Risparmio carburante: le 7 bufale più comuni

Dagli unicorni ai tappeti magici, dai coccodrilli nelle fogne agli elisir medievali, da sempre le bufale fanno parte della nostra vita. Vediamo quali sono le più frequenti sul tema del risparmio di carburante!

fuel smanapp

Quando un problema è particolarmente sentito, cercare di risolverlo in ogni modo possibile è naturale e umano. Ma ugualmente naturale e umana, purtroppo, è la tendenza a dare risposte improbabili, inventando soluzioni “semplici” a problemi complessi.

Dalla lotta alle peggiori malattie fino agli elisir di lunga vita, la storia è colma di bufale, truffe e rimedi più o meno magici.

Per l’automobilista medio l’equivalente della pietra filosofale (quella che, come sa ogni buon fan di Harry Potter, trasformava la pietra in oro) è senz’altro la ricerca di metodi miracolosi per ridurre il consumo di carburante.

Il risultato è il diffondersi di miti e leggende urbane sul tema, nate dal più classico dei passaparola (ora anche on line). Come riconoscerle? Un buon indice può essere la premessa complottista, tipo “quello che le case automobilistiche non vogliono dirti”… se un articolo inizia così di solito la bufala o, peggio, la truffa sono dietro l’angolo!

1. Finestrini aperti o aria condizionata?

Certo, l’aria condizionata aumenta il consumo di carburante. Per questo si legge spesso in giro il consiglio di evitarla, scegliendo di tenere i finestrini aperti.

Al di là di chi preferisce comunque il finestrino aperto per motivi di piacere personale, questa scelta aumenta il coefficiente di resistenza aerodinamica, sforzando il motore e aumentando i consumi in maniera percentualmente maggiore rispetto all’uso del condizionatore.

In entrambi i casi, si sta parlando di un risparmio inferiore al 2%, quindi, alla fine, fate un po’ come preferite, la differenza resterà comunque minima.

Certo, poi ci sono quelli che tengono i finestrini aperti e l’aria condizionata accesa… ma dei casi umani parleremo un’altra volta.

2. Le gioie dell’auto ad acqua

1800 chilometri con 50 litri d’acqua! Questo è lo strillo che annuncia il motore definitivo, quello di cui, al solito, “nessuno parla”, ovviamente a causa dei loschi interessi delle multinazionali dell’auto.

Vorremmo tanto dirvi che è tutto vero, ma non è così.

Il motore di cui si parla, basato sul principio dell’elettrolisi, esiste ma è ancora in una fase sperimentale. Ci sono tuttora molti problemi da risolvere, primi tra tutti il forte consumo di energia elettrica necessario al funzionamento e la necessità di ospitare l’idrogeno in un apposito contenitore collocato nell’auto, al momento ingombrante, scomodo, costoso e – soprattutto – pericoloso.

3. Una bufala pluriennale: Fuel ++

Ogni anno questa storia salta fuori di nuovo, nonostante le costanti smentite di tutti i siti di debunking. Si tratta di un dispositivo magnetico da montare sul tubo del carburante. Un marchingegno che sarebbe stato inventato dagli inglesi durante la Prima Guerra Mondiale per ridurre i fumi.

Senza entrare nei meriti tecnici dell’oggetto, tutti gli esperti del mondo al momento sembrano concordi nel non ritenere questa tecnologia in grado di ridurre emissioni, inquinanti e consumo di carburante. Nessuna prova, nessuno studio attendibile.

Per approfondire, un link.

4. Gonfiare gli pneumatici fa bene?

Un altro mito assurdo: gonfiare le gomme più del necessario dovrebbe far risparmiare carburante. Non è solo falso, ma anche pericoloso. Aumenta il rischio di farle esplodere, l’auto diventa meno controllabile e oltre tutto… aumenta pure il consumo di carburante.

5. Il problema dei fari accesi

I calcoli del risparmio dovuto all’obbligo di tenere le luci accese anche di giorno sono molto aleatori. Dipende da un calcolo tra energia assorbita dalle lampadine, uso della macchina, che tiene conto di moltissime variabili.

Chi porta cifre fisse (per esempio 41 litri risparmiati l’anno, come in alcuni articoli) fa disinformazione, anche se in effetti l’utilità della norma sui fari accesi anche di giorno rispetto agli incidenti stradali è alquanto dubbia, almeno nei paesi mediterranei.

Per approfondire un link. 

6. Fuel Doctor FD-47: una luce e niente più

Analizzandolo bene, questo aggeggio che dovrebbe ridurre i consumi in più prodotti da interferenze dell’autoradio e del climatizzatore (peraltro infinitesimali) è una scatola con una lucina verde da attaccare alla presa accendisigari. Ecco, secondo uno dei principali siti di debunking italiani l’unica cosa che fa davvero è… accendere la lucetta.

Per 60 euro è un po’ poco. Niente risparmio di carburante, né altro. Una probabile truffa segnalato ad Altroconsumo, Antitrust e all’associazione di consumatori americana Consumer Reports. Dettagli a questo link.

7. Una calamita e passa la paura!

La versione casalinga di tutti questi complicati marchingegni, più ruspante e quantomeno non truffaldina, prevede la semplice installazione di una calamita sul tubo del carburante.

Ipotesi di lavoro: il campo magnetico creato dalla calamita indurrebbe le gocce di carburante a posizionarsi in modo uniforme lungo la circonferenza interna del tubo, e questo porterebbe al risparmio di carburante.

Il piccolo problema è che le molecole di idrocarburi non sono soggette all’azione del campo magnetico, quindi la calamita, beh, è del tutto inutile! (fonte qui)

Come possiamo vedere, anche in questo campo i miracoli non esistono e chi li promette probabilmente sta cercando di fregarci.

L’unico modo efficace per risparmiare carburante è guidare in modo soft, con una modalità costante. Niente frenate brusche, manutenzione dell’auto, una guida responsabile a velocità più possibile costante. Altro non c’è… purtroppo.

Una guida prudente e sicura è sempre la risposta migliore. Per un supplemento di sicurezza in più, ricordati di attivare SmanApp in modo da ricevere la segnalazione della presenza in strada di gruppi di runner, ciclisti, lavori in corso, animali, incidenti o altri pericoli generici. Guidare è bello, farlo in sicurezza con SmanApp è meglio!

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