Lavoro e competenze: le 10 lingue del futuro

Per anni tutti i media ci hanno magnificato (a ragione) l’importanza dell’inglese… ma proprio ora che lo abbiamo più o meno imparato, scopriamo che non basta più!

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Ci hanno spiegato per decenni che l’inglese era la lingua della globalizzazione, l’esperanto che ci avrebbe permesso di comunicare col mondo intero.

Ma proprio ora che, pur bofonchiando e protestando, una buona parte degli italiani ne ha capita l’importanza e ha imparato a masticarne un po’, ecco l’ennesima doccia fredda: credevate forse che nel 2017 bastasse saper dire “good morning” e “hello”? Illusi.

Se vi è sembrato già difficile imparare la lingua dei Rolling Stones e di Theresa May, preparatevi a una dura battaglia: il futuro è a Shanghai (a proposito, si pronuncia “Scian-Hai”), e non solo.

Tutto per voi, oggi, un elenco di lingue che (così dicono i tuttologi che ci circondano come una nube di tempesta ogni volta che ci tuffiamo nel mare magnum della rete) di qui a qualche anno diventeranno sempre più cruciali per poter lavorare, comunicare, interagire con il mondo. Alcune sono abbastanza agevoli, altre praticamente impossibili. Vediamole insieme.

1. Cinese Mandarino

Lingua ufficiale in Cina, è l’idioma più parlato al mondo con quasi 1 miliardo di madrelingua.

Saper parlare Mandarino (e pure inglese, ovviamente) sarà una grandissima “skill” lavorativa del futuro. La professione del 2025 è probabilmente l’interprete anglo-cinese. Pensateci su, magari sarete voi a evitare una guerra mondiale… o a causarla sbagliando un accento.

Io, intanto, vi rivelo già due parole di uso immediato: “Ni Hao” significa “Ciao”, “Xie Xie” (pronuncia, di solito, “sciè sciè” o “siè siè” a seconda delle aree) vuol dire “grazie”. Ora che sapete salutare e ringraziare, il resto è tutta discesa, non vi pare?

Imparare il cinese è una sfida titanica, è vero, ma c’è almeno una buona notizia: secondo le più recenti ricerche, i caratteri più usati, che coprono il 75 per cento dei testi che potresti trovarti a dover leggere, sono in tutto 500.

Imparandone 1000 arriveresti a un bell’89% e con 3000 caratteri copriresti addirittura il 99,2% del cinese moderno. In pratica, dei cinquantamila caratteri che compongono il dizionario cinese (e che farebbero pensare a un’impresa impossibile), 47mila li usano soltanto i letterati e studiosi locali. Via, 500 caratteri mandati a memoria che sarà mai? Non guardate me, io ho la memoria di un criceto, ma magari voi ce la potete fare!

2. Arabo

Se è vero che è solo il quinto linguaggio più parlato al mondo, bisogna tenere conto del fatto che alcune delle più dinamiche economie del Medio Oriente e dell’Africa (e un sacco di miliardari) parlano questa lingua. Per un venditore, rendere i propri prodotti disponibili a chi parla arabo e poter comunicare almeno in modo basico può essere importante. Non solo: la grande tensione politica e diplomatica in cui si trovano molte di queste aree aumenta la necessità di interpreti arabofoni nel campo della diplomazia e dell’intelligence.

Infine, si tratta di una lingua importante per chi desidera porsi in un ruolo di mediazione culturale o volontariato in periodi di importanti flussi migratori.

La parte negativa è che nemmeno imparare l’arabo è una passeggiata. Anche in questo caso si parla di alfabeti del tutto diversi dal nostro e, nel migliore dei casi, servono almeno 90 settimane di corso per arrivare a comunicare decentemente.

Anche in questo caso, però, la possibilità di scatenare una crisi diplomatica traducendo la parola sbagliata è francamente irresistibile, no?

3. Spagnolo

Ahhh… finalmente qualcosa di affrontabile. Lo spagnolo, oltre a essere una delle tre lingue più parlate al mondo insieme a inglese e cinese, sarà una delle lingue destinate a crescere sempre di più, soprattutto negli Stati Uniti. La parte buona, per un italiano, è che questa lingua latina ha moltissime affinità con la nostra. La parte negativa, invece, è la presenza di molte parole che “sembrano” uguali all’italiano mentre in realtà significano tutt’altro. Per esempio, “burro”, che in Spagna significa “asino”.

