Al ristorante con i tuoi figli: 10 modi per non essere odiati dagli altri clienti

valentina_tonda

Bambini al ristorante: una convivenza difficile tra le famiglie con prole e tutti gli altri avventori, desiderosi di relax e silenzio. Come fare?

Prima di tutto: è inutile illudersi. Le mamme spesso danno per scontato che i capricci dei loro pargoli in un luogo pubblico vengano visto con tenerezza o al limite con un po’ di divertita tolleranza dagli altri avventori. Vi darò una notizia: ci odiano.

Non è un modo di dire, o un’iperbole. Ci odiano davvero. Me lo hanno confessato apertamente. Direte: ma che esagerazione, sono solo bambini! L’ho pensato spesso anch’io, indignandomi per le occhiate rabbiose che ricevevo quando mio figlio decideva di giocare alla “cascata”, scaraventando manciate di pastasciutta tutto intorno…

Certo, sarebbe necessaria, da parte di molti avventori, un minimo di tolleranza (alla fine, se siamo in una pizzeria, non in un ristorante pluristellato, un po’ di rumore e di risate fa parte del pacchetto…). Ma, d’altro canto, ricordiamoci che le persone vanno a cena fuori – pagando fior di quattrini guadagnati con fatica – per regalarsi un attimo di relax, due chiacchiere in compagnia, magari la degustazione di un vino o di un piatto particolare.

Tutte attività singolarmente in contrasto con la presenza di torme urlanti di implumi che corrono, strillano, lanciano cibo spesso inseguiti da ancor più stressati genitori che cercano in qualche modo di fermarli aumentando, se possibile, il caos.

Per evitare questo scenario apocalittico basterebbe che tutti i genitori fossero consapevoli di alcune semplici regole di base, preziose per poter gestire la propria prole al ristorante senza farsi maledire fino alla settima generazione dai vicini di tavolo. Ecco il mio “decalogo per non farsi odiare al ristorante”!

1. Valutate l’età di vostro figlio

Stare seduti a tavola per la durata della cena di un adulto, per un bambino è davvero difficile. Per esempio, sotto i 4 anni il massimo di tempo concepibile prima che vostro figlio cominci a trasformarsi nel Diavolo della Tasmania sono 45 minuti. Regolatevi.

2. Scegliere il locale giusto

Scoprite prima il tipo di politica del posto. In molti casi, senza bisogno di divieti, il tipo di ambiente li rende evidentemente sconsigliabili a famiglie con prole (o a gruppi di teenager in libera uscita, gruppi di biker e addii al nubilato, se è per questo). Parlo di luoghi raffinati e silenziosi, con luci d’atmosfera e impiattamente eleganti. Evitateli, non imponete la presenza di bambini anche se non sono esplicitamente vietati. Perché andare dove non si è graditi? 

Il locale perfetto è informale, per famiglie, prevede la presenza di menu speciali e seggioloni, un ambiente spazioso e luminoso. Un piccolo trucco: chiedete se hanno un menu per bambini. Se la risposta è sì, saranno sicuramente preparati ad accogliervi nel modo migliore!

3. Portare con voi qualche distrazione

Giocattoli non rumorosi, pennarelli, fogli di carta, animaletti di plastica, macchinine… tutto può servire. Tutto tranne Ipod, Ipad, videogame o altro il cui volume possa irritare i presenti: se il bambino è silenzioso ma il volume del tablet sovrasta le conversazioni, la cura rischia di essere peggiore del male.

4. Educateli a stare a tavola

Se a casa vostro figlio è abituato a mangiare con le mani, alzarsi appena finito di mangiare, lanciare il cibo e parlare a voce altissima… beh, difficilmente le cose cambieranno al ristorante.

Sarà vostra cura decidere di portarlo a mangiare fuori per la prima volta, non appena l’uso della forchetta e l’abitudine a restare a tavola per un po’ a fine cena saranno diventate abitudini piacevoli.

Un’altra cosa: ordinate solo cibi che gli piacciono. La prima cena fuori non è proprio il momento migliore per fargli sperimentare cibi differenti!

5. Giochiamo agli adulti!

Mai sottovalutare la capacità di adattamento di vostro figlio: a lui piace sentirsi “grande” e imitare gli adulti. Trasformate in un gioco il momento del servizio, il tovagliolo sulle ginocchia, la postura eretta e le posate tenute correttamente, con gli avambracci e non i gomiti posati sul tavolo.

6. Regole certe, premi e punizioni

Una cena fuori è l’occasione per spiegare a vostro figlio che è importante salutare quando si entra e si esce, ringraziare il cameriere quando ci porta da mangiare e, in generale, essere educati. Fategli capire che nessun comportamente maleducato sarà accettato e che ogni sgarro prevederà delle penalità: per esempio, niente tv per una settimana. Pensate a qualche piccolo premio, per esempio un regalino, se tutto è andato per il meglio.

7. Date il buon esempio

Non solo i bambini possono essere avventori molesti. Non è facile pretendere comportamenti urbani se voi per primi parlate a voce altissima e apostrofate i camerieri con arroganza. I bambini sono delle spugne, assorbono i vostri comportamenti.

Fate in modo che il pessimo modo di dire “Fai come dico, non come faccio” sia solo un ricordo del passato. Se qualcuno dei presenti si lamenta della confusione, non reagite con insofferenza e soprattutto bandite la frase “Sono solo bambini!”.

8. Non discutete con loro in pubblico

Se la situazione precipita, non c’è niente di peggio che aggiungere ancora più caos cominciando a inseguire tra i tavoli vostro figlio, a urlargli contro o cose del genere. Se si sta comportando male, portatelo fuori dal ristorante o in bagno e redarguitelo lì, senza urlare ma con grande chiarezza.

9. Mangiate presto

Un modo per affrontare il problema alla radice è anticipare l’orario della cena: meglio fissare più presto possibile, all’apertura del locale. I camerieri saranno più tolleranti, i vostri figli più riposati e gli avventori saranno meno numerosi. Scegliete, se possibile, una zona appartata del ristorante. In fondo una serata in relax fa bene anche a voi!

10. Se tutto va male… piano B!

La situazione è fuori controllo? L’unica possibilità è andarsene portando via il vostro esagitato pargoletto? Sarà più semplice se fin da subito avete pagato il conto e richiesto un “doggy bag” per portare via il pasto e finire di consumarlo in un parco o a casa.

Con questi semplici accorgimenti, quando vi renderete conto che la tolleranza filiale e degli avventori è finita potrete semplicemente e rapidamente levare le tende… sperando nella prossima volta.

Che abbiate figli o meno, cercate tra i partner di SmanApp i ristoranti più vicini a dove vi trovate! Verrete accolti con cortesia e professionalità: dite loro che fate parte della community di SmanApp e lasciate una recensione sul profilo partner del luogo visitato: buon appetito!

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