Il momento della bizza: i 10 peggiori capricci dei bambini

valentina_tondaLa bizza, o capriccio è una fase normale e passeggera nella vita di un bambino. Detta così sembrerebbe un gioco da ragazzi ma quando ci sei dentro, nella “fase passeggera”, per te si spalancano le porte dell’inferno.

Dentro la parola “capriccio” si nasconde infatti un’esplosione termonucleare destinata a spazzare via ogni tipo di serenità dalla vostra vita. Il piccolo, tenero cucciolo d’uomo si trasforma in un demonio urlante, scalciante, in preda a un delirio di distruzione e furia cieca. La soluzione, visto che chiamare l’esorcista non va più di moda, è un mix di fermezza e comprensione, ascolto e attenzione, pazienza e rassegnazione. Insomma, tutta roba semplicissima per te che non dormi da giorni, lavori 12 ore e in fondo speravi solo di poter passare un po’ di tempo serenamente con tuo figlio.

Oggi scopriremo insieme, ispirandoci a un divertentissimo articolo del Telegraph, le peggiori situazioni in cui il pargolo potrà decidere di piantare il capriccio-fine-di-mondo.

1. Il capriccio a ore pasti

Un classico. Avete appena presentato a vostro figlio un piatto di insalata. Ditelo che ve la state cercando: non sapevate che la sua idea di pasto prevede patatine fritte tuffate nella Nutella? E allora beccatevi l’urlo di Tarzan.

2. Il capriccio all’ora di dormire

Sono le nove e decidete che è l’ora dell’ultimo cartone animato. Peccato che lui non sia stanco affatto. Mai stato meno stanco in vita sua. Potete provare a sequestrare il telecomando o imporre un documentario di due ore sulla Seconda Guerra Mondiale, ma quello che non potrete evitare è una bizza king-size.

3. Il capriccio al supermercato

Qui si entra nel vivo. I precedenti avevano almeno un pregio: si svolgevano tra le mura di casa, senza troppi testimoni (a parte i vicini di tutto l’isolato, convinti che da qualche parte stessero assassinando qualcuno…). Va detto che vagare per un supermercato per ore è quantomeno noioso per un pargolo. Ve ne accorgerete quando proverete a negargli i Minion di cioccolato posti sadicamente in bella vista alla cassa. A condire le urla isteriche, lo sguardo dei presenti, un misto di compatimento e ostilità.

4. Il capriccio davanti ai parenti

In fondo cosa vorreste, nella vita? Semplicemente essere ritenute una buona madre dalla suocera e dalle vecchie zie. Così, quando la bizza esplode, vorreste seppellirvi per non dover vedere lo sguardo di disapprovazione di tutto il parentado. In questo caso il fumetto che vedete sulle loro teste è “Per forza, con una madre così…”

5. Il capriccio infinito

Difficilissimo da arginare. Si tratta di quel tipo di capriccio che è nato ore prima per motivi che nemmeno vostro figlio ricorda più. Ma non molla: sa di aver subito un torto. Ormai è un punto di principio, tradotto in pianti, gemiti e mugolii che termineranno solo spontaneamente, per sfinimento. Per fortuna, di solito, la mattina dopo il piccolo si sarà scordato tutto.

6. Il capriccio sul niente

Questo riguarda soprattutto i bambini molto piccoli. Sono sereni, sorridono beati agitando un giocattolo senza un pensiero al mondo… un istante dopo scatta la modalità “Apocalypse: on” e, come dei Gremlin dopo essere stati bagnati, gli innocenti batuffoli diventano diavoli dell’inferno. Il problema è che non puoi farli ragionare, né chiedergli cosa c’è: sono neonati. Puoi solo andare a tentativi, sperando di azzeccare la mossa giusta.

7. Il capriccio “laterale”

Una bizza per un capo di vestiario poco apprezzato, o un piatto di pasta non di suo gusto, può nascondere come una matrioska un altro motivo. Per esempio, la presenza di un parente sgradito, un mal di pancia o… qualunque altra cosa. Il risultato è che rimuovendo la causa apparente non si rimuove il capriccio, che precipita così repentinamente verso il punto 5.

8. Il capriccio “on board”

Il più odiato dai viaggiatori senza figli, ma anche da voi. Perché in autobus, aereo o treno non potete cavarvela portando via la belva urlante e placandola in privato. Siete in trappola, e con voi sono in trappola gli altri passeggeri. In un luogo chiuso e angusto come una carrozza di treno, oltretutto, la sirena dei pompieri in cui si è trasformato il vostro tesoro rimbomba ancora di più. In occasioni del genere darete una serie di nuovi significati alla parola “vergogna”.

9. Il capriccio al ristorante

Versione aggravata del n.1, ha l’aggravante di verificarsi in pubblico. Un pubblico che non ti conosce, né desidera empatizzare con il tuo imbarazzato balbettìo: “Sono bambini”. Il gelido sguardo dei commensali risponde “Sì, ma sono i tuoi. Sbrigatela da sola e smetti di rovinarci la cena”. In versione estrema, prevede il lancio da parte del pargoletto di piatti colmi di pasta al pomodoro su pellicce e cappotti di indignati avventori.

10. Il capriccio a distanza

Arriva una telefonata mentre siete impegnate in una rara cena romantica con il vostro compagno. Luci soffuse e una Falanghina da gustare insieme. Al telefono, la babysitter: “Il bambino mi ha morso, me ne vado”. Fine della serata, fine del relax e, soprattutto, la certezza di dover cercare un’altra babysitter.

Ora tocca a te: raccontaci la tua esperienza! Qual è stato il peggior capriccio che hai dovuto affrontare e, soprattutto, come lo hai risolto?

 

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