generale, se beviamo acqua in bottiglia stiamo spendendo cifre annuali simili a quelle della benzina o del latte per un prodotto equivalente all’acqua di casa, praticamente gratuita e controllata trimestralmente.

La questione del fluoro

La presenza di fluoro nell’acqua che bevete ha un ruolo nella salute dei vostri denti.

Per questo è importante controllarne la presenza, sia che utilizziate acqua di rubinetto sia che preferiate quella in bottiglia.

Infatti, se l’acqua prescelta ne è priva, va comunicato al dentista, in modo da poterne prevedere l’integrazione in altro modo.

Plastica e sostanze contaminanti

C’è un altro, serio problema: la plastica usata delle bottiglie in certi casi può rilasciare nell’acqua sostanze potenzialmente dannose, come gli ftalati, il bisfenolo e altro.

Sostanze presenti già nell’acqua “alla fonte” o la cui presenza è causata dalle procedure stesse d’imbottigliamento.

Non vogliamo drammatizzare: in generale l’acqua in bottiglia è più che sicura, ma ci sono alcuni rischi potenziali: in particolare la conservazione in luoghi caldi, magari durante il trasporto o lo stoccaggio del prodotto.

Il calore, infatti, crea una dispersione nell’acqua delle sostanze plastiche di cui è fatta la bottiglia.

In particolare, è da sconsigliare il riutilizzo delle bottiglie usate: più vengono utilizzate, più il rischio di deterioramento aumenta.

L’impatto ambientale

Le bottiglie di plastica sono, in assoluto, uno dei maggiori fattori di inquinamento ambientale, in particolare marino (vedi qui uno degli effetti). Si calcola che solo una bottiglia su cinque, attualmente, venga riciclata. Le altre si disperdono nell’ambiente… e ci vogliono migliaia di anni per smaltirle.

Non si parla solo – e già basterebbe – dell’immane quantità di bottiglie che non vengono riciclate, finendo per inquinare terra, mare e corsi d’acqua, ma anche dell’impatto ambientale dovuto al consumo di carburanti fossili necessari per riempire le bottiglie, trasportarle e distribuirle.

Alcuni marchi attingono a fonti in terre remote, lontane migliaia di chilometri dal luogo di consumo: il costo ambientale è molto alto.

Un problema diverso insorge quando si parla di filtrare, purificare e imbottigliare l’acqua di rubinetto, pratica, come abbiamo detto, diffusa in molti paesi. Queste procedure, infatti, creano grandi sprechi: si calcola che per ogni litro d’acqua imbottigliato se ne sprechino due.

Cosa possiamo fare?

Tornare al rubinetto, secondo le valutazioni di tutti gli esperti, la cosa migliore… con qualche accortezza.

Per esempio, richiedere un controllo annuale periodico della qualità dell’acqua e controllare personalmente che non ci siano livelli eccessivi di sostanze dannose. Naturalmente, questo è ancora più importante per chi ha una fonte d’acqua autonoma (per esempio un pozzo).

Se il sapore non vi piace (di solito a causa del cloro), di solito non c’è da preoccuparsi per la salute, ma potete risolvere comunque il problema scegliendo un filtro di buona qualità.

In Europa

Ci sono novità in vista per quanto riguarda la gestione europea delle acque potabili: sono previsti nuovi standard qualitativi e più trasparenza, oltre alla realizzazione di infrastrutture migliori. Lo scopo è, appunto, abbattere il consumo di acqua in bottiglia.

Il problema ci riguarda direttamente: l’Italia è infatti la seconda consumatrice mondiale di acqua in bottiglia, dopo il Messico, e la prima in Europa.

Questo perché nel nostro Paese è ancora forte il ricordo di un passato non troppo lontano in cui l’acqua del rubinetto poteva portare rischi per la salute.

Basti pensare che in molti bar non è possibile chiedere acqua del rubinetto.

Acqua potabile per tutti

Naturalmente l’abbattimento dell’uso di acqua in bottiglia nel mondo non può prescindere da una considerazione: i paesi dove l’acqua del rubinetto non è potabile sono moltissimi e coprono ancora la maggioranza della popolazione mondiale. Per tutte queste persone, ovviamente, non c’è alternativa all’acqua imbottigliata.

Uno dei più importanti obiettivi di chi si occupa del benessere del mondo è arrivare a una potabilità generale dell’acqua che arriva nelle case di tutta l’umanità, ma purtroppo non è così vicino: nella stessa Europa, tuttora, circa il 10% della popolazione non ha accesso all’acqua potabile.

