La giornata mondiale dell’alfabeto Braille

Il prossimo 4 gennaio si festeggia un’invenzione rivoluzionaria, che ha cambiato la vita dei non vedenti di tutto il mondo: l’alfabeto Braille. 

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Poter leggere, per un non vedente, è stata una conquista epocale. Ma il Braille non è solo questo. Il Braille significa, per chi è privo della vista, uguaglianza e indipendenza.  Lo scopo del Braille è offrire a chi non vede o vede solo parzialmente uno strumento di lettura e scrittura in grado di far loro creare, condividere e comprendere informazioni.

La Giornata Mondiale dell’alfabeto Braille è un’occasione per rinnovare ogni anno la consapevolezza sulle sfide che ogni giorno devono affrontare coloro che non vedono, e per incoraggiare i governi a offrire ancora nuove possibilità e opportunità sociali per chi è affetto da cecità.

In questa giornata gli insegnanti delle scuole insegnano la storia del Braille ai propri studenti, e si svolgono in tutto il mondo eventi tematici. Scopo della giornata è ricordare, come spiega il sito della World Blind Union,l’organizzazione internazionale che rappresenta gli oltre 250 milioni di non vedenti o ipovedenti in tutto il mondo, che la lettura è un diritto fondamentale dell’essere umano.

Louis Braille e la sua rivoluzione

L’alfabeto Braille è un codice che usa punti in rilievo su una superficie piana per rappresentare lettere che possano essere riconosciute al tocco.

Fu inventato a 15 anni da Louis Braille (nato in Francia il 4 gennaio 1809) che aveva perso la vista da giovanissimo, ispirandosi a un metodo usato dall’esercito francese per condividere comunicazioni scritte anche al buio.

Prima di questa vera e propria rivoluzione, chi era privo della vista usava il sistema Hauy, che prevedeva l’uso di lettere latine in rilievo su carta o pelle.

Un metodo molto più complesso che prevedeva un lungo allenamento e che, tra l’altro, non permetteva di scrivere ma solo di leggere. Il codice originale Braille, invece, prevede una divisione in piccoli blocchi rettangolari dette “celle” con punti in rilievo. Ogni cella rappresenta una lettera, un numero o un elemento di punteggiatura.

Grazie al Braille, la cui efficacia è stata via via migliorata negli anni, non solo le lingue ma anche ma matematica, la musica e i programmi per computer possono essere sia letti che scritti dai non vedenti.

Nel 2018, occasione in più per celebrare questa giornata, sarà disponibile un software chiamato Easy Converter Express, che permetterà facilmente a chi lavora con bambini e adulti non vedenti di produrre testi in Braille da file di testo digitali.

Inoltre va segnalata la messa in produzione in quantità sempre più rilevanti dello schermo chiamato Orbit 20, un display in Braille che agisce come un lettore di ebook, progettato in collaborazione con la World Blind Union.

L’Italia e il Trattato di Marrakech

Il Trattato di Marrakech, nato per “facilitare l’accesso ai testi pubblicati alle persone cieche, con incapacità visive o altre difficoltà ad accedere al testo stampato” è stato sottoscritto a giugno del 2013 e prevede una deroga al diritto d’autore rispetto alla necessità di divulgare il sapere anche ai non vedenti su un piano di parità rispetto al resto dei lettori.

In pratica, si parla di creare eccezioni al diritto d’autore per quanto riguarda i testi forniti a chi ha disabilità visive (audiolibri, testi in Braille, testi con caratteri ingranditi), permettendone anche il libero scambio tra le organizzazioni che si occupano di questo tema.

Questo dovrebbe permettere una maggior diffusione di testi. Al momento, infatti, solo il 5% dei libri che vengono pubblicati al mondo è accessibile a non vedenti e ipovedenti.

Al momento, i paesi firmatari sono stati 51 ma all’interno dell’Unione Europea, che ha sottoscritto il trattato, sono sorti dei problemi che ne hanno rallentato la concreta applicazione, specialmente da parte di alcuni paesi tra cui proprio l’Italia, in generale all’avanguardia per l’offerta di testi per i non vedenti ma non in questo caso, per motivi procedurali legati al timore di utilizzi impropri della deroga al diritto d’autore.

La giornata mondiale dell’alfabeto Braille è anche un’occasione per riaprire il dibattito su un tema che vede il nostro paese nello spiacevole ruolo di freno a una norma a nostro avviso sacrosanta.

 

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