Alimentazione responsabile: le uova felici

Una gallina sana produce uova più gustose e più salutari. Scegliere di mangiare solo uova “felici” è un modo di nutrirsi naturale e responsabile, che fa bene alla salute e all’ambiente.

uova felici smanapp

Spazi aperti dove razzolare. Alimentazione selezionata. In fondo, a una gallina, basta poco per essere contenta.

Purtroppo in moltissimi casi non è così, e questo problema influenza non poco la qualità delle uova (ma anche delle carni bianche) che consumiamo.

La battaglia per portare la felicità ai polli, e riceverne a nostra volta gioia e salute da mettere nel nostro piatto, è solo all’inizio!

Come dicono quelli di Happy Egg, cavalieri di questa meritevole crociata, “diffondiamo un po’ più di felicità nel mondo, un uovo alla volta!”

Come scegliere le uova da comprare

Il primo passo della presa di coscienza del consumatore di uova felici è la corretta lettura del codice presente su ogni uovo che viene messo in commercio nella UE.  Questi numeri ci regalano molte informazioni.

Questi codici iniziano con una cifra compresa tra 0 e 3, seguita da due lettere e cinque numeri. La cifra iniziale riguarda quello che ci interessa di più: come è stata allevata la gallina che ha prodotto le uova.

Numero 0: uova biologiche: per uova biologiche si intendono quelle che sono nutrite con mangime bio e non OGM, con un minimo spazio di movimento di 2, 5 metri quadri ad animale e un accesso all’esterno. In più devono avere nidi, trespoli, lettiere.

Numero 1: allevamento all’aperto: anche a queste galline non va malissimo. Le regole sono le stesse del codice 0, tranne per quanto riguarda l’alimentazione. In questo caso infatti, non c’è obbligo di mangime bio.

Numero 2: allevamento a terra: qui, invece, le cose peggiorano, e di molto. Le galline sono chiuse in capannoni, con nidi, trespoli e lettiere, e una concentrazione di 12 galline al metro quadro. Sì, avete capito bene. E non siamo ancora in fondo alla classifica.

Numero 3: allevamento in gabbia: in poche parole, un inferno. Allevamento intensivo, le galline sono chiuse in gabbie con uno spazio a disposizione pari a un foglio A4.

Gli viene spesso tagliato il becco perché non si feriscano tra loro e talvolta delle luci le abbagliano h24 per alterare il ciclo sonno/veglia e costringerle a produrre più uova.

L’UE ha chiesto da tempo che questi lager per polli vengano vietati in tutti i paesi, ma al momento in Italia è ancora legale.

Il resto del codice

Dopo il numero iniziale, ci sono due lettere, che indicano il paese della UE di provenienza. Le uova italiane biologiche, per esempio, avranno come cifra iniziale 0IT. Questa cifra corrisponde all’uovo che vi consigliamo di acquistare: biologico e prodotto in Italia.

Infine, le successive tre cifre si riferiscono al comune di provenienza, e le rimanenti indicano l’allevamento.

Altre informazioni utili

Oltre ai codici sull’uovo vero e proprio, ci sono altre informazioni sulla confezione: nome e indirizzo del produttore, peso, numero, giorno di deposizione, data di scadenza (importantissima per valutare se le uova sono fresche), tipo di allevamento.

Riguardo alla freschezza, comunque, c’è un trucco infallibile: immergere l’uovo in un contenitore pieno di acqua fredda salata. Se va a fondo, è fresco, se galleggia meglio buttarlo via.

A proposito: non è vero che mangiare uova fa male e aumenta il colesterolo. Salvo intolleranze o indicazioni mediche differenti, fino a quattro alla settimana le uova fanno bene e non creano alcun problema.

Per le informazioni di questo articolo, ci siamo riferiti al sito Mangioconsapevolmente.it, ricco di informazioni utili, che vi invitiamo a consultare. Ecco il link.

La saga delle uova felici non finisce qui! Non vi basta l’uovo del supermercato, ma volete conoscere personalmente la gallina che lo produce? Appuntamento la prossima settimana per saperne di più!

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