Ikigai: una parola giapponese per chi cerca il suo lavoro ideale

 

blog26settembre

Avere una buona ragione per svegliarsi la mattina è il modo migliore per avere una vita lunga e felice. Nell’isola giapponese di Okinawa hanno trovato una risposta, e il suo nome è “Ikigai”.

La cultura giapponese è spesso associata, con un luogo comune ben radicato in Occidente, alla saggezza. Naturalmente, come tutti i luoghi comuni, è in buona parte arbitrario: ci sono un sacco di giapponesi ben poco saggi e del tutto estranei ai sani principi delle filosofie orientali.

Ogni tanto, però, i luoghi comuni sono destinati a essere confermati: è il caso, secondo noi, di “Ikigai”: un modo squisitamente orientale di trovare il senso profondo della propria esistenza attraverso la ricerca di se stessi.

La parola “Ikigai” è un concetto usato nell’isola nipponica di Okinawa e significa, pressappoco, “una ragione per svegliarsi la mattina”. Indica anche, e non è un caso, la persona di cui siamo innamorati. Per i giapponesi, ognuno di noi ha un Ikigai, e il nostro compito è trovarlo.

Ritenuto da psicologi e scienziati uno dei motivi dell’alto tasso di longevità degli abitanti dell’isola, l’Ikigai è una pratica quotidiana di ricerca del senso della vita che, secondo noi, si può applicare perfettamente anche alla ricerca della professione perfetta per le nostre attitudini.

L’Ikigai è il punto d’intersezione di quattro fattori:

– Cosa amiamo fare

– Cosa sappiamo fare

– Di cosa hanno bisogno gli altri (in questo caso, il mercato)

– Per cosa veniamo pagati

Tutti questi elementi possono combinarsi tra loro in vari modi: per esempio, se siamo bravi a fare ciò che ci piace (per esempio un hobby), si parla di passione.

Se siamo bravi a fare qualcosa e ci pagano, abbiamo una professione.

Se amiamo fare qualcosa di cui gli altri hanno bisogno, si può parlare di vocazione (per esempio il volontariato).

Se veniamo pagati per fare qualcosa che è anche utile agli altri, si può parlare di vocazione (per esempio, chi lavora nel sociale).

Se troviamo, infine, un’attività utile agli altri, che amiamo fare, siamo bravi a fare e, oltretutto, ci pagano per farla… bingo! Abbiamo trovato il perfetto Ikigai, almeno per quanto riguarda il nostro lavoro.

Per fare un esempio pratico: noi lavoriamo a SmanApp. Ci piace lavorare per questa App e lo sappiamo fare. Visto che SmanApp. è un’App che si occupa di sicurezza stradale e di proteggere le categorie più deboli di utenti della strada, come pedoni, disabili e ciclisti, quindi è sicuramente utile al prossimo. Infine, occuparci di SmanApp. è la nostra professione, quindi veniamo pagati per questo. Quindi, possiamo dire che lavorare per SmanApp è Ikigai!

Naturalmente stiamo semplificando al massimo un concetto complesso di filosofia orientale che coinvolge tutti gli aspetti della vita, non solo quello professionale: Ikigai riguarda i nostri interessi, le persone che amiamo frequentare e i motivi per cui lo facciamo, e così via. Tutto può essere Ikigai: l’amore, le passioni, gli hobby, i desideri.


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