COME CONTESTARE UNA MULTA: COME FARE E QUANDO È POSSIBILE

Esistono dei casi dove si può contestare una multa: come fare e quando è possibile. Tutti gli utenti della strada devono sottostare alla regolamentazione ideata per far sì che non si creino caos e/o situazioni di pericolo, il Codice della Strada. Giusto? Giusto! E chi non rispetta le norme imposta dal CdS incorre in sanzioni pecuniarie, che possono essere contornate da appendici quali il sequestro del mezzo, il ritiro della patente e via discorrendo.

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Eppure può capitare che la multa trovata nella cassetta delle lettere, rigorosamente in busta verde e riconoscibilissima da 100 metri di distanza, possa essere frutto di un errore e quindi esserci stata recapitata ingiustamente. In questo caso come si procede? Semplice: è necessario contestarla. Ma cosa occorre e quale procedura bisogna seguire per farlo? In quale iter burocratico dobbiamo tuffarci a capofitto per vedere riconosciuta la nostra innocenza?

 

Quando è possibile fare ricorso?

Iniziamo con lo specificare in quali casi è possibile presentare ricorso. Ovviamente qualora la multa presentasse un vizio di forma, come l’errata indicazione del modello del veicolo oppure un errore in merito alla norma violata od alla sanzione da pagare. Ci sono alcuni casi particolari, come l’arrivo di un doppio verbale per la medesima infrazione oppure la notifica al vecchio proprietario in seguito ad un regolare passaggio di proprietà, contro i quali ci si avvale dell’autotutela: in tal caso il cittadino presenta l’istanza di annullamento della multa direttamente all’Ente emanatore, bypassando quindi il ricorso. Ma una volta constatato un vizio di forma, come si procede? Si possono scegliere due vie, una che porta al ricorso presso il Prefetto ed una che porta al ricordo presso il Giudice di Pace.

Contestazione al prefetto

Il termine massimo per presentare istanza al Prefetto è di sessanta giorni dalla data di ricevimento del verbale. La richiesta deve essere presentata presso il comando di Polizia Municipale o presso la Prefettura del capoluogo di provincia che interessa il luogo della violazione, ma a patto che siano stati individuati dei vizi di forma nella compilazione del verbale o che lo stesso sia stato notificato oltre i novanta giorni previsti dalla legge (oltre i quali cade in prescrizione, ndr). Una richiesta di sospensione presentata al Prefetto non cambia il termine ultimo di pagamento della multa, quindi è bene presentarla con una riserva di tempo utile a non incorrere in una mora, e deve essere consegnata a mano od a mezzo raccomandata A/R. Deve essere scritta su carta semplice e contenere tutti i dati inerenti il veicolo, il verbale, il proprietario del veicolo e la motivazione della sospensione, opportunamente corredati di materiale atto a sostenere la nostra tesi, come le fotografie. Se il ricorso viene accolto, la multa viene cancellata, in caso contrario è necessario pagare l’importo della multa più una sanzione accessoria. Se non si ottiene risposta dal Prefetto entro 210 giorni (180 se la richiesta è stata presentata alla Polizia Municipale) il ricorso è considerato accolto.

Contestazione al giudice di pace.

Qualora decidiate di rivolgervi al Giudice di Pace per presentare il ricorso, a patto che non abbiate già notificato la richiesta al Prefetto, l’iter da seguire sarà grossomodo lo stesso: tutto il materiale (che non cambia rispetto al caso precedente!) deve essere consegnato presso l’ufficio competente in base a dov’è stata commessa l’infrazione. A differenza di quanto avviene presentando istanza al Prefetto, se il ricorso coinvolge il Giudice di Pace c’è da pagare un onere di 37 euro per pratica, ma nel caso in cui non dovesse essere accolta non ci sarà una maggiorazione sulla sanzione.


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