Sicurezza alimentare: parliamo di nichel

Allergie e intolleranze al nichel sono piuttosto frequenti. Il problema è che questo metallo si trova quasi ovunque, in particolare in molti alimenti. Cosa possiamo fare per assumerne meno possibile?

cibi in scatola smanapp nichel

L’allergia al nichel è molto frequente: quasi tutti conosciamo qualcuno che ne è vittima. Si tratta di un tipo di rischio davvero subdolo, visto che questo elemento si trova praticamente ovunque: cibo, aria, acqua, suolo.

Il nichel è un elemento che si trova letteralmente quasi dappertutto, ed è una delle cause più comuni di allergia al metallo. L’allergia al nichel è un problema cronico e ricorrente che affligge più le donne degli uomini, e può svilupparsi a qualunque età. Una volta che si manifesta, tende a durare per tutta la vita.

Il nichel è presente, in diverse percentuali nella maggior parte dei cibi, che ne sono la maggior fonte per quanto riguarda la diffusione nel corpo umano.

La presenza di nichel può provocare dermatiti in caso di sensibilità all’elemento.

Un’attenta selezione di alimenti con bassa percentuale di nichel può ridurre significativamente la percentuale di assorbimento quotidiana di questa sostanza, diminuendo il rischio del presentarsi dell’intolleranza e portando benefici al paziente.

Eczemi e dermatiti sono tra le maggiori e più comuni manifestazioni di sensibilità al nichel.

Dove si trova il nichel

Stiamo parlando di un elemento che è presente nel suolo, nell’acqua, nell’aria e nell’atmosfera, isolato per la prima volta nel 1751.

Si tratta di un metallo pesante di colore bianco-argenteo assai resistente all’effetto di aria e acqua, che si trova in rocce ignee, da solo o con il ferro, ed è uno dei componenti del centro della terra.

Il nichel è presente anche negli organismi viventi, soprattutto, nelle piante e si trova spesso in lega con altri metalli, soprattutto ferro.

La maggior parte del nichel prodotto viene usato per la manifattura di componenti metallici, che è usata per produrre attrezzature necessarie alla gestione degli alimenti e ai containers. Viene usato anche per gioielleria, parti meccaniche, monete.

Le piante prendono la loro quota di nichel dal suolo. Gli animali la prendono dalle piante. Gli esseri umani, naturalmente, sia dalle piante che dagli animali.

La fonte maggiore di nichel nell’alimentazione proviene maggiormente dai vegetali e dai cibi confezionati, in scatola o precucinati, che durante i processi di lavorazione e conservazione ricevono un rilascio della sostanza dagli strumenti e dai macchinari.

In particolare, cucinare cibi acidi aumenta il rilascio di nichel.

Caratteristiche della sensibilizzazione al nichel

Come abbiamo detto, è più frequente nelle donne, ma coinvolge tutte le età, con una prevalenza in alcuni settori occupazionali, come per esempio i parrucchieri.

Le donne vengono di solito sensibilizzate attraverso contatti non professionali, come per esempio l’abitudine a farsi il buco all’orecchio con normali aghi metallici, o l’uso di gioielleria e bigiotteria contenete questo elemento, mentre i maschi corrono rischi più legati a fattori lavorativi.

In certi casi l’allergia si manifesta ai primi contatti con oggetti contenenti il nichel, in altri casi invece la sensibilizzazione avviene dopo anni di contatto senza conseguenze.

Tra i sintomi, ezema alle mani, dermatiti, rash cutanei, eritemi multiformi, vasculiti, orticaria cronica.

Come diminuire la quantità di nichel nell’organismo

Premesso che questa sostanza si trova ovunque, quindi non può essere del tutto eliminata dalla dieta, una scelta di alimenti attenta può abbassare la concentrazione di nichel e quindi diminuire il rischio di sensibilizzazione. Ecco alcuni consigli in questo senso.

  • Evitare i cibi che hanno in generale un alto contenuto di nichel: cacao, cioccolata, soia, fagioli, noci, mandorle, legumi freschi e secchi.
  • Evitare in generale gli alimenti e le bevande in contenitori metallici di nickel (dalle lattine ai barattoli).
  • In generale nei prodotti di provenienza animale (carne rossa, carne bianca, uova, burro, latte, formaggio) la percentuale di nichel è inferiore, con l’eccezione di alcuni tipi di pesce, tra cui tonno, aringhe, salmone e sgombro.
  • I cereali hanno in generale una bassa percentuale di nichel, come anche i preparati ottenuti da riso, grano etc., come la pasta, i corn flakes, i noodles.
  • Parlando di verdura, la quantità maggiore di questo metallo si trova nei vegetali a foglia larga. Si consiglia di consumare le foglie più “nuove” e giovani, che sono state meno esposte. Patate, cavoli, cetrioli, carote non sono un problema, così come aglio e cipolla.
  • La frutta, il tè e il caffè vanno consumati con moderazione.
  • Evitare l’uso di utensili da cucina con alte quantità di nichel e, soprattutto, non cucinare con tali strumenti cibi acidi, che aiutano il dissociarsi delle particelle metalliche dall’oggetto.
  • Far scorrere qualche secondo l’acqua del rubinetto la mattina prima di usarla per bere o cucinare: una certa quantità di nichel può essere stata rilasciata dal rubinetto durante la notte.

Per approfondimenti e informazioni, qui, qui e qui i link agli articoli (in inglese) che abbiamo usato come fonte.

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