La bellezza di arrivare ultimi

Lisa Jackson ha corso decine di maratone, e spesso è stata proprio lei l’ultimissima a tagliare il traguardo. Pensate che ne sia dispiaciuta? Sbagliatissimo: questa è la sua filosofia di vita!

running smanapp foto

Viviamo in un mondo competitivo. Tutti vogliono primeggiare, vincere a tutti i costi, superare gli altri? Un momento… proprio tutti? Non proprio.

Abbiamo trovato sul sito Runnerworld.com una simpatica notizia di qualche tempo fa che ci offre un altro punto di vista possibile, e abbiamo deciso di farne uno spunto di riflessione.

Correre, sì, ma con calma

Lisa Jackson è una londinese di 50 anni con la passione della corsa. La prima volta che è arrivata ultima in una maratona era il 2012, a South Downs.

Racconta che all’inizio aveva due paure: non riuscire a finire e arrivare ultima. Poi si è resa conto di alcune cose: chi arriva ultimo riceve un grande applauso, proprio come il vincitore, e si stanca molto meno.

Correre più veloce di tutti, secondo lei, è un fattore di stress, che toglie il piacere stesso della corsa e ti isola dagli altri.

Chi va piano… trova tanti amici!

Non  solo: Lisa si è resa conto che il gruppo di coda, nelle maratone, è un posto piacevole, dove si fanno un sacco di incontri interessanti: personaggi che corrono in costumi bizzarri e divertenti, runner scalzi, ottuagenari, gente che lotta contro malattie gravi usando la corsa come modo per tenersi in forma e continuare a combattere. Molti di loro sono diventati suoi amici.

Per Lisa, l’importante è capire cosa davvero vogliamo dalla partecipazione a una maratona. Non tutti devono per forza primeggiare: si può gioire anche di un ultimo posto, quando hai ottenuto il tuo risultato.

Si chiama pensiero laterale: guardare sempre le cose da un punto di vista diverso da quello più comune, e trovare la propria dimensione.

Una semplice lezione di vita

Lisa ha stretto tantissime amicizie, correndo senza l’ansia del risultato, ed è diventata popolare proprio per la sua scelta originale.

Viene da pensare che dovremmo porci la stessa domanda in molti altri aspetti della nostra vita: non è detto che vincere sia sempre la risposta giusta a tutte le domande.

A volte (anzi, spesso) completare un percorso con i propri tempi porta molte più sorprese e soddisfazioni, rispetto alla corsa sfrenata al risultato.

L’esperienza di Lisa Jackson ci regala una bellissima metafora della vita, portandoci a riflettere sulle nostre vere priorità.

Per chi vuole approfondire questa storia, ecco il link alla fonte originale dell’articolo.

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