Accettare la paura: una pratica per migliorare il benessere

valentina_tondaUn film horror del 2014, “Babadook” suscitò un certo dibattito on line per l’insegnamento che conteneva: l’unico modo per non farsi travolgere dalla paura è accettarla e, in qualche modo, accoglierla.

Rifiutare le nostre paure significa solo farle crescere fino a diventare enormi. Ammettiamolo: tutti noi abbiamo paura di qualcosa, in particolare dei nostri limiti e difetti, delle nostre inadeguatezze. Guardiamo il giardino degli altri e lo vediamo più verde e più bello: gli altri sono più belli, più perfetti, più felici, smaglianti e brillanti. Ma è davvero così?

Una prigione che ci costruiamo da soli

Siamo noi stessi a costruirci le sbarre della nostra prigione: vogliamo essere accettati dagli altri, ma per farlo abbiamo paura di mostrare ciò che realmente siamo, perché se mostriamo agli altri i nostri difetti e i punti deboli, gli altri smetteranno di amarci. Da qui la vergogna e il senso di inferiorità rispetto agli altri che a sua volta ci rende più insicuri, più aggressivi.

Chi è spaventato non dà certo il meglio di sé, incastrandosi in una specie di loop: più abbiamo paura di sbagliare, più sbagliamo davvero. Dobbiamo imparare a ricordare a noi stessi che siamo tante cose, per la maggior parte splendide: siamo curiosi, divertenti e affettuosi, sappiamo amare e imparare, conoscere e capire. Basta uscire dalla nostra stessa gabbia e affrontare noi stessi per ciò che siamo.

Come spezzare le catene

Eccola, l’uscita del labirinto: l’accettazione. Abbracciamo noi stessi, i nostri difetti, le nostre paure. Ammettiamole davanti allo specchio, diventiamone consapevoli. Di cosa ho paura? Perché devo vergognarmene? La paura è naturale e spesso anche sana, ci impedisce di correre rischi inutili.

Diventa un freno solo quando la neghiamo, e lasciamo che cresca dentro di noi senza avere il coraggio di guardarla. Accettiamo tutto quello che ci succede, senza giudicarlo né combatterlo. Impariamo a non resistere al dolore, altrimenti ci troveremo a non saper più godere nemmeno della gioia: chi rifiuta il nero non sa più riconoscere il bianco.

Mindfulness e compassione

L’accettazione è il primo passo, che porta alla mindfulness, la capacità di vedere chiaramente quello che ci sta succedendo in ogni momento. Se siamo consapevoli della paura, ad esempio, saremo anche consapevoli che i nostri pensieri vorticano, che il corpo diventa rigido e tremante, che abbiamo l’impulso di scappare.

Con la mindfulness, ossia la capacità di vedere chiaramente, accettiamo questo sentimento come parte di noi. Anziché cercare sempre ciò che non abbiamo, grazie a questa consapevolezza impariamo a bastare a noi stessi.

Quando accettiamo i nostri limiti e ci dichiariamo imperfetti diventiamo automaticamente più empatici: questo ci porta alla compassione, intesa non come pietà ma come capacità di relazionarci con l’altro. Capire i propri difetti, le proprie paure, ci rende più tolleranti verso i limiti degli altri. Ma come fare ad accettare noi stessi?

Impara ad ascoltarti

Sulle pietre antichissime dell’oracolo di Apollo a Delfi si può tuttora leggere una frase in greco antico: “Conosci te stesso”. Per farlo, il primo punto è accettarsi. Per farlo, è necessario imparare a fermarsi. Possiamo fare una pausa sedendoci per meditare, oppure fermarci quando ci sentiamo felici, arrabbiati o commossi, permettendo a quei sentimenti di entrare nel nostro cuore.

Si può fare la prova anche ora, smettendo di leggere e sedendoci senza far niente, prendendo nota di quello che stiamo sperimentando. Questo vale anche per i pensieri più brutti, dalla paura all’aggressività: permettiamo alla nostra mente di non rimuovere questi pensieri.

Come sconfiggere i mostri

Questo non significa approvarli, o affondarci dentro, ma solo permettere a queste sensazioni di liberarsi, trovando così più facilmente la via d’uscita per andarsene dalla nostra mente. Un po’ come il mostro protagonista di Babadook, che si può sconfiggere solo accettandolo e, in qualche modo, accogliendolo.

In fondo anche le paure hanno bisogno di affetto: se le coccoli, pur non smettendo di mordere, faranno meno male.

Un modo per sconfiggere la paura è tenere sempre d’occhio la nostra sicurezza, in ogni momento della giornata. Se sei un pedone o un runner, scarica SmanApp per segnalare la tua presenza agli automobilisti, in modo da invitarli a rallentare per non rischiare incidenti. Più sicurezza significa meno paura!

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