In difesa degli utenti più deboli

Cosa significa essere automobilista responsabile, al giorno d’oggi? Cerchiamo di capirlo insieme.lautomobilista_resp_blog_626x412

 

Come si diventa automobilisti responsabili? Sicuramente rispettare il Codice della Strada è un ottimo inizio, evitando comportamenti che possono portare a rischi per noi stessi e per gli altri, oltre ovviamente a sanzioni di varia gravità.

Ma non basta.

L’automobilista responsabile aggiornato ai tempi deve essere, prima di tutto, interattivo.

In più di un senso.

Il guidatore interattivo

L’interattività con la tecnologica aiuta sempre di più a mantenere una guida attenta. Le auto sono sempre più sicure, i GPS aiutano a orientarsi senza confondersi, gli strumenti elettronici di bordo vanno sempre più nella direzione della maggior sicurezza.

In più, esistono applicazioni che si pongono sempre più il problema della sicurezza stradale.

Per esempio, la nostra SmanApp, che nasce proprio per difendere gli utenti più deboli, come runner, disabili, ciclisti, dal rischio di incidenti, creando un’interazione virtuosa tra le varie categorie della strada.

Ci sono anche varie app (per citarne alcune LifeSaver, Drive First by Sprint e CellControl) concepite per evitare che il cellulare sia fonte di distrazione o utili in caso di sinistro, altre (per esempio Inrix e Trapster) che tra le varie funzioni segnalano ingorghi, incidenti, lavori in corso.

Sono tutti passi che vanno nella giusta direzione e che non possono prescindere da un passo ulteriore, per il quale non basta la tecnologia.

L’empatia ci salverà

Il passo di cui sto parlando è – ne abbiamo già parlato, per esempio qui, qui e qui l’empatia.

Nessun tool tecnologico servirà mai se continuiamo a pensare che il problema non ci riguardi.

A costo di passare da Grilli Parlanti, dobbiamo dirlo: le polemiche via social tra automobilisti, ciclisti e runner rivelano che ognuno ritiene la propria categoria meno colpevole delle altre di comportamenti sbagliati o, nella migliore delle ipotesi, di fronte alle critiche risponde sempre “sì, ma anche…”

Alcuni ciclisti passano col rosso? “Sì, ma anche gli automobilisti lo fanno”

Alcuni runner corrono in gruppo in mezzo alla strada? “Anche i ciclisti stanno in gruppo”

Alcuni guidatori non rispettano gli stop? “Anche i ciclisti li ignorano!”

Evidentemente, così non si va da nessuna parte: intenti a dare le colpe agli altri, scordiamo le nostre, anch’esse parte del problema.

Siamo tutti responsabili… ma qualcuno di più

Non bisogna mai dimenticare, però, che c’è una grandissima differenza tra, da una parte, pedoni, ciclisti, runner e, dall’altra, automobilisti.

Una differenza che aumenta la responsabilità di chi viaggia a quattro ruote: la stragrande maggioranza degli incidenti con danni gravi alle persone vede ciclisti e pedoni nel ruolo di vittime.

Queste categorie sono più fragili, non protette da corazze di lamiera che li possono salvare in caso di urto.

Quello che serve, nel mondo di chi guida l’automobile, è un cambio di percezione che vada al di là del semplice rispetto delle regole, o della paura di sanzioni: c’è bisogno di cambiare il modo con cui guardiamo il mondo al di là del cruscotto.

Non è un mondo “di là”, ostile e irritante: è IL mondo, quello che frequentiamo anche noi quando scendiamo dall’auto e diventiamo pedoni, o magari ciclisti a nostra volta.

Il giusto comportamento è quello di chi alza la testa dal volante e si guarda intorno. Che previene anche gli errori altrui, tenendone conto nel proprio stile di guida (vedi il nostro articolo sulle Defensive Driving Strategies).

Ma, soprattutto, è quello di chi si sente parte di qualcosa.

Ci è stato chiesto, talvolta, da automobilisti, come mai avrebbero dovuto scaricare SmanApp visto che serviva a proteggere soprattutto ciclisti e runner. Il retropensiero era più o meno “A noi che ce ne importa?”

La nostra risposta è semplice: perché non siete soli sulla strada.

Perché se urtate un ciclista o un pedone, lui si può fare molto, molto più male di voi.

Perché se gli fate del male, quel male vi ritornerà addosso a livello psicologico, prima ancora che legale.

Perché, se vogliamo parlare di soldi, gli incidenti gravi pesano su tutti noi anche a livello economico, contribuendo inevitabilmente all’aumento delle polizze assicurative e dei costi del  Fondo di Garanzia Vittime della Strada.

Perché il sorriso che riceviamo da una persona quando la facciamo attraversare ci migliora la giornata. E questo non ha prezzo.

Perché sarebbe bello che la strada diventasse non più una giungla ma una comunità in cui tutti si rispettano, e devono essere necessariamente i “più forti” a cominciare.

Da soli si perde

Non ci piace fare “prediche”, ma dopo aver letto tanti post e commenti in cui le varie categorie della strada sembrano impegnate solo a fare tifo da stadio a favore della propria “squadra”, ci viene spontaneo ricordarlo ancora una volta: da soli si perde sempre.

Fare rete, fare comunità, fa la differenza, in strada come nella vita.

Noi di SmanApp ne siamo profondamente convinti.

Scarica SmanApp

la Prima App Per la Tua Sicurezza Stradale

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