Bacche di Goji: mito e realtà

Elisir di lunga vita, cura contro l’Alzheimer, fonte di vitamine, “superfood” per eccellenza della medicina cinese. Cerchiamo di conoscere meglio le leggendarie bacche rosse tibetane.

goji smanapp

Siamo travolti da informazioni di tutti i tipi, normalmente contraddittorie. Il risultato è, alla fine, un mix di informazioni scientifiche, pseudoscienza, bufale pure e semplici e miti.

In questo groviglio di dati, un peso sempre più importante è occupato da due temi “sensibili” per il pubblico: la salute e l’alimentazione.

Fioriscono leggende su prodotti miracolosi in grado di curare ogni malanno, e periodicamente un prodotto o un altro assurgono agli onori della cronaca. La sensazione è che il modernissimo consumatore contemporaneo, in fondo, non sia così diverso da chi cercava ansiosamente gli elisir di lunga vita e buona salute nel Medioevo

Dopo aver parlato dell’Aloe Vera in un precedente articolo, oggi è il turno di un altro alimento che si porta dietro un alone di leggenda: le bacche di Goji. Ben poco note a queste latitudini fino a pochi anni fa, oggi sono quasi ovunque.

Abbiamo trovato una fonte che ci è sembrata equilibrata nel prendere in esame sia le effettive doti delle bacche tibetane, sia gli eccessi mitizzanti, e ne abbiamo ricavato alcune informazioni, speriamo utili.

Fanno perdere peso?

Al di là dell’effetto placebo, per cui se ci convinciamo della sua reale utilità ogni prodotto avrà una percentuale di effetti curativi, le note bacche hanno effettivamente un effetto positivo sul metabolismo, riconosciuto anche dai botanici, e questo porta, per estensione, ad aiutare chi voglia perdere peso.

Nulla di miracoloso, comunque: il loro consumo deve essere comunque accompagnato da una dieta equilibrata e un po’ di esercizio fisico… che sono utili anche senza Goji!

Sono la sostanza più usata dalla medicina cinese?

Difficile dire se siano “le più usate” in assoluto, visto che la medicina cinese in generale sfugge a queste classificazioni. L’uso di queste bacche a scopi curativi in Cina è però molto frequente, in particolare per i dolori addominali e intestinali.

Sono un elisir di lunga vita?

Di vero c’è che questi frutti contengono una buona quantità di antiossidanti, che combattono l’invecchiamento. Detto questo, una mela contiene tredici volte più antiossidanti, a parità di peso.

Stesso vale per calcio, zinco, ferro e fosforo: sono presenti nelle bacche di Goji, ma in quantità minori rispetto a vegetali più comuni. Insomma, il fascinoso Oriente in questo caso si è fatto battere da una banalissima mela nostrana!

Sono anticancerogene?

Purtroppo, in questo caso il mito si dimostra falso: ormai dal 2007, a seguito di studi clinici, è stato accertato che questi frutti non hanno particolari doni da offrire rispetto alla più temuta delle malattie.

Prevengono l’Alzheimer?

Anche in questo caso gli studi da parte dei medici che cercano rimedi contro questa terribile malattia hanno smentito che le bacche tibetane possano avere un effetto specifico in tal senso.

Ma insomma, le bacche di Goji fanno bene?

La risposta è sì: sono una ricca fonte di vitamine, il loro uso migliora il metabolismo e la qualità del sangue, oltre a contribuire a bruciare il grasso epatico.

Per questo motivo, in effetti ha senso usarle all’interno di una terapia a largo respiro, con adeguate quantità di vitamine e minerali, attenzione all’alimentazione e movimento fisico.

Non diversamente, però, da altre piante molto più comuni alle nostre latitudini e decisamente più economiche, come la frutta secca in generale, il kiwi, il ribes nero, i mirtilli o i frutti di Berberis e Lycium Barbarum, cui manca però il fascino di provenire dal Tibet misterioso…

Hanno qualche controindicazione?

Aggiungiamo, infine, che come ogni altra sostanza anche le bacche di Goji hanno alcune controindicazioni, in particolare in caso di intolleranze individuali, e che l’uso di quantità eccessive di bacche fresche può portare a diarrea, nausea, vomito, rischio di sanguinamento se prese in associazione con anticoagulanti, e possono causare ipoglicemia in soggetti a rischio.

Per concludere, come sempre la verità, tolti gli eccessi di scetticismo e di entusiasmo, naviga da qualche parte a metà del guado. Il consumo delle gustose bacche, senza eccedere, è consigliato e salutare, senza però poter in alcun modo essere ritenuto una panacea per i mali del secolo (qui il link alla fonte di riferimento).

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