LE VERE RAGIONI PER CUI LE MAMME SONO SEMPRE IN RITARDO

valentina_tondaLe donne sono sempre in ritardo: un vecchio luogo comune che credevo del tutto fuori moda fino a quando, da un giorno all’altro, mi ci sono improvvisamente ritrovata immersa fino al collo.

Non sono mai stata una ritardataria, io, e ne ero orgogliosa, ma purtroppo da quando sono diventata mamma ho dovuto ammettere che uscire dalla porta in perfetto orario con un figlio piccolo è una grande impresa, spesso destinata al fallimento. Nonostante i miei calcoli scientifici, che ogni volta mi sembrano perfetti fino al millesimo di secondo.

Ho deciso per questo di analizzare e annotare le vere ragioni  che mi portano a essere sempre in corsa contro il tempo.

1. La scomparsa delle scarpe

“Metti le scarpe, Dave!” è  il mio  mantra mattutino. Niente da fare: stranamente quando mi giro a controllare lui è ancora lì, che mi sorride beato. Naturalmente, a piedi nudi.

Il problema dell’improvvisa scomparsa delle scarpe si ripete ogni giorno. Non so perché, ma pare non ci sia una soluzione. Tutto quello che posso fare è continuare a recitare il mio mantra: “Metti le scarpe, Dave!”.

Prima o poi funzionerà. Forse.

 2.  Mamma, ho dimenticato…

Potrebbe essere qualsiasi cosa: il pranzo, una figurina, i Lego o magari la sua pietra “magica”. Sì, proprio quella che ha raccolto ieri nel cortile sul retro, e che deve assolutamente accompagnarlo ovunque vada.

Una cosa è certa: qualsiasi cosa sia, siatene certe, vostro figlio se ne ricorderà all’ultimo momento, mentre siete con le chiavi in mano. L’unica cosa da fare, a quel punto, è alzare gli occhi al cielo, respirare molto profondamente e tornare a casa a recuperare il preziosissimo oggetto.

4. In anticipo, finalmente!

Se per una volta siete in anticipo, meglio aspettare a gridare al miracolo: c’è una buona probabilità che il vostro bambino riesca a sabotare i vostri sforzi incantandosi per una decina di minuti a guardare una formica lungo il sentiero, o decidendo di saltare scientificamente in tutte le pozzanghere senza dimenticarne nemmeno una.

Per i bambimi più piccoli una passeggiata è sempre una meravigliosa opportunità per fare scoperte, e di solito anche per noi è un’occasione preziosa per rallentare e goderci un momento di pace… ma non quando si deve essere al lavoro esattamente dopo 12 minuti.

 5.  Nessuno può sentirti urlare

Ti vedo. Ti vedo lì in piedi davanti alla porta, il toast mezzo mangiato in mano, il volto teso, stravolto, in ritardo cosmico. Peccato che per tuo figlio tu sia del tutto invisibile: sta ancora sistemando l’ultimo mattoncino del suo ultimo capolavoro di Lego, lo ammira con l’occhio dell’esperto, sposta un pezzo, ne toglie un altro…

Puoi urlare, battere i piedi, metterti a piangere, implorarli, ma non c’è niente da fare: quanto più hai bisogno che siano veloci e reattivi, tanto più i vostri figli somiglieranno a piccole tartarughe.

6. Sei sempre l’ultima a vestirti

Non so come possa accadere. Tutta la famiglia è vestita e ben nutrita ma tu, la mamma, stai ancora vagando in pigiama, con il trucco a metà che ti fa assomigliare a un panda molto perplesso. Eppure sei una persona dinamica, intelligente, organizzata.

Hai sempre pensato: “mi alzo per prima, mi prendo cura di me stessa, poi penso con calma al resto”. Niente da fare, non succede mai. Anche se ti sei alzata alle 5 del mattino e ora sono le 9 – quattro ore! – uscirai dalla porta infilandoti le scarpe in corsa e ti truccherai in ascensore.

7. E ora tutti in macchina!

Caricare tutti in macchina è l’ultimo, micidiale miglio di questa maratona quotidiana. C’è chi si è dimenticato i compiti, chi pianta l’inevitabile capriccio contro il seggiolino dell’auto.

Quando tutto sembra risolto, ti siedi al posto di guida e senti una consistenza appiccicaticcia: un muffin in decomposizione è apparso per magia sul tuo sedile, e ora devi tornare su a cambiarti.

Dopo aver fatto il tragitto casa-macchina dalle due alle dieci volte a seconda dell’ispirazione della prole, arriva il momento tanto atteso: “Ci siamo tutti?”. “Sììììì!”, è la risposta entusiasta del tuo caro bambino.

Finalmente felice, sorridi al tuo pargoletto, metti in moto e parti.

Dimenticando la borsa sul tetto dell’automobile.

 


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