Catarifrangenti obbligatori per i pedoni: una proposta di buon senso

Una proposta che viene da più parti: rendere obbligatorio per i pedoni il giubbotto catarifrangente, la sera o fuori dai centri abitati. Voi che ne pensate?

lautomobilista_responsabile_blogAttualmente, infatti, l’obbligo è in vigore solamente per i ciclisti, ma probabilmente sarebbe opportuno estenderlo anche alla categoria in assoluto più a rischio sulla strada.

Probabilmente molti avranno da ridire, ritenendo un obbligo del genere una lesione alla propria libertà, ma io mi sento di sostenere che certi obblighi (un po’ come le cinture di sicurezza) vadano vissuti non come imposizioni dall’alto ma come qualcosa che dovremmo fare anche se non ce lo dicesse la legge.

In questo caso, per esempio, i dati a favore dei catarifrangenti sono schiaccianti… eppure pochissimi pedoni in Italia ne fanno uso.

Visibilità e tempi di reazione

Un dato ormai accertato da molteplici studi: gli automobilisti possono vedere un pedone a una distanza di 25 metri se indossa abiti scuri, di 40 se è vestito di chiaro e di ben 140 se indossa accessori catarifrangenti o luminosi. Una differenza che può essere letteralmente vitale per il pedone, quando deve muoversi la notte a piedi fuori dai centri abitati.

Infatti, il tempo di reazione medio del guidatore per evitare un pedone è di circa due secondi. Si consideri che a una velocità di 80 km/h in due secondi un’auto percorre 44 metri. Ciò significa che se l’automobilista vede per la prima volta il pedone a circa 40 metri, a tale velocità ha meno di due secondi per reagire ed evitare di investirlo.

Grazie al giubbotto catarifrangente si potrebbe ottenere una visibilità di 140 metri che, in caso di abbaglianti accesi, arriverebbe a ben 700 metri. Questo significherebbe dare tutto il tempo all’automobilista per rallentare ed evitare il pedone.

Non obbligatorio… ma consigliato

Tra l’altro, in molti ignorano che, anche se il Codice della Strada al momento non prevede tale obbligo, l’assenza di giubbotto catarifrangente per il pedone fa sì che in caso di incidente mortale l’automobilista non possa essere imputato di omicidio colposo, a meno che la sua condotta non abbia avuto altri fattori di imprudenza (come per esempio eccesso di velocità o guida in stato di ebbrezza).

Se ne deduce che, benché non obbligatorio, già ora indossare capi di vestiario catarifrangenti o luminosi sia, anche con le attuali norme in vigore, fortemente consigliato.

Cosa dice attualmente il Codice della Strada

La regolamentazione attuale si limita a specificare che fuori dai centri abitati il pedone debba camminare, in caso di strada a doppio senso, nel senso contrario a quello delle auto e, in caso di strada a senso unico, sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli.

Inoltre, da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba chi circola in gruppo (più di due persone) a piedi in strade prive di illuminazione pubblica deve marciare su un’unica fila.

Al momento il catarifrangente è obbligatorio per i ciclisti e anche per gli automobilisti che in caso di incidente vanno a sistemare il triangolo di segnalazione o per quelli che scendono dall’auto ferma in corsia d’emergenza. Un obbligo valido sia per il conducente che per i passeggeri (qui un link per approfondire).

Argomenti a favore del catarifrangente

Passare da “fortemente consigliato” a obbligatorio è un salto di qualità importante nella responsabilizzazione dei pedoni: infatti, il 50% dei casi di ferimento e oltre il 50% degli incidenti mortali per questa categoria avvengono proprio nelle ore notturne.

Se si considera che i pedoni in movimento durante la notte sono in numero molto minore, questo si traduce in una condizione di rischio tra le due e le tre volte maggiore nelle ore notturne: un dato che fuori dai centri abitati e in periferia si moltiplica.

La percezione della visibilità

Abbiamo detto che la distanza di 25/40 metri è davvero scarsa, se si considerano i tempi medi di reazione e frenata degli automobilisti. La gravità effettiva del rischio è in netto contrasto con la percezione che ha il pedone della propria visibilità: se la strada è abbastanza illuminata riterrà di essere in piena luce e quindi al sicuro, ma non è così.

A meno che non indossi elementi che riflettono o creano luce, tenderà a confondersi con lo sfondo. Si aggiungano altri fattori che sfuggono al nostro controllo, per esempio le cattive condizioni atmosferiche (che possono portare a 15/20 metri la visibilità), le condizioni di fari e parabrezza dell’auto, l’illuminazione stradale e così via…

Invece il catarifrangente è qualcosa che funziona a prescindere dalle condizioni ambientali e di illuminazione!

Un catarifrangente è per sempre

La luce, quando colpisce il catarifrangente, viene rimandata indietro a una potenza che aumenta a seconda della fonte di luce che lo illumina (per esempio i fari dell’auto). I punti del corpo dove è più efficace indossarli sono i polsi, la vita e le ginocchia.

Non è necessario indossare il giubbotto intero, ma è sufficiente applicare dei catarifrangenti facilmente staccabili (a strappo).

L’obbligo dei catarifrangenti, come si vede, ha solo pro e nessun contro. In molti paesi sono già di uso comune (un esempio classico è la Finlandia, dove quasi il 70% dei pedoni li indossa), e questo ha fatto diminuire di molto gli incidenti che coinvolgono gli utenti più fragili della strada.

Per concludere…

In attesa delle decisioni del legislatore, tra le funzioni di SmanApp ce n’è una che cerca di fornire una soluzione al problema della visibilità dei pedoni in strada: la funzione Torcia, che può essere impostata anche in modalità luce arancione lampeggiante: una possibilità in più, nata proprio per segnalare la propria presenza alle auto in arrivo.

La sicurezza stradale è importante per tutti, ma per i pedoni è cruciale, trattandosi degli utenti più a rischio. Per questo, da Automobilista Responsabile, pur senza voler limitare la libertà di nessuno, mi auguro che questa norma entri finalmente in vigore… o almeno che, obbligati per legge o spinti dal buon senso, i pedoni italiani comincino finalmente a utilizzare i catarifrangenti.

Per la serenità di chi va a piedi, certo, ma anche degli automobilisti!

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