8 abitudini quotidiane dannose per l’ambiente

Luci accese, sacchetti di plastica, teiere, rubinetti sempre in funzione… piccole regole di vita quotidiana per diminuire l’impatto ambientale. Il nostro “messaggio nella bottiglia” a chi tiene al mondo in cui viviamo tutti.

inquinamento smanapp

Ci vogliono 21 giorni, pare, perché un comportamento casuale diventi abitudine. Questo significa che tra noi e la scelta virtuosa di cambiare alcune abitudini ci sono non più di tre settimane! Vale la pena provarci.

Vi presentiamo 8 comportamenti che diamo per scontati, ma che sarebbe opportuno eliminare. Sacrifici minuscoli, che portano a un vantaggio collettivo. Prendete questo articolo come una specie di “messaggio nella bottiglia”, lanciato nella speranza che qualcuno lo raccolga. Una richiesta d’aiuto per il nostro ecosistema.

1. Lasciare troppe luci accese

Anche se lasci la stanza per pochi minuti, spegni la luce. Se il televisore, o lo stereo, sono inattivi, ricordati di non lasciarli accesi (sì, la lucetta rossa…). Stai sprecando un quantitativo di energia piccolo ma rilevante. In fondo, è il gesto di un istante.

2. Bollire l’acqua della teiera

L’energia necessaria per far bollire l’acqua della teiera è maggiore di quanto immaginiamo. Meglio scegliere bollitori a risparmio energetico, che misurano il fabbisogno effettivo di acqua per una tazza di tè.

Cerca di misurare la quantità d’acqua di cui hai bisogno, calcolandola per numero di tazze. Anche in questo caso, si tratta di uno sforzo di pochi secondi.

3. Mangiare carne da allevamento intensivo

Nessuno vi chiede di diventare vegetariani… però l’allevamento intensivo di bestiamo a scopo di carne è una delle industrie più dannose per l’ambiente. Ettari su ettari di foresta pluviale vengono cancellati ogni anno, sostituiti da foraggio per gli animali.

Se non volete rinunciare alla carne, cercate almeno di limitarla e di conoscerne la provenienza. Scegliete se possibile cibo a chilometri zero, riducete (anche per la vostra salute) la carne rossa a non più di un paio di volte al mese, variate la vostra alimentazione inserendo uno o più “giorni vegetariani” alla settimana.

Questo comportamento ridurrà in modo significativo il vostro impatto sul pianeta.

4. Uso non consapevole dei mezzi di trasporto

Un punto dolente. Dai voli ai trasporti su gomma e rotaia, l’impatto ambientale di un popolo in movimento è tra i più rilevanti. Certo, non possiamo rinunciare a viaggiare, né per lavoro né per piacere.

Possiamo però fare qualche passo nella direzione giusta cercando di diminuire l’uso dell’automobile, magari andando a lavorare in bici, a piedi o con i mezzi pubblici almeno un paio di volte la settimana, o mettendoci d’accordo con gli altri colleghi per un car sharing .

Un altro comportamento virtuoso è diminuire la velocità e controllare lo stato degli pneumatici: tutti fattori che aumentano il consumo di benzina e, di conseguenza, l’inquinamento.

5. Sprecare la carta

Ormai in tanti facciamo la raccolta differenziata, ma nel caso della carta, questo non basta.

Prima ancora del riciclaggio, viene il riutilizzo. Buttiamo via quantità di carta impressionanti, che potrebbero essere riutilizzati più e più volte. Ci sono molti tutorial on line per diminuire lo spreco di carta, sia a casa che in ufficio.

6. Lasciare aperto il rubinetto

Ce lo hanno detto in tutte le lingue, ma ancora non lo facciamo… almeno, non in massa.

Quando laviamo i piatti, o ci laviamo i denti, quei momenti in cui teniamo aperto il rubinetto senza usare l’acqua sono davvero dannosi.

Certo, parliamo di piccoli numeri, in apparenza… ma l’acqua sprecata da milioni di rubinetti non è un quantitativo irrilevante.

La solita obiezione (“Via, ma che differenza può fare qualche litro d’acqua?”) va moltiplicata per uno, dieci, cento milioni di rubinetti.

7. Usare troppi sacchetti di plastica

Avete presente il Great Pacific Garbage Patch? Se non lo conoscete, date un’occhiata a questo articolo. I sacchetti di plastica sono tra i maggiori responsabili dell’inquinamento dei nostri mari.

In particolare, hanno gravi responsabilità nella morte per soffocamento di centinaia di animali marini. Non è bello pensare che quel sacchetto gettato senza pensare ha ucciso una foca o un gabbiano, non vi pare?

Soprattutto se il problema si può risolvere utilizzando sacchetti riciclabili, da portare sempre con sé quando andiamo al supermercato.

Senza entrare nella bizzarra polemica social degli ultimi mesi sui sacchetti per frutta e verdura, ci limitiamo a ricordare l’importanza di diminuire l’utilizzo dei sacchi di plastica: benché destinati al riciclaggio, finiscono troppo spesso in mare.

8. Acquistare prodotti con imballaggio in plastica

Gli imballaggi non sono “un” problema. Per molti ambientalisti sono “il” problema.

Quanti prodotti, tra quelli che acquistiamo, potrebbero essere comprati sfusi? Basta una piccola riflessione, che però va ripetuta ogni giorno, a ogni acquisto.

Il consumatore ha il potere di premiare o punire le aziende: scegliere quelle che limitano gli imballaggi è un passo verso una direzione più responsabile.

In conclusione: seguire questi comportamenti può sembrare una goccia nel mare, soprattutto quando ci rendiamo conto che, mentre noi ci iadoperiamo nelle piccole pratiche quotidiane, tante grandi aziende continuano a inquinare in modo massiccio e scriteriato.

Sappiamo anche che lo sforzo dei singoli può poco se non vengono realizzati dei cambiamenti strutturali a livello industriale e governativo. Ma, purtroppo, il normale cittadino ha pochi strumenti (petizioni, voti, referendum) per agire sui problemi macroscopici.

Intanto che cerchiamo di far cambiare politica alle “big companies”, sarà comunque utile mettere in moto comportamenti virtuosi che, comunque, se finiranno per coinvolgere centinaia di milioni di persone, daranno un contributo significativo alla tutela dell’ambiente.

Fonte di riferimento qui.

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