9 Regole non negoziabili per crescere un bambino

valentina_tondaBenvenuti nella Kid Zone! Quel magico momento della vita in cui il minuscolo batuffolo di pura gioia che vi guardava adorante comincia a trasformarsi in una piccola persona. Un bambino dalla personalità unica e inimitabile. È un momento meraviglioso, pieno di scoperte agrodolci.

Ti sei commossa quando ha imparato a camminare? Siamo in due… Il problema, però, è che dopo poco ha cominciato a correre, e da quel momento ha usato questa nuova, adorabile capacità per cacciarsi nelle situazioni più pericolose. Da quel giorno, la frase “avere occhi dappertutto” ha assunto un nuovo, sinistro significato.

Un altro esempio? In teoria vedere tuo figlio che comincia ad avere le sue opinioni su tutto è una grande gioia. Il problema è che le sue opinioni non corrispondono alle tue. Mai.

Vogliamo tutti che i nostri bambini raggiungano questi traguardi, naturalmente… ma perché dev’essere così maledettamente difficile? Un bambino che sta crescendo non è cosa da deboli di cuore. Per questo, ho stilato un elenco di regole non negoziabili per cercare di rendere tutto più semplice.

1. Spuntini. Ovunque. 

La tua borsa inizierà ad assomigliare a un negozio di alimentari, ma quando hai a che fare con un bambino è indispensabile avere un arsenale di snack a portata di mano. Servono come distrazioni, per vincere la noia quando sei fuori e l’ora di pranzo è passata da un po’.

Ma soprattutto, uno snack può essere ficcato in bocca a vostro figlio non appena comincia a proclamare a voce altissima: “Guarda! Quell’uomo è grasso come Babbo Natale!”. Vi eviterà di dover farfugliare quelle frasi del tipo “Sa com’è, sono bambini”, vergognandoti come una ladra.

2. Salviette come se non ci fosse un domani.

I più piccoli sono quasi sempre appiccicosi e/o coperti di briciole. Indipendentemente dal fatto che siano o meno in prossimità di materiali appiccicosi o forieri di briciole.

Dimenticate le salviettine e vi ritroverete con un ragazzo – la luce dei vostri occhi – che sembra appena uscito da un cassonetto. E che improvvisamente ha una gran voglia di abbracciarvi.

Non fraintendetemi, adoro essere abbracciata da mio figlio. Però, ecco… il conto della lavanderia lo pago io, mica lui.

3. Benvenuti nel mondo dell’irrazionalità. 

Molti genitori dichiarano di riuscire a fare ragionamenti sensati con il proprio bambino. La mia opinione è semplice: chi lo dice mente sapendo di mentire.

La loro coperta preferita è in lavanderia? Si trasformeranno in Hulk. Per loro non è concepibile dormire senza quella particolare coperta: mostrargli coperte multicolori, pop, piene di personaggi televisivi è del tutto inutile. Lui dorme solo con quella coperta: fatevene una ragione .

Sopravvissuto a una notte con la coperta sbagliata, vostro figlio vi farà capire di essere distrutto perché, a colazione, avete tagliato la sua banana. Doveva affettarla lui, non voi. lui sa cose che voi non potreste imparare in 2000 anni.

Provate a rimediare, ma invano. Provate a fargli capire che non c’è modo per rimettere insieme i pezzi: è un’impresa semplicemente impossibile. Niente da fare: subirete lo sguardo di commiserazione di vostro figlio che sembra dire: “che madre degenere, non sa nemmeno risistemare una banana!”.  Risultato: dovrete convivere con il senso di colpa per il resto della vostra vita.

4. Guardatevi dagli educatori da bar.

Quel momento arriva sempre. Siete dentro un negozio di alimentari e state trascinando la vostra creatura lungo gli scaffali. Lui ha il moccio al naso, la faccia rossa, sta gridando come se gli avessero infilato dei chiodi roventi nelle orecchie. Piange disperato, magari perché comincia ad avere fame o forse perché non gli avete fatto premere il pulsante dell’ascensore e questo vi rende, è ovvio, dei pessimi genitori.

