I 6 piatti di Natale più strani del mondo

Nota iniziale: se vi state chiedendo perchè un semplice pollo fritto campeggia come immagine di un articolo che parla di piatti bizzarri…

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beh, leggete e lo scoprirete!

L’idea di festeggiare il Natale in un altro Paese vi stuzzica? Attenti a dove decidete di trascorrerlo, potreste imbattervi in qualcuna di queste… sconcertanti ricette!

1. Lampreja de ovos – Portogallo

La lampreda è un pesce dall’aspetto francamente inquietante, uno squalo-serpente con una bocca circolare piena di una serie di filari di denti che…. insomma, ci siamo capiti. Per motivi del tutto misteriosi un popolare dolce natalizio portoghese è modellato a forma di lampreda, ma in realtà non c’è traccia di pesce. In compenso è un’autentica bomba proteica a base di uova, tante uova, e zucchero. Tantissimo zucchero.

2. Zakuski – Russia

Un tipico antipasto natalizio in una terra così fredda d’inverno dovrebbe essere, viene da pensare, particolarmente caldo e confortevole. Invece l’assortimento prevede sapori forti, aspri o salati: cetrioli sottaceto (freddi), aringhe con cipolle (fredde), salmone salato servito a freddo, cipolle fredde marinate in aceto e pane, burro e caviale. Ovviamente freddo.

La risposta alla domanda enorme che sorge dalle profondità della vostra mente è semplicissima: vodka. I bocconcini tradizionali della cucina russa servono, infatti, più che altro a gettare qualcosa di solido nell’oceano di alcool che viene ingerito durante le feste. Nazdrovie!

3 Pollo fritto da KFC – Giappone

Dai giapponesi è lecito aspettarsi di tutto, quando si parla di cibo. Nonostante questo, riesce a stupirci una tradizione natalizia locale che risale al 1970, grazie a una campagna pubblicitaria decisamente azzeccata da parte della catena americana KFC (Kentucky Fried Chicken), che riuscì a portare milioni di giapponesi a cena nei loro locali per Natale.

Da allora il pollo fritto del popolare fast food è diventato un tipico piatto natalizio che, tanto per aggiungere assurdità, viene venduto con uno speciale pacchetto festivo completo con champagne alla modica cifra di 40 euro.

Il risultato: a Natale i KFC giapponesi sono stracolmi di gente che spende cifre degne di un ristorante per mangiarsi il solito pollo fritto di tutti gli altri giorni dell’anno. Come direbbe Asterix, “Sono Pazzi Questi Giapponesi”!

4 Muktuk – Groenlandia

La fredda terra degli Inuit totalizza ben due ricette su 6 in questa bizzarra classifica, qualificandosi come la destinazione culinaria più rischiosa durante le feste di Natale.

Probabilmente se vi trovate lì vi verranno orgogliosamente serviti questi imperdibili bocconi di pelle e grasso di balena ghiacciati. Rigorosamente da mangiare crudi, ci mancherebbe. In pratica un… gelato alla balena. Ma questo non è il peggiore dei destini che vi aspetta: il secondo piatto natalizio groenlandese che potrebbe apparire alla vostra tavola è infatti il…

5 Kiviak – Groenlandia

Cominciamo a definire l’ingrediente principale: uccelli polari. Pulcinelle di mare, alche e simili. Si tratta di piccoli pennuti bianchi e neri che sembrano un po’ dei pinguini ma, a differenza di questi, volano. In Groenlandia abbondano. Passiamo al secondo step: occorre una foca. Per l’esattezza, una carcassa di foca.

Allora, siete pronti per cominciare? Intorno al mese di maggio stipate qualche centinaio di uccellini, compresi becchi e piume, dentro la foca. Chiudete la pelle di foca. Copritela di pesanti pietre. Aspettate sette mesi. A Natale aprite e…

Basta. Non me la sento di proseguire. Posso dire solamente che non andrò mai e poi mai nella mia vita a Natale in un ristorante groenlandese.

6. Capitone – Italia

Dopo aver esplorato in lungo e in largo le bizzarrie culinarie di luoghi più o meno remoti, torniamo dalle nostre parti per un piatto che, almeno per molti, è decisamente bizzarro: il capitone.

Trattasi di femmina dell’anguilla, di solito di grandi dimensioni e cucinato per la cena della Vigilia in maniere diverse a seconda delle parti d’Italia. La domanda principale che sorge spontanea è: cosa c’è di così natalizio nel mettere in tavola una sorta di enorme serpente d’acqua?

La ragione è semplice (si fa per dire): il capitone somiglia appunto a un grande serpente e quindi nutrirsene per Natale simboleggia la vittoria degli uomini sul diavolo, che tentò Eva proprio assumendo la forma del serpente. Tu m’hai tentato e mò te magno. Tiè.

Vuoi leggere la fonte principale in inglese di questo articolo: clicca qui!

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