Sicurezza stradale: autovelox e tutor, verità e leggende

Scarica SmanAppSugli autovelox e sui tutor si dicono tante cose, alcune giuste, altre sbagliate, alcune totalmente assurde. Una rapida panoramica sulle dicerie intorno a questi utili apparecchi.bridge-365938_1280

Gli autovelox sono quelle simpatiche macchinette che segnalano la nostra velocità, ci fanno una bella foto se superiamo quella prevista e fanno sì che una contravvenzione venga sollecitamente recapitata al nostro indirizzo.

Come si può immaginare, non godono di grande apprezzamento negli ambienti degli automobilisti, ma il loro ruolo è fondamentale come deterrente sulle strade in cui l’eccessiva velocità è tra le principali cause di incidenti.

Altro oggetto con scopi simili è il tutor, limitato ad alcune autostrade, che si differenzia dall’autovelox in quanto calcola la velocità media da un punto all’altro della strada percorsa, mentre l’autovelox “coglie l’attimo”, registrando la velocità in un punto preciso.

Come spesso accade, intorno a questi oggetti sono fiorite una moltitudine di voci, di solito legate al tentativo di evitare una multa. Alcune sono vere, altre false, altre alquanto pericolose. Scopriamole, premettendo fin d’ora che l’unico modo corretto per “fregare” le macchinette è il più semplice e ovvio: rispettare i limiti di velocità.

Tra le leggende, ve n’è almeno una la cui smentita è rasscurante: non esistono, infatti, autovelox invisibili o ingegnosamente travestiti da cassonetti, querce o fagiani. Devono essere rigorosamente tutti segnalati in tempo utile per permettere di rallentare. Ma con questa sono finite le buone notizie per chi ama pestare sull’acceleratore. Vediamo ora in quali casi, secondo alcuni, gli autovelox e i tutor non rivelano la nostra presenza:

1. Se viaggio sulla corsia d’emergenza

Sbagliato… anche se c’è un fondo di verità: i primi a essere installati avevano effettivamente questo limite. Un piccolo “bug” del sistema che è stato risolto da tempo. Comunque sia, farsi tot chilometri ad alta velocità in corsia d’emergenza ha una piccola controindicazione: il rischio di tamponare un mezzo che si trova su tale corsia, per l’appunto, a causa di un guasto. La corsia d’emergenza, infatti, serve proprio a questo, non a farci i 150 all’ora.

2. Se viaggio a cavallo tra due corsie

Sinceramente, non abbiamo certezze sull’efficacia di questo metodo. Ne vediamo però subito l’assurdità: se anche funzionasse, ricordando che i Tutor calcolano la velocità media da un punto A a un punto B, questo metodo prevederebbe di procedere (si suppone ad alta velocità) a cavallo della linea bianca per svariati chilometri. Comportamento estremamente pericoloso e d’intralcio agli altri automobilisti.

 

3. Se cancello i numeri di targa o la maschero, infango, occulto in qualsiasi modo.

Vero, probabilmente. Ma totalmente vietato dalla legge: vai sul penale e rischi molto di più di una semplice multa per eccesso di velocità.

5. Se l’autovelox non è attivo

Vero. Non sempre il macchinario è attivo. A volte lo è uno, a volte un altro. Ma non c’è modo di saperlo, purtroppo: né app o navigatori né altri congegni ce lo diranno mai… altrimenti, che deterrente sarebbe?

6. Se ho già preso una multa lo stesso giorno

Tristemente falso: non è che scatta la sanatoria per accumulo di contravvenzioni. 10 eccessi di velocità uguale 10 multe. Perché mai dovrebbe essere vero il contrario?

7. Se rallento appena avvistata la telecamera

Vero per l’autovelox, falso per il tutor. In compenso, questi rallentamenti improvvisi, molto comuni, sono di grave rischio tamponamento. Ancora una volta, meglio mantenere una velocità costante e sotto i limiti. Molte applicazioni e navigatori permettono di segnalare gli apparecchi di rilevazione con anticipo sufficiente a rallentare senza correre rischi. Nel caso del tutor, però, ricordiamo che a fare testo è la velocità media.

8. Se non ho installato il Telepass

Falso: la funzione è indipendente dal modo con cui si paga il pedaggio.

9. Se corro a oltre 250 all’ora

Bufala avvincente, che consiglia di correre ancora di più per sfuggire alla multa. Naturalmente, è falso, almeno per le velocità massime raggiungibili da un’automobile normale. Su Formula 1 e Boeing 747 non garantisco, ma in autostrada di solito non passano.

10. Se mi fermo in un’area di servizio (vale per il Tutor che calcola la velocità media)

Visto che il tutor calcola il tempo da A a B, se faccio una sosta abbasso la media. Ingegnoso, ma con una pecca: tra due portali attivi del tutor normalmente non c’è alcuna area di servizio. Laddove ve ne sia una, in effetti, il principio è teoricamente giusto (sempre che in questi casi il tutor non sia impostato sulla velocità del momento, come un autovelox).

Una domanda, però: in nome di quale logica dovreste andare a 150km/h per poi fermarvi il tempo necessario a riportare la media sotto i 130 e quindi perdere tutto il tempo che speravate di guadagnare correndo di più? Perché tante complicazioni quando basta rispettare il limite?

11. Se metto un cd dietro al parabrezza

L’idea, degna di Leonardo da Vinci e degli specchi ustori di Archimede, è che il raggio del rilevatore venga riflesso dal cd. Ovviamente non ha alcun senso, ma è una di quelle pensate che mi lascia pieno di ammirazione verso l’ingegno umano.

Ultima perla:

12. Il Tutor non esiste/Il Tutor non funziona

Fautori di questa teoria, simile a quella di chi crede alla Terra Piatta o al dominio dei Rettiliani sul mondo, sono gli inguaribili complottisti. Costoro ritengono che l’esistenza di tale mezzo sia solo una diceria messa in giro per farli rallentare.

Una variante di tale delirio è la versione “c’è ma non funziona”. Qualcosa di vero c’è: in caso di nebbia fittissima o acquazzoni molto violenti la capacità di rilevazione diminuisce… ma vi sembra una buona idea lanciarvi a 200 con visibilità zero solo per fregare i Rettiliani?

Approfondimenti qui, qui e qui 

Per aumentare ancor di più la sicurezza stradale vostra e altrui, oltre a rispettare i limiti di velocità attivate SmanApp vi segnalerà la presenza in strada di gruppi di ciclisti, lavori in corso, animali, gruppi di runner, disabili, incidenti e pericoli generici, dandovi il tempo di rallentare. Perché guidare è bello, ma con SmanApp è meglio!


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