Gioie e dolori della vita da freelance

Libertà o condanna? Svolta o catastrofe? Il passaggio al lavoro freelance è un svolta fondamentale nella vita… ma può esserlo in entrambe le direzioni. Per scegliere la giusta via, continuate a leggere!

FREELANCE smanapp

Il lavoro freelance è uno strano animale. Un ibrido tra incubo e liberazione. Oscilla tra la gioia di non avere orari né padroni e la desolazione delle lunghe giornate senza lavoro alternate a periodi di massacro 24 ore su 24… specie all’inizio.

Sei libero, finalmente!… ma la libertà, come tutte le cose, ha un prezzo. Perché, parafrasando Mao, il lavoro freelance non è un pranzo di gala.

Se avete deciso che la vita da liberi professionisti fa per voi, tenete presente questi punti: possono fare la differenza, e portare il vostro progetto esistenziale a essere gioia e non maledizione.

1. Ricordatevi perché lo avete fatto

Wow! Non dovete più svegliarvi la mattina! Potete andare a fare la spesa quando non c’è nessuno! Potete fare una passeggiata nel parco quando vi pare! Non dovete chiedere il permesso per andare in bagno! Vi sembra poco? La vostra vita è migliorata un bel po’, dovete ammetterlo.

2. Usate l’agenda e rispettatela

La vostra agenda è la vostra salvezza. Non avere orari fissi può essere molto pericoloso, può significare approssimazione e caos, lavori non consegnati e, in ultima analisi, fallimento del vostro percorso da freelancer.

Datevi un orario di lavoro e rispettatelo. Ovviamente, visto che non dovete timbrare il cartellino, adattatelo alle vostre esigenze. Siete nottambuli? Cominciate alle undici di mattina e finite più tardi. Avete figli? Modulate il vostro orario sui loro bisogni.

3. Createvi una zona di lavoro

Specie per chi vive con la propria famiglia (che siano genitori, moglie o figli), poter avere un’area off limits a tutti per un orario definito è fondamentale. Una stanza, e la possibilità di chiudere la porta. Possibilmente a chiave. I familiari non la prenderanno bene, all’inizio, ma se vi amano capiranno.

Anche perché l’alternativa è essere interrotti ogni minuto per qualunque ragione, da “fai una salto a prendere il pane” a “devi portare fuori la spazzatura”. Anche perché per molti non avere un lavoro d’ufficio significa… beh, che sei a loro disposizione. Non è e non deve essere così.

Se proprio a casa non ce la fate, pensate ad altre soluzioni, come la biblioteca o il coworking, in modo da avere sempre uno spazio “per il lavoro” ben definito.

4. Vestitevi!

Il freelance in mutande e ciabatte fa male all’estetica del mondo e a se stesso. Il fatto di non dover necessariamente uscire di casa non autorizza alla sciatteria. Vestitevi come se doveste uscire, vi predisporrà a essere attivi e renderà la vostra giornata meno deprimente.

5. Mantenete i rapporti col mondo

Essere freelance può condurre all’eremitaggio. A volte il libero professionista si trasforma in una protesi dello schermo e lentamente si isola dall’universo tridimensionale. Questo è male, per tante ragioni.

Primo, l’aria aperta fa bene. Secondo, socializzare al computer è ok, ma anche immergersi nel mondo è importante per crescere, stringere nuove conoscenze, fare rete. E fare rete, non solo on line, è fondamentale anche per trovare nuovi clienti, linfa vitale del freelance.

 6. Aggiornate le vostre capacità e mantenetevi creativi

Periodicamente, stabilite qualche giorno per crescere (una decina di giorni ogni tre/quattro mesi). Seguite un percorso creativo personale, per cui non siete pagati, e scoprite le nuove tendenze e nuove direzioni in cui va il vostro lavoro.

Mantenere la creatività e non diventare obsoleti è l’unico modo per non trovarvi tagliati fuori da un mondo come quello freelance in cui tutto cambia velocemente.

7. Non dimenticate le tasse

Attenzione a come calcolate gli introiti: un errore comune a chi passa dal lavoro dipendente a quello autonomo è scordarsi di questo “piccolissimo” dettaglio: gli stipendi che ricevete nel lavoro d’ufficio sono netti, nel lavoro freelance dovete occuparvi voi della parte fiscale. Dovete essere il vostro capo, il vostro commercialista, il vostro avvocato.  

8. Non accettate tutto… se potete

All’inizio, inevitabilmente, non potrete scegliere più di tanto. Ma, via via che vi costruite un portfolio, cominciate a selezionare. Scegliete clienti che pagano mensilmente e con puntualità, clienti che vi permettono di impostare un piano mensile coerente e non cambiano idea ogni tre giorni, clienti che sanno cosa vogliono. Fate in modo da ottimizzare il rapporto costi/benefici.

9. Date spazio al privato

La vostra scelta è stata motivata dal desiderio di stare di più con le persone che amate, quindi fate in modo da essere davvero con loro, quando ci siete. Al di là del gioco di parole, il lavoro freelance ha il brutto vizio di seguirvi a casa… anche perché a casa ci siete già! Per questo avere un’agenda quotidiana è così importante.

Quando avete finito il programma del giorno, stop. Chiudete a chiave la porta dello studio, non pensateci fino al giorno dopo, dedicatevi alle vostre passioni e alle persone care.

10. Risparmi e assicurazioni

Ricordatevi che il lavoro freelance non prevede né pensione, né malattia, né vacanze pagate. Tenete conto di tutte queste variabili, in modo da poter capire quanto dovete guadagnare per potervi permettere di stare fermi per un certo periodo, di pagarvi un viaggio o delle cure… e di pensare al futuro mettendo da parte qualcosa. Con un’assicurazione privata, per esempio.

Con questi accorgimenti, non semplici ma necessari, la vita del freelance può essere complessa ma fantastica… senza, diventerà presto ingestibile. Fatevi una domanda molto sincera e datevi una risposta: siete in grado di fare tutto questo?

Se la risposta è sì, benvenuti nel meraviglioso e difficile mondo dell’indipendenza assoluta.

Altrimenti, un lavoro dipendente forse è la risposta migliore. Senza rimpianti: ognuno di noi ha i propri talenti e le proprie inclinazioni. Scoprire le proprie è il primo passo verso la felicità.

Fonti d’ispirazione e approfondimento qui, qui e qui.

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