L’apoteosi dell’autunno: la castagna

La castagna è probabilmente il più autunnale dei piatti autunnali. Le immagini di caldarroste che scoppiettano felici sulla fiamma del caminetto “fanno autunno” esattamente come un windsurf “fa estate” e un abete addobbato “fa Natale”.

castagne_smanappIl castagno, tipico albero che adorna le foreste delle nostre montagne, fin dal Medioevo è stato una grande risorsa per il popolo, sia per il legname che per il suo frutto, la castagna, conosciuta come “pane dei poveri”.

La sua polpa è estremamente nutriente, e fino a non tantissimi anni fa era l’alimento base di chi viveva in montagna. La farina che se ne ricava era molto utilizzata, specie in contesti di povertà: il pane bianco era molto più costoso.

Oggi la farina di castagne si utilizza meno, principalmente per realizzare alcuni tipi di dolce nel periodo in cui è di stagione (ottobre, novembre, dicembre).

Proprietà nutritive

Grazie alla forte presenza di carboidrati e calorie è un’ottima alternativa al pane, specie per i celiaci. Il pane di castagne infatti non contiene glutine, sazia ed è povero di grassi, a parte una piccola percentuale in cui si trova una rilevante presenza di salutari omega 3 e omega 6.

Tra gli altri pregi delle castagne, la presenza di minerali quali potassio, fosforo, zinco, rame, manganese e le vitamine B, E, K.

La castagna ha proprietà antinfiammatorie, anticolesterolo, antibatteriche e di prevenzione per le malattie neurodegenerative.

Da un punto di vista nutritivo, un etto di castagne equivale a un piatto di pasta. Si tratta quindi di un alimento calorico e ricco di amido e tannino, poco adatto a chi soffre di diabete, obesità e malattie al fegato.

Castagne d’Italia

In Italia abbiamo tantissime varietà di castagna, tra le quali ne sono state selezionate 12 dotate di un marchio di qualità (Dop o Igp): per quanto riguarda quelli coltivati (marroni), citiamo il Marrone della Val di Susa in Piemonte, quelli di Combai, di Monfenera e di San Zeno in Veneto, il Marrone di Castel del Rio in Emilia Romagna, il Marrone del Mugello in Toscana, quello di Caprese Michelangelo in Umbria, quello di Roccadaspide in Campania. La versione selvatica annovera invece la Castagna di Cuneo, quella del Monte Amiata in Toscana, quella di Vallerano nel Lazio e, infine, la campana Castagna di Montella. Ognuna con le sue caratteristiche uniche e speciali.

Le castagne in cucina

Le ricette per cucinarle sono, letteralmente, migliaia, e negli ultimi anni questo alimento umile e spesso sottovalutato sta vivendo una seconda giovinezza. culinaria. Questa non è una pagina di ricette, ma per una volta faremo una piccola eccezione per raccontare solamente i nostri due modi preferiti e tradizionali per assaporarle al naturale: la cottura in padella e quella in pentola.

In entrambi i casi incidete il dorso delle castagne con un taglio a croce con un coltello.

Se in pentola, aggiungete acqua e mettetela sul fuoco e, come per un piatto di pasta, scolate appena l’acqua bolle. A questo punto mettetele in una teglia in forno a 220° per 25 minuti.

Nel caso della cottura in padella, la procedura è ancora più semplice: dopo l’incisione, cuocetele 25 minuti con un po’ di sale grosso a padella coperta. A fine cottura togliete il sale grosso.

In entrambi i casi, quando sono pronte vanno messe in una ciotola (senza il sale) e avvolte con un panno per almeno cinque minuti.

Buone castagne a tutti!

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