Beh, guardatevi intorno: la maggior parte dei presenti nel centro commerciale vi stanno guardando con quell’occhio vitreo che sottintende: “Eccola lì, la moglie di Erode”. Come avete potuto far piangere l’angelica creatura? Come vi permettete di non comprarle subito quel giocattolo inutile e costoso?

Evitate di rispondere: non c’è un modo elegante di affrontare il problema. Meglio fare un lungo respiro – mooolto lungo – e proseguire.

5. Pianificate la vostra giornata.

Per ridurre al minimo le possibilità di situazioni stressanti come quella descritta al punto precedente, la tua vita dovrebbe idealmente ruotare intorno alle esigenze del tuo bambino. Appuntamento dal medico? Meglio la mattina, quando il vostro piccolo è fresco come una rosa. Fare la spesa? Agite rapidamente, prima che il pargolo si trovi immerso nella più classica sonnolenza post-prandiale.

Avete deciso – si fa per dire – di avere un incidente domestico e di rompervi il braccio? Fareste meglio a programmare anche gli imprevisti, sperando che l’inconveniente non si verifichi quando vostro figlio è sveglio da molte ore. Un bambino stanco, si sa, è un piccolo tiranno e a lui, del vostro braccio rotto, non gliene importa proprio niente.

6. Adattarsi è tutto.

Non impazzite ogni volta che il vostro bambino cambia le sue abitudini alimentari. Per dieci mesi di fila vostro figlio si nutre di yogurt, uva e cereali? Mangia felice qualunque cosa voi gli mettiate davanti? Siete fortunati ma… non durerà.

Arriverà il momento in cui si nutrirà solamente di Big Mac nonostante anni passati a educarlo a una dieta equilibrata. O magari deciderà di ingerire solo gli alimenti di color beige, o verde, o viola. Non preoccupatevi: è normale.

La moda passerà, e scoprirete presto di che il vostro pargolo è un pozzo senza fondo, pronto a fagocitare qualunque tipo di sostanza mangiabile in natura.

Anche se ora vi sembra impossibile, rimpiangerete la sua ormai antica, romantica inappetenza infantile quando vi renderete conto di aver messo al mondo un aspirapolvere.

7. Stabilite una routine

I bambini vogliono vedere lo stesso episodio del loro show preferito più e più volte, o leggere la stessa storia fino a memorizzarla? A loro piace la prevedibilità, e un bambino sicuro è un bambino felice, almeno fino a quando deciderete che è l’ora che indossino i calzini da soli. Questo li destabilizzerà moltissimo, ma fa parte del percorso di crescita.

Comunque, seguire una routine quotidiana, per quanto possibile, è fondamentale. Il vantaggio è poter dare la colpa alla vostra routine di quasi tutto: “Oh, caro, mi piacerebbe tantissimo partecipare all’inaugurazione della tua collezione di farfalle, ma il mio bambino si trasforma in un grizzly se non lo mettiamo a letto alle 23 precise…”

8. Abituatevi a condividere il bagno.

Ricorderete con nostalgia quei momenti deliziosi in cui eravate in bagno da soli. Appena i bambini acquisiscono la destrezza necessaria per girare una maniglia, vedono una porta chiusa semplicemente come un ostacolo da superare. Se non aprite, partiranno le loro richieste incessanti: “Ciao! Che cosa stai facendo in bagno? Stai facendo la cacca?”

Rassegnatevi: non vi truccherete per anni, e la vostra pipì verrà interrotta sempre sul più bello… ma è meglio così: l’alternativa è uscire dalla sacrosanta pausa-gabinetto in tempo per scoprire un mondo di devastazione, di muri scarabocchiati e farina sparsa ovunque.

9. Non durerà per sempre. 

Le giornate sono lunghe, ma gli anni sono brevi. L’infanzia è una fase, ma finisce. Incredibilmente, vi mancherà. Dopo un tempo apparentemente eterno, i vostri figli avranno sempre meno bisogno di voi e vi renderete conto che state parlando a esseri piccoli ma del tutto razionali. Cresceranno, andranno in bagno da soli e non vorranno ascoltare per la centesima volta “Cappuccetto Rosso”.

Che ci crediate o no, quando arriverà il momento, vi strazierà il cuore.

 

 


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