Al supermercato con nostro figlio

valentina_tonda

Le mie mattine iniziano con una corsa rigenerante, ve lo ripeterò all’infinito. Accendo SmanApp e segnalo agli automobilisti intorno a me che sto correndo. Mi fa sentire più sicura. Solo dopo questo momento di benessere e attenzione a me stessa posso affrontare con serenità il caos della giornata. Per esempio, andare a fare la spesa.

Quando non avevo figli amavo andare al supermercato. Ma questo era prima, in un’altra dimensione dello spazio e del tempo…

A differenza di molte altre persone, mi piaceva passeggiare per le corsie, confrontare i prezzi dei prodotti, cancellare la mente per una mezz’ora, immersa in quella macedonia sonora di annunci, offerte speciali e musica pop  tipica dei centri commerciali.

Ora, con mio figlio al seguito, il mio approccio è più simile a un soldato impegnato in un raid in territorio nemico: agire velocemente, fuggire appena possibile e pregare che non ci siano brutte sorprese.

Ecco le fasi dello psicodramma:

1. Stavolta andrà tutto bene!

Comincia sempre abbastanza bene. Il mio bambino è seduto nel posto-bimbi del carrello, è di ottimo umore. Ho già recuperato i primi articoli della lista.

Come chi cade da un grattacielo, continuo a ripetermi “fin qui tutto bene” e penso, illusa, che sia previsto un lieto fine.

2. Prime richieste, prime proteste

Mio figlio adocchia una confezione di lamponi molto conveniente. Per chi la vende, ovviamente: 10 euro per circa 8 lamponi. Un affarone. Del resto è dicembre, che me ne faccio dei lamponi? Ma il bambino li ha puntati, e so cosa sta per succedere.

Per un attimo prendo in considerazione l’idea di buttare via 10 euro per salvare la giornata, ma insomma, non posso cedere così, e poi 10 euro sono 10 euro, così mi esce di bocca il primo “no” e, naturalmente, si aprono le porte dell’inferno.

3. Calci volanti in corsia

Mio figlio comincia a piagnucolare, all’inizio piano, poi più forte. I decibel aumentano e con loro gli sguardi scocciati dei presenti. Sapendo come andrà a finire, comincio a spingere il carrello più veloce. Il piagnisteo diventa disperato, il tempo diventa un nemico e taglio un po’, solo un po’, le voci della mia lista della spesa.

Mentre il volto del mio amato e solitamente adorabile pargolo si deforma in un urlo isterico (“Lampooooooniiiii!)”, ecco che comincia a tirare calci da dentro il carrello. Colpendo me e chiunque gli capiti a tiro. Improvvisamente l’idea stessa di “lista della spesa” mi sembra ridicola. La butto in borsa e comincio a buttare articoli a caso nel carrello. Il caos dilaga.

4. Distrazioni possibili, loro inutilità

A questo punto, nella mia esperienza, la maggior parte dei genitori tenta una o più delle seguenti carte: usare il telefono per propinare al bambino una dose di Peppa Pig a nastro fino a stordirlo; gridare a loro volta, minacciando una punizione qualunque; chiacchierare continuamente con il figlio per distrarlo in qualunque modo dalla sua ossessione consumistica. Esaurite tutte le carte, rimane l’arma “Fine di Mondo”: la corsia dei dolci.

5. Un delirio di caramelle

La corsia dei dolci mi regala un momento di pace, che però è di brevissima durata. Non appena raggiunti quei bei scaffali coperti di lecca-lecca e cioccolata, dall’isteria si passa a una gioia fuori controllo.

Dave grida “Compriamo qualcosa!”. Qualunque cosa. Basta comprare. Il senso profondo del consumismo è tutto qui. Per educarlo nel modo giusto dovrei dirgli di no, e spiegargli con pazienza perché. Invece cedo di schianto e copro mio figlio di caramelle alla frutta. Sono una pessima madre, lo so.

6. Il momento della cassa

Sembra che sia quasi finita, ma in realtà è la parte più difficile. Mentre metto sul nastro trasportatore tutta la spesa (pochi generi di prima necessità e dodici confezioni di caramelle alla frutta), Dave entra in iperventilazione davanti a tutti i giocattoli assurdi, ovetti di cioccolato e Minion disposti sadicamente intorno al registratore di cassa.

Prendo un balocco a caso. Poi mio figlio vuole essere prezzato insieme agli altri prodotti. Poi vuole una caramella, immediatamente. Poi gli cade la caramella in terra e una signora ci mette il piede sopra, scivola e minaccia denunce. Cerco invano un cenno di comprensione dagli altri genitori, ma loro, evidentemente, hanno sempre bambini educatissimi, perfetti e silenziosi. Mi guardano con compatimento, scuotendo la testa.

Dave è felice, coperto di dolciumi e giocattoli. Io faccio alcuni respiri molto profondi e prendo una decisione. Mi resta solamente una possibilità per ritrovare qualche traccia di equilibrio mentale: è il momento di aprire SmanApp e cercare tra le aziende Partner il centro benessere più vicino in cerca di un massaggio rilassante.

Un lungo massaggio rilassante.

 


 

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