8 cose da sapere se rimandi sempre a domani

Ero rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! (John Belushi – The Blues Brothers)

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Ci sono molti modi per evitare di avere successo nella vita.

Uno dei più sicuri è l’abitudine a rimandare gli impegni. Chi tende sempre a rimandare sta sabotando la propria vita, scegliendo il modo migliore per farsi del male.

La procrastinazione è, tecnicamente, lo spazio tra ciò che dobbiamo fare e il momento in cui lo facciamo. Più questo spazio si dilata, maggiore è il nostro problema.

Che procrastinatore sei?

Ci sono molti tipi di procrastinatori: alcuni tendono ad aspettare l’utimo minuto, dipendenti dall’adrenalina del rush finale. Altri tendono ad evitare gli impegni, preferendo essere ritenuti pigri piuttosto che incapaci. Infine ci sono gli indecisi cronici: rimandano perché non riescono a prendere una decisione definitiva su niente. Non prendere decisioni li assolve se le cose vanno male.

Di solito rimandare nasconde un’inconscia paura del fallimento, e una difficoltà cronica a prendere delle responsabilità.

8 cose che forse non sai sui procrastinatori

1 Il 20 per cento della popolazione ammette di essere un “procrastinatore cronico”. Per loro rimandare è uno stile di vita che riguarda ogni aspetto dell’esistenza. Non pagano i conti alla scadenza, dimenticano di comprare i biglietti di un concerto finché non sono esauriti. Non incassano gli assegni. Si riducono alla vigilia per comprare i regali di Natale, e così via.

2. Il problema principale di chi rimanda sempre è che la società non prende il problema troppo seriamente. In Italia siamo abituati alle scuse improbabili, e le accettiamo anche quando non crediamo a una sola parola. Sono, tutto sommato, socialmente accettate.

3. Non è che il ritardatario cronico vive in un tempo diverso dagli altri, il fatto è che non ha proprio il senso del tempo. Semplicemente, chiedere a un ritardatario di comprarsi un agenda per pianificare la settimana è come chiedere a un criceto di indossare la cravatta: non lo può concepire.

4. Procrastinatori non si nasce, si diventa. Può essere una risposta a una famiglia troppo rigida e autoritaria, a una madre pianificatrice, a un genitore talmente ansioso di controllare il figlio da non permettergli di sviluppare la capacità di autoregolamentarsi.

5. I procrastinatori cronici hanno i più alti livelli di consumo di alcool tra i bevitori. Tendono a bere più di quello che intendevano all’inizio, dimostrando anche in questo un problema di autocontrollo.

6. Chi rimanda mente a se stesso. Sono comuni frasi come “Preferisco farlo domani” o “Lavoro meglio sotto pressione”, ma in realtà non è vero. Sono modi per autorizzarsi a rimandare. Ne consegue che probabilmente i procrastinatori mentono anche agli altri, magari senza saperlo.

7. I procrastinatori sono facilissimi da distrarre. Stai per cominciare a lavorare, ma prima dai un’occhiata alle mail. Poi un rapido passaggio su Internet per vedere cos’è successo nel mondo. Poi una telefonata a un amico. Rimandare è un modo per affrontare la paura di fallire e, in caso di sconfitta, poter dare la colpa al tempo, al destino o alle cavallette…

8. I procrastinatori corrono grossi rischi per la salute: sono più cagionevoli per quanto riguarda influenze, raffreddori, problemi gastrointestinali e insonnia. Questo perché gli impegni che si accumulano provocano uno stress considerevole, anche se spesso inconscio. In più, questa modalità distrugge gli ambienti di lavoro e le relazioni personali e affettive.

Non rimandare: usa SmanApp!

Non rimandare a domani ciò che devi fare oggi: utilizza la funzione “Scadenze” di SmanApp per ricordarti tutti i tuoi appuntamenti, le deadline lavorative e personali, i conti da pagare e così via. Un po’ di programmazione fa bene alla mente e al corpo, e non ci rende più noiosi, nonostante quello che dicono i fanatici della procrastinazione. Solo un po’ più affidabili.

Post Scriptum: se hai una vera buona ragione per rimandare, non è necessariamente un male. Devi essere onesto con te stesso: è un motivo vero o è solamente una scusa?


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