10 errori da evitare se non vuoi che il tuo Cv finisca nel cestino

Sono sicuro che quando scrivi un Cv ci metti tutta la buona volontà. Nonostante questo, è possibile che tu abbia commesso almeno uno di questi 10 errorini…

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Cos’hanno in comune questi comportamenti? Semplice: il dono di trasformare immediatamente il tuo sudatissimo curriculum in una pallina di carta diretta nel cestino, reale o virtuale che sia. Il fatto è che anche i recruiters hanno le loro intolleranze… e quelle che seguono sono largamente condivise da tutta la categoria.

Cambiando l’ordine il risultato… peggiora

La disposizione corretta è una e una sola: prima di tutto l’ultimo lavoro fatto, poi gli altri in ordine cronologico. Molti candidati, al contrario, cercano di mettere in primo piano il lavoro che secondo loro è più rilevante in base al tipo di ruolo a cui si stanno candidando. Questo è fastidioso e confonde le idee al “cacciatore di teste”. E un cacciatore di teste infastidito, beh, accartoccia il curriculum e ci gioca a basket.

Non cercare di nascondere il fatto che stai lavorando in un campo diverso dalla professione a cui ambisci: piuttosto spiega quali delle capacità del tuo attuale lavoro potranno essere utili nella nuova posizione.

Mind the gap

Non cercare di riempire i vuoti del tuo percorso lavorativo con falsità o dati casuali e inventati… ma nello stesso tempo, non lasciarlo sguarnito. Dal 2013 al 2016 non è successo niente? Perché? Ti hanno ibernato? Sei svenuto per tre anni?

Magari hai provato a metterti in proprio ed è andata male, o hai provato a diventare rockstar con risultati fallimentari.. e ti imbarazza scriverlo. Ti capisco, ma è un errore. Dite la verità, è molto meglio di uno spazio vuoto incomprensibile o, peggio, di una serie di frottole. Il recruiter ha orrore del vuoto e tende a riempirlo… appallottolando il curriculum.

“Amo la musica”

“A tutti piace la musica”. Così Bill risponde alla Sposa in “Kill Bill” quando lei parla dell’amore per la musica del suo promesso sposo. Al di là delle maniere discutibili di Bill, che sta per comportarsi in maniera quantomeno drastica, la sua reazione è più o meno la stessa del recruiter che vede scritte banalità del genere nella parte “interessi personali”.

Suvvia, i film, le canzoni e uscire con gli amici saranno pure interessi personali, ma li condividiamo con il 99% dell’umanità. Quello spazio serve a mostrare una sfaccettatura inedita… altrimenti meglio lasciarlo in bianco.

La parte del tempo libero è molto utile per capire chi sei, e moltissimi recruiter le danno grande importanza. In positivo ma anche in negativo.

Anche perché, se il tuo lavoro è controllare curriculum a migliaia, tendi ad annoiarti facilmente… e speri sempre che la parte “tempo libero” ti dia qualche spunto divertente.

Piazza qualcosa di imprevisto dentro il tuo cv… una sorpresa, un lato inedito. Far fare un piccolo salto sulla sedia o una risata a colui che deve sceglierti può essere un punto in più.

Ogni scarrafone è bello a mamma sua… ma non al recruiter!

L’apparizione in allegato di una foto di tuo figlio primogenito che gioca a pallone in spiaggia non creerà né tenerezza né empatia, ma solamente un enorme imbarazzo. E l’imbarazzo porta il recruiter… ci siamo capiti.

Social Credibility

Se hai un profilo su Twitter o Linkedin, un sito, un blog o qualunque altra cosa, metti il link nel Cv. Ai recruiter piace scavare un po’ nella vita dei possibili candidati. Un altro modo per conoscerti meglio è la ricerca per nome su Google.

Controlla cosa viene fuori, in modo da sapere che idea si faranno di te i selezionatori. Meglio essere preparati, soprattutto se le prime due pagine di Google parlano di te solo per quella volta che… lasciamo perdere.

Brand what?

Hai lavorato solamente per piccole compagnie e aziende sconosciute? Cerca di far capire qualcosa della loro mission, metti una mail o un telefono di referenza. Insomma, fai in modo che quel dato significhi qualcosa, altrimenti sarà soltanto un “dall’anno X all’anno Y ho lavorato per la Boh Enterprise”. Del tutto inutile sia a te che all’uomo che dovrebbe sceglierti.

Inserisci tante keywords

Siamo diventati tutti degli scanner: non leggiamo parola per parola, dardeggiamo con gli occhi come raggi laser alla ricerca di termini familiari o rilevanti per il tipo di compito che stiamo facendo.

Accertati che l’occhio cada proprio sulle parole chiave che mostrano le tue capacità rispetto al lavoro per cui ti stai candidando.

Per chiarire al massimo, insomma, se vuoi diventare manager non servirà a granché un Cv in cui la parola che si nota di più è “chitarrista”. No, nemmeno se ti stai candidando alla Sony.

Scegli un tono e mantienilo

Prima persona? Terza persona? Qualunque sia la tua scelta, assicurati di non passare a metà cv dall'”Io” al “Lui”. In generale, comunque, la terza persona e il passato prossimo sono la scelta migliore, lasciando la prima persona alla lettera di presentazione.

Cura la grafica…

Meglio non esagerare con font bizzarri, colori sgargianti e immaginine colorate… ma un tocco di creatività nel cv, se azzeccato, sobrio e personale può far prendere molti punti a un candidato. Ho detto sobrio e azzeccato, quindi niente Comic Sans, per pietà.

…ma ancor di più la grammatica!

Ovviamente, però, se il testo è confuso o, peggio, presenta strafalcioni grammaticali, non ci sono impaginazioni fashion che tengano. Nessun errore è permesso, quando si parla di scrivere correttamente in italiano. Legge di Mosè: errore grammaticale = cestino. Questo è il suggerimento più importante di tutti.

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