4. Tedesco

Non lo parlano in tanti, in proporzione alle lingue a cui abbiamo accennato, ma la Germania è l’economia più forte in Europa e un partner commerciale fondamentale per l’Italia, così questa lingua alquanto ostica può aprire grandi possibilità di lavoro. La cattiva notizia è che per un italiano non è facile impararla, ma chi ha una buona conoscenza dell’inglese parte avvantaggiato: ci sono molti punti in comune. Per esempio, pensate al famoso (e sfortunato) pilota Schumacher: il suo cognome, che significa “calzolaio”, in inglese ha un suono molto simile: “Shoemaker”.

5. Portoghese

Perché mai dovremmo imparare il portoghese? Non certo per l’importanza commerciale del piccolo Portogallo, ovviamente. Il fatto è che uno dei mercati emergenti più forti del mondo è il Brasile, la cui lingua ufficiale è appunto il portoghese. Parlato anche in alcuni Stati africani, è una lingua semplice e molto utile, anche perché la maggior parte dei brasiliani non parla inglese, quindi saper comunicare in questa lingua musicale ed elegante, oltre a darti un certo che di sexy, può diventare un ottimo punto di forza per il tuo cv.

6. Russo

Altra economia in crescita da alcuni anni, specialmente nel mercato del lusso e del business di alto livello. In Italia la Russia è importante anche per quanto riguarda anche il turismo: moltissimi viaggiatori – tra l’altro spesso assai ben abbienti – di questa parte del mondo visitano il nostro paese ogni anno e, di solito, non parlano un buon inglese. Per questo, molti di loro si confrontano preferibilmente con chi può comunicare nella loro lingua.

Si tratta di una lingua complessa e bellissima, dalla grande musicalità, che ha un alfabeto tutto suo, il cirillico, e… no, per farsi capire non basta parlare come Ivan Drago in “Rocky IV”: vi renderete solo ridicoli.

7. Francese

Oltre alla Francia, ci sono molti altri paesi in Africa e Caraibi che parlano questa lingua. Inoltre in prospettiva la Brexit potrebbe rendere il francese più usato in Unione Europea, per quanto difficilmente sarà in grado di scalzare l’inglese come lingua ufficiale dell’Unione.

Per gli italiani non è una lingua difficilissima da imparare, con difficoltà legate più all’intonazione e all’intenzione che alle parole in sé, spesso ben comprensibili scritte ma molto più ardue all’ascolto. La parte più difficile? Imparare a usare quella stramaledetta “erre” moscia in modo naturale e senza dare l’impressione di fare i gargarismi.

8. Hindi

Quarta lingua più parlata al mondo, l’Hindi ha dalla sua, come linguaggio emergente, la grande crescita dell’India nell’economia globale: si tratta di uno dei grandi mercati del futuro, anzi, del presente.

Molti in India parlano inglese, ma ovviamente preferiscono esprimersi nella propria lingua quando è possibile.

Anche se l’Hindi non è una lingua imprescindibile per i businessmen che lavorano con l’India, sicuramente conoscerla è un valore aggiunto non da poco. E poi, volte mettere la soddisfazione di poter ascoltare in lingua originale i film di Bollywood?

9. Inglese

Lo abbiamo messo in fondo alla lista solamente perché, beh, dovrebbe esserne scontata l’importanza. Forse in futuro non sarà più la lingua leader del mondo globale, ma per ora è ancora così, e lo sarà per un bel po’ di tempo.

Non accontentatevi del vostro livello di conoscenza, si può sempre migliorare. Per esempio, ascoltando film in lingua originale o facendo un corso di conversazione, per passare dagli studi teorici alla pratica quotidiana. Di solito, averlo studiato a scuola non basta per poter dire di conoscerlo.

10. Italiano

Sì, italiano. Non è certo la lingua più parlata in assoluto, ma gli italiani nel mondo sono un bel po’! Basti pensare all’emigrazione del XX secolo, specie in Stati Uniti e Sudamerica, ma anche Germania, Svizzera, UK e tanti altri paesi. Gli italiani, beh, li trovi praticamente ovunque.

Inoltre, solo la nostra tipica mancanza di autostima può trascurare il fatto che molti stranieri desiderino imparare il nostro idioma… anche se lo fanno, più che per affari, per amore! Infatti, l’italiano, visto dall’estero, è lingua romantica per eccellenza, assai amata da chi apprezza la musica classica, l’opera lirica, l’arte, la letteratura e la buona cucina.

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