10 cose da non dire MAI a una donna incinta

valentina_tonda

Le strade dell’inferno, dice il vecchio detto, sono lastricate di buone intenzioni. E di buone intenzioni sono senz’altro colmi coloro che, di fronte a una donna incinta, pronunciano frasi terrificanti, anche se secondo loro avrebbero dovuto essere gentili, comprensive o magari buffe e divertenti.

Le donne incinte hanno una sensibilità piuttosto acuta rispetto a quello che viene detto riguarda alle loro condizioni e… beh, anche alle loro dimensioni. Tenetene conto… e scoprite con me cosa non dire in nessuna occasione alla vostra amica in dolce attesa!

1. “Goditela finché sei in tempo!”

Frase di solito rivolta a una donna incinta di pochi mesi. Il messaggio è chiaro: quale che sia la tua passione (concerti rock, atletica, raccolta di francobolli, pub-crawling), quando diventerai mamma dovrai rinunciare a tutto. Oltre a essere deprimente, questo concetto è completamente falso. Chiaramente la tua vita cambierà, ma conosco moltissime mamme che non hanno sacrificato i propri interessi, il proprio lavoro, le proprie passioni sull’altare della maternità. Anzi.

2. “Hai ingoiato una palla da basket?”

Ah. Ah. Ah. Questa e tutte le altre varianti dello stesso raffinato concetto (da “sembri un balenottero” a “hai due gemelli?” dovrebbero, secondo alcuni fini umoristi, strappare un sorriso. Niente di più sbagliato. Il fatto è che diventare una sfera perfetta in pochi mesi è un percorso traumatico per tante donne, la sensazione del corpo che si modifica può essere sconcertante. Far sentire una donna incinta ancora più grossa di quanto già non si senta è un pessimo modo per essere simpatici.

Variante di rara crudeltà: “Non vedo nessuna differenza”. Questa frase, se rivolta a una donna con una pancia di sei mesi può farla pensare seriamente al suicidio. Balbettare “scherzavo” dopo che lei ha già due lacrimoni grossi così che le scendono dalle guance non basta per rimediare, meglio pensarci prima.

3. “Io ci ho messo 48 ore”, “L’epidurale non mi ha fatto niente” e altre storie di paura

A meno che non vi sia chiaramente richiesto, evitate di raccontare alla gestante di problemi o catastrofi assortite durante la gravidanza, accadute a voi o a vostre conoscenti. Una donna, quando è in stato interessante, ha bisogno di serenità, gentilezza e soprattutto deve pensare che andrà tutto bene. Le storie splatter che avete sentito raccontare tenetevele, se proprio ci tenete, per dopo il parto. Anzi, lasciatele proprio perdere.

4. “Posso toccare la pancia?”

Questa frase, in sé, non avrebbe niente di male. A meno che non venga detta quando la persona ha già la mano sulla pancia stessa. Capiamo benissimo che sentire il movimento di una vita che nasce sia un’esperienza affascinante, ma ad alcune donne crea disagio, perciò meglio chiedere prima di toccare, non durante.

 5. “Da quando mia moglie ha partorito non facciamo più sesso”

Premio “Bon Ton” 2017. Carissimo marito in difficoltà, la tua vita sessuale non ci interessa affatto. Non è difficile da capire: l’unico risultato che puoi ottenere con una battuta del genere è un senso di imbarazzo per la tua compagna, che probabilmente non desidera questo tipo di pubblicità.

6. “Dev’essere fantastico portare in grembo il figlio di (nome padre)”

Non sono incinta del figlio di mio marito, sono incinta di mio figlio o, meglio ancora, di nostro figlio. Una donna non è un contenitore, una volta per tutte. Per fortuna questo tipo di frasi radicalmente maschiliste è sempre meno usato.

7. “Non dormirai mai più!”

Lo sappiamo tutte che arriverà il momento. Che il nostro sonno ha i giorni contati, e verrà interrotto per mesi da pianti e urla disperate nel cuore della notte. Che dovremo cambiare pannolini e cullare neonati alle ore più improbabili. Semplicemente, vorremmo evitare di pensarci adesso, se non è chiedere troppo. Grazie.

8. “La sapete l’ultima?”

La tua migliore amica ti ha rivelato di essere incinta. Ti ha anche detto “per ora lo sanno solo gli amici più stretti”. Il messaggio, non tanto subliminale, è “tieni il becco chiuso”. Frena la tentazione di spammare la lieta novella a tutto il vicinato: è diritto dei quasi-genitori comunicare la notizia quando, come e a chi gli pare. Tanti preferiscono annunciare direttamente la nascita, per esempio, in modo da evitare dolorose spiegazioni a Tizio e a Caio se qualcosa va storto.

Per lo stesso motivo, a maggior ragione, non postarlo assolutamente su Facebook o Twitter o un qualunque altro social media. Allo stesso tempo, se la notizia ti arriva da fonti di terza o quarta mano, evita di scrivere sulla bacheca della tua amica roba tipo “mia zia Marta mi ha detto che il cugino Massimo le ha detto che l’idraulico le ha detto che aspetti un bambino! Congratulazioni!” Non suona bene, ti pare? Meglio evitare gaffe e, al limite, mandare un messaggino privato.

9. “Ma quanto mangi?”

Devo mangiare di più, caro. Molto di più. Ho una creatura in arrivo da nutrire e una dieta bilanciata che prevede un aggiunta importante di calorie quotidiane. Una frase del genere mi fa sentire come se avessi preso la maternità come scusa per abbuffarmi, e farmi sentire un’affamata cronica non è gentile.

Variante horror: “se mangi così tanto poi quei chili di troppo non li perderai più”. In questo caso l’unica risposta possibile è: “scusa, sei una dietologa?” O, ancora meglio, l’indifferenza.

10. Una volta per tutte: incinte, incinta o in cinta?

Colgo l’occasione di questo articolo per dichiararlo una volta per tutte: se una donna è incinta, due donne sono, inequivocabilmente, incinte. “Donne incinta” è un abominio lessicale. “Incinta”, infatti, è un semplice aggettivo e si comporta esattamente come gli altri aggettivi, con il suo singolare, il suo plurale, il suo femminile e (per quanto piuttosto improbabile…) il suo maschile. Ancora peggio, e ancor più sbagliato, scrivere “donne in cinta”. Dalla Treccani all’Accademia della Crusca sono tutti concordi nel ritenerla una parola sola, non due…

 

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