Tecnologia e sicurezza: un emoji ci salverà?

Lo avreste mai creduto? Recenti studi si stanno occupando del possibile ruolo degli emoji per monitorare i terremoti e rendere più efficaci i messaggi di allerta. Sta per nascere il… TerrEmoji!

emoji smanapp

Lo ammetto: scrivere questo articolo mi costa piuttosto caro. Il fatto è che io le faccette, o faccine, o emoticon, ormai di solito definite emoji, non le ho mai amate. Ho sempre pensate che fossero un modo di comunicare insopportabilmente didascalico.

Nella mia visione, non ci doveva essere bisogno di aggiungere una faccetta per far capire che la tua frase era scherzosa, seria, triste o altro. Dipendeva esclusivamente dalla nostra capacità di scrivere.

L’epidemia delle faccette

Ho capito in seguito che tutto questo andava bene (e nemmeno sempre) in contesti “protetti”, tra persone che condividevano codici di comunicazione e linguaggio in modo tale da intuirne sempre la valenza senza bisogno di smile o altri orpelli.

Ma la galassia delle nuova comunicazione richiedeva simboli universali, e in qualche modo gli emoji hanno ricoperto questo ruolo.

Autentici simboli del villaggio globale, sono diventati codici in grado di superare anche le differenze linguistiche, come una sorta di ideogrammi moderni… e hanno finito per dilagare in tutto il mondo.

Pur avendo, alla fine, fatto la pace con le faccette, non mi sarei mai aspettato di dover ammettere che gli emoji potrebbero, in futuro, salvare vite umane.

Un linguaggio universale

La notizia è questa, tratta da una fonte autorevole come la BBC: un gruppo di scienziati sta lavorando per codificare un simbolo universale, un emoji, appunto, che identifichi il terremoto e venga inserito tra le icone standard dei telefoni.

Sembra che questo tipo di simbolo possa essere utilissimo: durante i terremoti pochi secondi possono fare la differenza, e allertare qualcuno usando le parole potrebbe essere una perdita di tempo fatale per chi lo sta inviando.

Non solo: i tempi di reazione di chi riceve un avvertimento “visuale” sono più rapidi rispetto all’arrivo di un messaggio scritto. Questo può essere cruciale per far partire i soccorsi, o per abbandonare una zona a rischio.

Il nuovo simbolo, che potremmo chiamare “TerrEmoji”, servirà anche a dare questa comunicazione con un linguaggio comprensibile a tutti, anche in aree remote o con differenti ceppi linguistici.

Proprio per questa ragione, esistono già emoji che rappresentano vulcani, uragani, cicloni e tsunami, ma il terremoto ancora non c’è: è più difficile da rappresentare in un solo simbolo, data la sua dimensione sotterranea e inevitabilmente meno “visuale”.

I giapponesi, per esempio, usano già l’immagine di un pesce gatto, legata ai terremoti da leggende locali… ma ben poco esportabile altrove.

C’è un altra, ulteriore utilità nell’inventare un emoji universale dei terremoti: aiutare i sismologi a individuare un maggior numero di eventi.

Emoji o Emerji?

Infatti, un simbolo unico usato in tutto il mondo equivarrebbe a rendere ogni telefono un sismometro, in grado di dare dati univoci ovunque: tweets e messaggi sono geolocalizzati, e secondo alcuni scienziati, come ha riferito il Dr. Hicks alla BBC, gli emoticon potrebbero essere registrati più velocemente delle onde sismiche, rendendo i soccorsi più rapidi.

Insomma, già si parla di una nuova famiglia di emoji: gli emerji, emoticon d’emergenza in caso di eventi catastrofici.

Tra gli altri eventi rovinosi presi in considerazione, ci sono le alluvioni e gli incendi, attualmente segnalati tramite combinazioni soggettive (per esempio unendo l’immagine di un fuoco a quella di un albero).

Il problema, in questi casi, è capire quale combinazione verrà usata: per questo è agli studi una codifica mondiale valida per tutti.

Insomma, sembra proprio vero: un emoji ci salverà.

Una bella soddisfazione, per l’erede di quel semplice, arcaico “smile” che tracciavamo sui nostri telefonini negli anni ’90, fatti con due punti, una linea e una parentesi. Vi ricordate? 🙂

PS: il termine “TerrEmoji”, che potrebbe indicare la versione italiana di questo emoji d’emergenza, finora non esisteva: lo abbiamo inventato noi in questo momento, ispirati dal termine inglese, che è “Emoji-Quake”.

Articolo di riferimento tratto da questo articolo ripreso dal sito della BBC.

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