Pensieri sportivi di un antisportivo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la confessione a cuore aperto di un nostro conoscente.

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Un integralista non pentito dell’inattività fisica, che ha voluto condividere con noi una riflessione.

“Sono una patata da divano. Sul divano leggo, scrivo, penso, ascolto musica. Quando mi alzo dalla poltrona, passo di solito direttamente sul sedile dell’auto.

Il mio nume tutelare, la mia cicciottella musa ispiratrice ha un nome: Churchill.

Winston Churchill, oltre che per essere stato un grandissimo politico inglese, è famoso anche per la sua corporatura decisamente rotonda (quasi sferica, in realtà!) e la sua sfrenata passione per vizi poco salutari quali il tabacco, il whisky e la tipica cucina britannica spacca-arterie.

Sir Winston morì serenamente alla bella età di 89 anni. Quando era già anziano, a un intervistatore che gli chiedeva il segreto della sua lunga vita, rispose con una frase lapidaria: “No sport”.

Ecco, io ho vissuto buona parte della mia vita seguendo questo principio.

Le poche volte che ho timidamente accennato a un’attività sportiva qualunque ne ho ricavato malanni di ogni tipo, fratture, colpi di sole, allergie… concludendo che, beh, alla maggior parte delle persone lo sport dà benefici, ma ad alcuni, come me, crea solo problemi.

Mi piacciono le attività statiche: un buon libro, un bel film. O quelle lente, come passeggiare in campagna. Ecco, in quel caso mi muovo, almeno un po’.

Ma non vale come sport, quindi Churchill è soddisfatto.

Che ci faccio, dunque, su un blog che si occupa di running e biciclette? Il fatto è che, di citazione in citazione, mi è venuta in mente quella del grande scrittore comico inglese Jerome K. Jerome: “Amo il lavoro. Potrei stare ore a guardar lavorare gli altri”.

Direi che è proprio il mio caso: amo ascoltare le esperienze di chi affronta complessi percorsi di trail, vivere le emozioni di un handbiker che ritrova la gioia della bicicletta nonostante una disabilità, condividere la gioia di chi ha partecipato alla Maratona del Mugello.

Attraverso le storie degli altri faccio un po’ di sport anch’io… e chissà che a forza di sentirne parlare, non mi venga voglia di inforcare la bicicletta anche a me. Ne dubito, ma non si sa mai.

Intanto, da automobilista – lento, naturalmente: non amo la velocità – ho deciso di scaricare SmanApp. Amare la vita sedentaria, infatti, vuol dire anche odiare lo stress e gli imprevisti.

La vita di un automobilista può essere molto faticosa, mentalmente: non sai mai cosa ti aspetta alla curva successiva. Potresti trovare di tutto: animali, lavori in corso, gruppi di ciclisti e runners. Poter ricevere una segnalazione ed essere messo in guardia da tutto questo mi permetterà di essere ancora più tranquillo al volante.

Non solo: quelle rare volte che mi incammino per le campagne non dovrò preoccuparmi di eventuali crampi o cadute, molto probabili per chi si alza dal divano una volta ogni due settimane. Se mi trovo solo e in difficoltà, il tasto SOS mi permetterà di chiedere aiuto a una persona di fiducia.

Per questo ho voluto scrivervi: perché SmanApp, secondo me, non è solo per gli sportivi.

La sicurezza serve a tutti.

Photo by elizabeth lies on Unsplash

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