Aloe vera: è tutto oro ciò che luccica?

Da qualche anno l’aloe vera sembra essere una specie di elisir di lunga vita con poteri benefici di qualunque tipo. Ma è proprio così? Cerchiamo di capirci qualcosa.

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Le doti dell’aloe vera

Partiamo da un dato: l’aloe, una pianta grassa usata per moltissimo tempo soprattutto a scopi ornamentali, è diventata da qualche anno un prodotto di moda per le sue proprietà curative. Su tali capacità ci sono alcune certezze: già gli antichi Greci e Romani ne conoscevano il potere di cicatrizzare le ferite.

Le sue doti lassative invece sono attestate fin dall’epoca medievale. Insomma, qualcosa di vero c’è. Un’altra utile funzione, da tempo accertata, è quella antibatterica, che la rende utile contro batteri, virus e funghi.

In tempi più recenti viene usata in tantissimi modi, per esempio come crema antirughe, ma questo dono “anti-invecchiamento” non è al momento accertato dagli studi scientifici più quotati.

Sembra avere inoltre caratteristiche disintossicanti e depurative, e stimolerebbe il sistema immunitario, oltre a essere un antinfiammatorio naturale.

Quel che è certo, alla fine, è che utilizzata per uso topico in mancanza di controindicazioni e intolleranze l’aloe vera ha in effetti doti curative interessanti e, con cautela, il succo assunto per via orale è depurativo e lassativo.

Controindicazioni e problemi

Fin qui le buone notizie, passiamo alle cattive. Sembra inutile ricordarlo, ma i rimedi miracolosi sono specchietti per le allodole, quasi sempre, e l’aloe vera non fa eccezione.

Pur essendo sicuramente un prodotto con molti pregi, ha anche delle controindicazioni e il suo uso eccessivo presenta anche dei rischi.

Questo va detto, anche perché la sua fama di sostanza che “fa bene a tutto” e la sua libera vendita senza ricetta può far pensare che sia possibile assumerne quantità indiscriminate. Lo ricordiamo ancora una volta: in dosi eccessive tutto, anche l’acqua, fa malissimo!

Per questo è sempre utile parlarne con il nostro medico, leggere le etichette e seguire i dosaggi consigliati. Per esempio, le donne incinte o in fase di allattamento non dovrebbero usarla. Si raccomanda prudenza e controllo medico soprattutto per i bambini.

Un fattore da segnalare, riportato da alcuni studi, è che l’assunzione nel lungo periodo può portare dipendenza e diminuire l’effetto di alcuni farmaci.

Un’altra raccomandazione: non assumete mai in purezza il lattice ricavato dalla pianta: come spesso accade, la coltivazione e l’uso fai-da-te sono assai sconsigliabili anche per il rischio di un utilizzo “per sentito dire” delle sostanze contenute nella pianta.

Non stiamo drammatizzando: tra gli effetti collaterali ci sono gravi problemi di stomaco e di fegato e assumere un grammo di lattice di aloe per più giorni di seguito può portare perfino alla morte.

Nella sua versione gel, spalmata per periodi prolungati può procurare allergie, infiammazioni, pelle asciutta e apparizione di bolle. Anche se ha il potere di cicatrizzare le ferite, attenzione ad applicarla sul volto dopo l’esposizione ai raggi solari: può provocare rash cutanei.

L’effetto lassativo la rende sconsigliata anche a chi soffre di problemi di disidratazione: in un organismo poco idratato ulteriori perdite di liquidi potrebbero creare gravi danni.

Ma soprattutto, lo sapete perché è lassativa? Perché contiene delle sostanze di media tossicità che vengono rigettate dall’organismo. Questo fa capire subito che l’uso eccessivo può essere pericoloso.

Al di là di un vero e proprio avvelenamento, abbastanza improbabile date le altissime dosi necessarie per arrivare a questo punto, il suo uso lassativo, accertato da secoli, può portare per esempio a effetti collaterali come diarrea e dolori di stomaco.

Secondo alcuni studi, inoltre, l’uso prolungato del succo di aloe vera può aumentare il rischio di aritmie, causare disfunzioni alla tiroide, indebolire i mucoli e provocare seri danni al fegato.

Per concludere, l’aloe è sconsigliata a chi soffre di diabete, morbo di Crohn, malattie intestinali, emorroidi, problemi di fegato e allergia ad aglio e cipolle.

La bufala anticancro

Passiamo ora alla parte più discutibile della fama di questa pianta ormai diventata sinonimo di benessere: le ipotetiche proprietà miracolose contro il cancro.

Secondo chi ci crede, assumerla potrebbe guarire da tumori in fase avanzata senza effetti collaterali e in tempi rapidi. La medicina alternativa è andata a nozze con queste dichiarazioni (come sempre non supportate da dati scientifici).

Una piccola verità riguarda l’aloe vera: da tempo si studiano alcuni componenti del vegetale che sembrano inibire le cellule neoplastiche di alcuni tumori. Uno studio ancora sperimentale e tutto da verificare che probabilmente è responsabile di parte delle dicerie.

Ma un conto è nutrire la speranza che l’aloe possa dare il suo contributo alla lotta contro il cancro, e seguire con attenzione gli sviuluppi della ricerca, un altro è farla diventare nell’immaginario collettivo una specie di “elisir di lunga vita”.

Tra l’altro, sembra che all’effetto potenzialmente benefico dell’aloe rispetto a certi tipi di tumori (per esempio quelli all’intestino) si sovrapponga un rischio per quanto riguarda i tumori alla pelle. Tanto per ribadire che la verità non è mai bianca o nera, ma di solito tende al grigio…

Un po’ di bene, un po’ di male, un po’ di bufale

In conclusione, bere un bicchiere di aloe al giorno non ci salverà la vita, anche se gli studi su questo vegetale in funzione anticancro sono promettenti. Purtroppo il risultato di tali voci ha portato al proliferare di centinaia di prodotti a base di aloe, definiti “anticancro” senza alcuna base scientifica.

Al momento, vendere questo tipo di sostanze con la promessa di guarigione dai tumori è, semplicemente, roba da ciarlatani che hanno fiutato il business sulle spalle dei più creduloni.

Gli imbonitori agli angoli delle strade, fin dai tempi antichi, vendevano sogni e promesse magiche contenute in flaconcini e bottigliette dai colori sgargianti: è così da sempre. Ma non è un buon motivo per credere a tutto quello che ci viene raccontato.

Per questo, vi segnaliamo un articolo interessante di un sito di “debunking” che si occupa di sfatare le bufale di argomento medico: il link lo trovate qui.

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