9 errori da non fare quando sei in viaggio

Viaggiare piace a tutti… ecco alcuni errori comuni che possono compromettere il successo della tua vacanza. Scopri quali sono, e cerca di evitarli!

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Sì, viaggiare! Tutti amiamo farlo, e aspettiamo con gioia il momento delle vacanze, che ci porterà a esplorare nuovi luoghi, o ad apprezzare di più mete ben conosciute.

Soprattutto, tutti vorremmo che il viaggio portasse con sé, nello stesso tempo, relax, avventura, emozioni… ma anche meno guai possibili!

Ecco i 9 peggiori sbagli che facciamo spesso e che potrebbero rovinarci la vacanza.

1. Non informarti sulla tua destinazione

Una delle parti più belle di un viaggio è l’aspettativa della partenza. Leggere guide, libri di storia, libri e film che parlano della cultura del posto che visiterai, immaginare l’itinerario.

Più cose sai della tua destinazione, meglio andrà il viaggio. Informati sulla cucina, sui trasporti, sui luoghi più interessanti. Scopri quali comportamenti non sono proprio graditi nel posto dove stai per andare.

In questo modo, forse toglierai un pizzico di sorpresa ma eviterai un sacco di inconvenienti… tra cui, per esempio, trovare chiuso proprio quel particolare monumento per cui avevi deciso di partire.

2. Fare troppi bagagli

Viaggia sempre leggero. Tutto sarà più semplice: in particolare gli spostamenti. Muoversi dall’aereo all’hotel può essere problematico, se abbiamo con noi due trolley, un beauty e un paio di zaini.

Come diceva lo zio Podger in un esilarante libro di Jerome K. Jerome, devi sempre fare una lista. Se possibile, evitando di perderla dopo averla fatta, come il personaggio di cui sopra.

Fai una lista, valuta per ogni oggetto se ti serve veramente. Scegli le scarpe più comode, che puoi indossare ogni giorno. Porta con te abiti comodi e facili da lavare. Ma soprattutto, evita di portare troppi contanti. Per il resto, ti rimandiamo a questo articolo.

3. Organizzare un’agenda troppo fitta

Stamattina ore 10 Tour Eiffel. Ore 11, Louvre. Ore 13 pranzo al sacco. Ore 14, Giro sulla Senna… e mi fermo qui, che ho già l’ansia.

Prevedere un ruolino di marcia che non prevede mai pause relax renderà la vacanza un inferno e, soprattutto, renderà drammatico ogni inconveniente (come un autobus in ritardo, un momento di stanchezza di un componente del gruppo, una giornata di pioggia).

Infine, avere un’agenda non troppo fitta permetterà di improvvisare una parte del percorso, di farsi prendere dall’ispirazione del momento almeno ogni tanto… lasciando il giusto tempo anche a un momento di riposo per guardare il paesaggio, sorseggiando un caffè o un bicchiere di vino al tramonto.

4. Non seguire l’onda

Qualcosa è andato storto. Hai perso un volo, per esempio. Niente panico. Vivi l’imprevisto come una variante piena di opportunità. Le parti migliori di una vacanza sono quelle che non ti aspetti.

Se è giusto (punto 1) programmare il viaggio, è sacrosanto anche tenere conto del fatto che tante cose andranno diversamente da quello che ti aspetti.

Pensa alle tue vacanze passate: spesso i momenti che ricordi con più affetto sono proprio quelli in cui è successo qualcosa che non ti aspettavi. Segui l’onda, a volte è necessario!

5. Avere troppe aspettative

Partire al grido di “sarà la più bella vacanza della mia vita” non è ottimista: è dissennato.

La legge di Murphy è sempre pronta, non tutto sarà perfetto, è sempre così.

Se decidi che tutto deve essere per forza perfetto, elettrizzante, meraviglioso, finirai per essere in qualche modo deluso.

Hai presente quando qualcuno ti dice “Vai a vedere il tale film: è il più bello dell’anno!”. Ecco, spesso esci dal cinema non del tutto soddisfatto… perché l’aspettativa che si era creata ha reso automaticamente meno bello ciò che hai visto.

