Andare in bici al lavoro, come iniziare?

Alzi la mano chi, quando ha pensato “quasi quasi vado al lavoro in bici” non sia stato immediatamente inondato di pensieri che mettevano in discussione ogni motivazione. E’ un processo naturale dovuto ai meccanismi di difesa del nostro cervello: essendo progettato per farci sopravvivere, ogni deviazione possibile dalla strada che abbiamo tracciato viene inizialmente percepita come un potenziale pericolo.

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Siamo sicuri che chiunque, anche se sei davvero convinto o motivato, siamo convinti che ti sei posto queste domande 🙂
“Sì ma ci sono troppe auto: come faccio?”
“Già ma poi cosa la pago a fare l’assicurazione della macchina?”
“E le commissioni?”
“E poi come faccio se sudo?”
“Ma con questo freddo, all’aperto?”

Prendete un foglio bianco e tracciate tre righe verticali, che saranno le colonne della tabella. La prima colonna la chiameremo “Vantaggi”, la seconda “Svantaggi” e la terza “Soluzioni”. Riempite la prima colonna con tutti i vantaggi che secondo voi usare la bici per andare a lavoro può portare. Metteteci “Risparmiare”, “Restare in forma”, “Evitare il traffico”, tutto quello che vi piace, desiderate o pensate che la nuova scelta possa apportare alla vostra vita. Nella seconda colonna invece inserite le vostre paure e gli svantaggi che possono conseguire da questa scelta. Frasi tipo “Pericolo”, “Alzarsi prima”, “Fare la spesa?”

Ora, per ogni svantaggio o timore che avete scritto, valutate se esiste una soluzione concreta che potete mettere in atto e scrivetela nella terza colonna. Ad esempio, quando abbiamo completato la nostra, alla voce “Pericolo”, la nostra risposta ci viene naturale di pensare che con  SmanApp ci sentiamo al sicuro … l’avete provata?  “Alzarsi prima” vi suggerisco di leggere i vantaggi nello svegliarsi prima , “Fare la spesa?” “La sera sarò stanco”, ho risposto “Ma anche soddisfatto” oppure “Ma come faccio ad andare a trovare i miei?” ho ribattuto con “basta organizzarsi”. Non serve trovare la soluzione ai problemi del mondo, basta solo identificare e capire che per quel dato problema o timore esiste un antidoto e che siamo in grado di metterlo in atto. Ora contate i vantaggi che avete inserito nella prima colonna e gli svantaggi che sono rimasti senza soluzione e fate un paragone: quali sono in maggior numero?

Superare le false convinzioni

Altro masso da spostare prima d’imboccare “la porta”  andiamo a lavorare in bici : Sono le false convinzioni, ovvero una serie di certezze che nascono più da abitudini o da preconcetti piuttosto che da una realtà definita.

Il classico esempio è: “Sì ma io con l’auto impiego 5 minuti per arrivare a lavoro”.
Molto spesso con questa frase si fa caso solo al tempo di effettivo spostamento, dimenticando i 10 minuti aggiuntivi spesi (e direi persi) per cercare parcheggio. Ma visto che vale più un grammo di pratica che una tonnellata di teoria, vi proponiamo questo esercizio: prendete il vostro smartphone e avviate la funziona cronometro non appena accendete l’auto e fermate il tempo nell’attimo preciso in cui entrate sul luogo di lavoro, quindi dopo aver trovato parcheggio, aver raggiunto l’edificio ed essere entrati. Con questo semplice la nostra marketing manager ha scoprerto di impiegare dai 10 ai 15 minuti per trovare parcheggio lungo la strada, tempo che si aggiungeva ai magnifici “sono 5 minuti di strada, che vuoi che sia”. Un altro esercizio molto semplice è azionare il Gps e rilevare la distanza percorsa a piedi per spostarsi dal parcheggio al luogo di lavoro. E’ sorprendente, per chi abita davvero vicino, scoprire che a volte la distanza parcheggio-lavoro è più elevata di quella casa-lavoro.
Ovviamente questo esercizio vale per le percorrenze al di sotto dei 5 km, dove sarà davvero facile scoprire che la bicicletta è vantaggiosa in termini di tempi, percorrenze e facilità di spostamento.


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