I peccati di gola del weekend non nuocciono (molto) alla linea

Se volete indossare un vestito che tira un po’ sui fianchi, fatelo al venerdì sera. E il lunedì mattina non vi pesate, perché rischiereste la depressione trovandovi uno o due chili in più rispetto a un paio di giorni prima. Succede quasi a tutti: il fine settimana mettiamo su peso, ma durante i giorni di lavoro pian piano li perdiamo. E ora ce lo dice anche uno studio nel quale si dimostra che non serve fare rinunce al sabato e alla domenica, quanto piuttosto mirare a perdere peso durante i giorni feriali. Le persone che restano in forma sono infatti quelle che riescono a stare più lontane dagli stravizi dal lunedì al venerdì e che, se al sabato e alla domenica si concedono una cena al ristorante con qualche portata ultracalorica o un bel pranzo tra amici, smaltiscono i chili in più appena accumulati quando la settimana lavorativa ricomincia. La ricerca in questione, condotta da Brian Wansink della Cornell University, ha coinvolto ottanta adulti dai 25 ai 62 anni che ogni mattina, per un periodo variabile da due settimane a quasi un anno, si sono pesati a digiuno.blog10sette.png

Analizzando l’andamento del peso corporeo il ricercatore si è accorto che su di esso ha un effetto considerevole il «ciclo biologico di sette giorni» che ognuno di noi possiede, accanto ai ritmi quotidiani, mensili, annuali: «C’è un’evidente instabilità del peso nella settimana, con i massimi che in media si registrano alla domenica e al lunedì e i minimi di venerdì – spiega Wansink -. Tuttavia, esistono differenze sostanziali fra chi tende a mantenere il peso forma e chi invece ineluttabilmente ingrassa: andando ad analizzare le fluttuazioni settimanali in questi due gruppi ci siamo accorti che le oscillazioni dell’ago della bilancia sono parecchio diverse». I normopeso infatti nel weekend hanno un comportamento «di compensazione» molto più marcato, in pratica al sabato e alla domenica si lasciano andare ai peccati di gola con maggior facilità, ma poi dal lunedì tornano a nutrirsi in modo corretto e ricominciano subito ed efficacemente a scendere di peso. Chi invece vira verso il sovrappeso, registra una maggior variabilità fra i giorni della settimana e un calo ponderale meno marcato durante quelli feriali, perché di fatto si controlla di meno a tavola sette giorni su sette. Così mentre il 60 per cento dei soggetti in forma è più «paffuto» nel fine settimana e perde peso dal lunedì al venerdì, fra chi è sovrappeso il giorno più «grasso» non è necessariamente nel weekend, ma è distribuito in modo più casuale nella settimana.

«Morale, le fluttuazioni del peso verso l’alto nel weekend non devono preoccupare – dice Wansink -. A patto di esercitare un buon “controllo” su ciò che si mangia nei giorni feriali. Di sabato e domenica (e, potremmo aggiungere, durante i periodi festivi) è facile essere più indulgenti con se stessi: si ha più tempo per mangiare, capita di andare a pranzo o a cena fuori e qualche caloria in più è inevitabile. La buona notizia è che questi non sono strappi alla regola pericolosi, anzi nel lungo periodo il successo di una dieta dimagrante aumenta se ci consentiamo qualche stravizio: l’importante è riuscire a mantenere il controllo per la maggior parte del tempo». Fra l’altro, pensare «in prospettiva», e concentrarsi su obiettivi a lungo termine anziché sul singolo pasto, aiuta anche a superare uno dei maggiori ostacoli alle diete, il cosiddetto «mangiare emotivamente», ovvero la tendenza a rimpinzarci di cibi poco sani e assai calorici quando si è di cattivo umore o stanchi, magari proprio il venerdì sera dopo una settimana di lavoro.

Un altro studio della Cornell University, in collaborazione con l’Università del Delaware, ha dimostrato che le emozioni negative tendono a farci focalizzare sul «qui e ora», portandoci a cercane una ricompensa nei sapori gustosi, mentre un atteggiamento positivo nei confronti della vita ci consente di scegliere alimenti salutari perché si associa alla capacità di porre le scelte nutrizionali in un’ottica più ampia. Quando siamo sereni, in sostanza, riusciamo a «vedere» i vantaggi del mangiar sano, se siamo giù di morale vogliamo solo una gratificazione immediata e non ci importa se poi lo spuntino ipercalorico e gustoso si trasformerà in chili di troppo. «Quando siamo tristi e ci viene voglia di aprire il frigorifero, dovremmo cercare di portare l’attenzione su qualcosa che migliori l’umore in maniera più innocua, dal parlare con un amico all’ascoltare un po’ di musica, ma anche provare a pensare di più al futuro senza concentrarci su quello che ci rovina la giornata» dicono gli autori dello studio.


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