6. Scegliere i compagni sbagliati

Valuta bene con chi partire. Non è un consiglio, è un ordine.

Non è detto che, solo perché quella tal persona è tua amica nella vita quotidiana, sia anche adatta a viaggiare insieme a te. Una vacanza insieme è un test difficile, prevede di coordinare ritmi, gusti, interessi. Potrei dire che è quasi una prova di convivenza…

C’è il compagno di viaggio polemico, quello che rimpiange sempre la cucina e il clima italiano, quello disorganizzato, quello che russa, quello che vuole fare il bagno al mare quando tu vuoi vedere un museo e dormire quando tu vuoi uscire.

C’è quello che vuole andare a pranzo e a cena al ristorante e quello che viaggia in economia e si accontenta di un panino. L’amante dello sport e quello che deve vedere tutto, ma proprio tutto e non sopporta che gli altri perdano tempo, per esempio, in un negozio di prodotti tipici.

Insomma, è un mondo difficile, come diceva Tonino Carotone.

Parlate bene insieme di quali sono i vostri obiettivi, le cose a cui non volete assolutamente rinunciare, le vostre abitudini e orari… ma fatelo prima, non dopo, aver prenotato tutta la vacanza insieme.

Per esperienza, amicizie decennali possono essere scosse nelle fondamenta da tre giorni di viaggio nella formazione sbagliata.

7. Voler mantenere le tue abitudini

“Io sono fatto così”, quando sei in viaggio, non va bene.

No, non sempre potrai lavarti i denti esattamente alla stessa ora, a volte non potrai indossare una camicia perfettamente piegata e stirata come fai a casa.

Non è detto che tu possa fare i tuoi 150 piegamenti al giorno prima di dormire e no, non mangerai come a casa.

O, se proprio vorrai farlo, scoprirai che i ristoranti italiani all’estero sono, ecco, lievemente diversi da quello che ti cucina la mamma.

Se non te ne fai una ragione, i tuoi compagni scopriranno presto che il problema peggiore della loro vacanza sei tu.

8. Staccati da quel telefonino!

Sei in un posto che non hai mai visto, santo cielo!

Alza gli occhi da quell’aggeggio utilissimo ma talvolta invasivo, e guardati intorno.

Stesso vale per computer, iPad, ma soprattutto, se viaggi con la famiglia: non permettere ai tuoi figli di giocare tutto il giorno alla Play senza guardarsi intorno.

O almeno provaci. E soprattutto, dai per primo il buon esempio.

Il mondo che stai esplorando, tra qualche giorno sarà solo un ricordo… pensi che sia una buona idea passare la giornata a compulsare e-mail di lavoro?

Se devi per forza portare con te il lavoro, almeno organizzati in modo da avere una precisa finestra temporale (per esempio, dalle 9 alle 10 del mattino) per controllare e rispondere alla posta elettronica… ma fai capire che non sarai reperibile h24, almeno per qualche giorno.

Se non sei il Presidente degli Stati Uniti, probabilmente non succederà niente di irreparabile.

9. Pensa a un tempo di decompressione

In tanti non ci pensano, ma è meglio non passare direttamente dal lavoro alla vacanza e di nuovo al lavoro senza un piccolo spazio di decompressione.

Hai dieci giorni di ferie? Usane otto per viaggiare. Il giorno prima e il giorno dopo rilassati, stai in casa, prenditi i tuoi spazi.

Il giorno prima serve a caricarti per il viaggio, godere l’attesa e abituarti a tagliare i ponti con il tuo ritmo abituale. Il giorno prima di tornare al lavoro è ancora più fondamentale.

Disfare i bagagli, ripensare a quanto vissuto, riprendere contatto con la propria casa e i propri riti quotidiani renderà meno traumatico il rientro sul posto di lavoro.

(Reinterpretazione molto libera di questo articolo in inglese, tratto dal sito rd.com)

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