Approfondimenti e fonti di riferimento qui, qui e qui.

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Animali in strada: che fare?

Come dobbiamo comportarci se in strada ci imbattiamo in un cane o un gatto che si è perso o è stato abbandonato? Vediamo insieme quali sono i passi da compiere per aiutare i nostri amici animali.

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Running in città: correre a Firenze

Firenze è celebre soprattutto per le opere d’arte e le meraviglie architettoniche, ma offre anche alcuni itinerari perfetti per chi ama correre in tranquillità. Vediamoli!

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Cominciamo insieme un piccolo viaggio nei luoghi delle grandi città italiane dove è possibile fare tranquillamente jogging. Partiamo dalla Toscana, con i nostri consigli per i fiorentini ma anche per chi è di passaggio in città e non vuole rinunciare alla sua sgambata quotidiana!

 

1. Le Cascine

Gli appassionati fiorentini di maratona si allenano qui, nel grande polmone verde della città. Un parco di grandi dimensioni, circa 160 ettari, che consigliamo di frequentare di giorno: dopo il tramonto, infatti, può essere piuttosto mal frequentato.

Si va dal Ponte alla Vittoria fino al Viadotto dell’Indiano, per un totale di 5 km di percorso che, andata e ritorno, fanno 10, per l’itinerario in assoluto più “green” di Firenze.

2. Albereta e Anconella

Il bel parco lungofiume dell’Albereta si trova a Firenze Sud e si raggiunge superando il ponte Giovanni da Verrazzano. Un percorso di tre km (due per arrivare a Varlungo) che andata e ritorno arriva a un totale di 6 e volendo può anche proseguire in direzione Nave a Rovezzano.

3. Piazzale Michelangelo

Questo percorso unisce la fatica alle gioie del paesaggio. Infatti, si tratta di una strada in salita, che però vi premierà, giunti al Piazzale, con una delle più belle viste di Firenze in assoluto.

Un percorso all’ombra degli alberi che parte da Porta Romana salendo per 3 km lungo Viale Galileo, o da Piazza Ferrucci salendo da Viale Poggi. Potete usare anche le scalinate che partono da questo viale per fare un po’ di step!

Lungarni

Un altro giro, stavolta del tutto interno al centro storico, che vi permetterà di godere della vista dell’Arno nei suoi scorci più affascinanti.

Si consiglia di percorrere il tratto che va dal Ponte di Verrazzano fino al Ponte Vecchio. Dopo è impossibile, a causa del flusso continuo di turisti.

Se preferite più verde e più tranquillità, sempre in riva al fiume, c’è un’altra possibilità: partire dalla sala concerti Obihall in via Fabrizio de André e percorrere il lungofiume fino al Girone.

Si tratta di circa 4 km di ciclabile sul fiume che ha il solo difetto, per l’appunto, di doverla condividere anche con gli utenti a due ruote, ma è comunque un itinerario molto piacevole lungo l’Arno.

Zona Stadio

I giardini di Viale Manfredo Fanti sono forniti di attrezzi ginnici. Possono essere il punto di arrivo e partenza per un percorso di jogging ad anello intorno allo stadio Artemio Franchi e al Mandela Forum. Di solito sono in molti a percorrere questo tratto, ottimo per correre in compagnia.

Periferia di Firenze

 

 

 

Per chi vive in periferia, da segnalare almeno il magnifico parco dello Stato Libero dei Renai a Signa, il piccolo ma gradevolissimo parco del Neto a Sesto Fiorentino, quello di Poggio Valicaia a Scandicci  e i bei giardini di Villa Montalvo a Campi Bisenzio.

Per chi volesse approfondire, qui e qui le nostre fonti di riferimento.

Durante le vostre sessioni di jogging ricordatevi sempre di attivare SmanApp per tenere d’occhio e condividere con gli amici sui social i vostri progressi, la velocità, il tempo, le calorie consumate. In più, attivando SmanApp potrete segnalare la vostra presenza in strada agli automobilisti e in generale agli altri utenti, dandogli la possibilità di evitare incidenti. Fare jogging è bello, con SmanApp è meglio!

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Spiagge e fondali puliti: la campagna di Legambiente per il 2018

Dal 25 al 27 maggio tutti coloro che hanno a cuore la salute del nostro mare sono invitati sulle coste per togliere i rifiuti dalle nostre spiagge. Una bella iniziativa di Legambiente.

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