Come ci vedono gli altri: cose da non fare in Italia (parte 1)

Una scherzosa serie di avvertenze rivolte ai turisti stranieri ci dicono qualcosa su come veniamo visti all’estero. 

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Quando andiamo all’estero, tendiamo a notare tanti piccoli dettagli che – dal nostro punto di vista – ci sembrano bizzarri o incomprensibili. Abitudini e culture differenti, comportamenti che a volte ci colpiscono positivamente o negativamente.

A volte scopriamo che certi gesti, o modi di fare, non sono ben visti altrove. Per esempio, non ci sogneremmo mai di ignorare una fila per salire sull’autobus in Inghilterra.

Naturalmente questo succede anche ai turisti stranieri che vengono a visitare l’Italia. Vediamo quali sono, dal loro punto di vista, le cose che è meglio non fare mai nel nostro Paese (qui l’articolo di riferimento). Naturalmente, non vi arrabbiate con noi: ambasciator non porta pena!

Entrare in chiesa vestiti in short, canottiera e infradito… oppure col cappello

Nei luoghi sacri in Italia di solito non è possibile entrare vestiti come se fossimo in spiaggia. Ricordatevi di portarvi dietro una sciarpa o un foulard da drappeggiarvi sulle spalle e di evitare pantaloni corti e ciabatte. Anche entrare con un cappello, per un uomo, è ritenuto disdicevole.

Parcheggiare all’interno delle linee gialle o rosa… e altri disagi

Se non volete una multa, in Italia, è meglio evitare i parcheggi con le strisce gialle (riservati ai disabili), quelli con le strisce rosa (solo per le donne incinte) e, se non vuoi pagare qualche euro, anche quelli con le strisce blu (a pagamento).

Quelle bianche vanno bene, invece. Ma non è finita: anche se non vedete strisce in assoluto, non è detto che sia possibile fermarsi: potreste essere in zona rimozione o in divieto di sosta. Attenzione ai cartelli. L’alternativa? Fare come gli italiani: incrociate le dita e parcheggiate sul marciapiede.

Aspettarsi la puntualità

Il tempo in Italia è elastico. Una visita guidata programmata alle 16 comincerà quasi inevitabilmente alle 16.30, e questo vale anche per gli orari di apertura di molti luoghi e, soprattutto, per i trasporti.

Molti negozi e strutture chiudono all’ora di pranzo (curiosamente, anche tanti ristoranti) e almeno due giorni alla settimana. Controllate sempre che il posto che volete visitare o dove volete andare a mangiare sia aperto.

Andare in gondola

Il massimo del romanticismo, giusto? Certo, finchè non ne scoprite il prezzo, decisamente stratosferico (fino a 50 euro a persona, ma anche di più se decidete di far cantare “O Sole mio” al gondoliere”).

Se il vostro budget non lo prevede, per evitare sorprese meglio attraversare il Canal Grande su uno dei piccoli taxi d’acqua che usano anche i veneziani. La vista è la stessa, il costo un decimo. Naturalmente la barca è meno singolare e nessun gondoliere vi delizierà con le sue canzoni… ma è così importante?

Prendere una scorciatoia su Google Maps

L’Italia non è il posto giusto per scegliere di evitare l’autostrada per infilarsi in qualche pittoresca stradina, per quanto sia piacevole scoprire scorci imprevisti. Infatti, la manutenzione non è un granché, le buche e le stradine strettissime si sprecano. Oltretutto, in molti posti scompaiono le indicazioni stradali.

In particolare la SS7 (Via Appia) viene ritenuta assai pericolosa. Meglio spendere qualcosa di più e scegliere l’autostrada, in generale tenuta meglio.

Mettere il formaggio sulla pasta ai frutti di mare

In Italia una cosa del genere è paragonabile a un’offesa sanguinosa. Gli italiani hanno un rapporto molto forte col cibo, e idee estremamente precise su cosa si può o non si può fare. Nella casella “mai” va quasi ovunque l’accoppiata formaggio/pesce: in Italia è praticamente blasfema, con qualche rarissima eccezione.

Per ora ci fermiamo qui… fateci sapere se siete d’accordo con queste obiezioni che ci vengono fatte “da fuori”: la prossima settimana ve ne proporremo altre ancora!

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3 pensieri riguardo “Come ci vedono gli altri: cose da non fare in Italia (parte 1)

    1. Vero… come è vero che nel Lazio una volta mi hanno fatto delle penne con polpo e pecorino romano che erano la fine del mondo. Ogni regola ha le sue eccezioni! Ma in generale nella cucina italiana pesce e formaggio stanno insieme poco volentieri!

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