Un’estate speciale: a caccia di borghi abbandonati (parte 1)

Dal Trentino alla Calabria, sono centinaia i borghi abbandonati italiani. Il loro fascino è  romantico, a volte spettrale, sempre in grado di regalare emozioni forti. Scopriamo insieme i più noti.

civita smanapp

L’Italia è ricca di tutto. Non ci sarebbe neppure bisogno di sottolinearlo: dai monumenti storici agli oggetti d’arte, dai paesaggi costieri a quelli montani il nostro paese batte molti record

Tra questi, la presenza del numero maggiore al mondo di piccoli paesi: se ne contano ben 40.000, con la bellezza di 8000 comuni.

Fatalmente, col passaggio da una civiltà eminentemente agricola all’industrializzazione e al desiderio di vivere nelle grandi città, tante di quelle piccole comunità si sono trovate, in tempi più recenti, a spopolarsi.

Se si aggiungono altri fattori, talvolta drammatici, come guerre, epidemie e terremoti, che in Italia non sono certo mancati (come abbiamo detto, l’Italia è ricca di tutto… nel bene e nel male), non stupisce che il nostro paese abbondi di villaggi abbandonati.

Fa piacere vedere che negli ultimi anni si sta assistendo a una sorta di “ritorno alla campagna”, a un rinnovato amore per i prodotti tipici e per la natura.  Quei borghi antichi e desolati ora vengono visti con occhi diversi, se ne apprezza il fascino romantico… e a volte vengono acquistati e trasformati in resort per le vacanze di ricchi stranieri.

Quelli che abbiamo scelto per voi sono ancora lì ad aspettare la loro rivincita… e la vostra visita!

1. Civita di Bagnoregio, Lazio

Siamo in provincia di Viterbo, ma potremmo essere da qualche parte nelle pagine del Signore degli Anelli.

Un lungo e stretto ponte di pietra conduce a un borgo di pietra, abbarbicato a una torre di tufo che pian piano si sbriciola nel mezzo di una valle che spesso si riempie di nebbia.

Ci vivono forse una decina di persone, ma nella bella stagione i turisti si affollano per visitare il medievale, romantico “paese che muore”, destinato a precipitare gradualmente nella valle con la sua bella chiesa di San Donato e la casa di San Bonaventura.

Una bellezza quasi impossibile da descrivere. 

(nella foto)

2. Craco, Basilicata

Vero archetipo del paese fantasma, perfettamente conservato, è stato il set di moltissimi film, tra cui uno 007, la “Passione di Cristo” di Mel Gibson, “Cristo si è fermato a Eboli” e “Basilicata Coast to Coast”.

Case di pietra arroccate sulla collina, piazze e chiese lasciate a corvi ed erbacce, Craco è una meta imperdibile in una vacanza lucana. Da visitare solo con una guida, visto che molti edifici sono pericolanti.

3. Pentedattilo, Calabria

Una parola greca, che significa “cinque dita”. E a cinque dita di una mano somiglia la singolare montagna che sovrasta questa cittadina, posata proprio sul palmo.

La paura di crolli portò gli abitanti del borgo ad andarsene verso la fine del XIX secolo, ricostruendo il paese più a valle.

Pentedattilo rimase lì, in mezzo ai monti d’Aspromonte, ad aspettare una rinascita che solo di recente si è concretizzata nella creazione di “alberghi diffusi”, nella nascita di botteghe artigiane e nell’organizzazione di concerti e mostre d’arte durante la bella stagione.

4. Consonno, Lombardia

Non è stata la natura ma l’uomo a trasformare Consonno in un paese fantasma.

Fino al 1962 il piccolo borgo agricolo era popolato e attivo, fino a quando l’imprenditore edile Mario Bagno lo comprò dalla società immobiliare che possedeva terreni e case dell’intero paese, e lo rase al suolo, lasciando in piedi solo la chiesa, la canonica, un piccolo cimitero e una casa.

La sua idea era trasformare l’area in una specie di mini Las Vegas, e così tirò su una serie di edifici davvero bizzarri: una galleria di negozi in stile arabo con tanto di minareto, una pagoda cinese, un castello medievale, un albergo di lusso e altre amenità del genere.

Ma il progetto fallì prima ancora di iniziare, per colpa di una serie di frane e smottamenti lungo le strade circostanti. Consonno rimase paralizzato in un silenzio sconcertato: ce lo immaginiamo, paese-persona, rimuginare sull’umana stupidità.

Ancora oggi è possibile ammirare l’improbabile accozzaglia di edifici e di stili, coperti di graffiti e in completa rovina, come un Luna Park popolato di fantasmi.

5. Fabbriche di Careggine, Toscana

Forse il più misterioso di tutti, anche perché… non è possibile vederlo.

Fabbriche scomparve tra il 1947 e il 1953 dalle carte geografiche, quando venne costruita la diga che avrebbe fatto nascere il lago di Vagli.

E proprio sotto il lago si trovano ancora le case del borgo, compresa la bella chiesa romanica di San Teodoro.

La celebrità di Fabbriche di Careggine è dovuta al fatto che per quattro volte (1958, 1974, 1983, 1994) l’Enel ha vuotato il lago per ragioni di manutenzione, rivelando al mondo i resti del paese e permettendo a oltre un milione di persone di visitarlo prima che le acque tornassero a coprirlo.

Purtroppo per gli appassionati, dopo il 1994 l’Enel non ha più ritenuto necessario lo svuotamento (immaginiamo grazie al miglioramento delle tecnologie di manutenzione), e Fabbriche di Careggine è rimasta sott’acqua.

Ma non disperiamo di poterlo rivedere: in fondo sarebbe un evento memorabile, e in molti da quelle parti vorrebbero che l’Enel rivelasse ancora una volta al mondo le antiche case.

6. California di Gosaldo, Veneto

Avete presente la corsa all’oro americana? Sì, proprio quella che rese ricco Zio Paperone in Klondike…

Più o meno funzionava così: qualcuno scopriva l’oro nel greto di un fiume, arrivavano torme di cercatori, qualcuno apriva un’osteria, intorno nasceva un villaggio.

Finita la corsa all’oro, i piccoli paesi venivano abbandonati e lasciati a marcire in silenzio.

L’America è piena di queste tipiche Ghost Town in stile western, ma anche l’Italia ne può contare qualcuna.

Per esempio, questo piccolo borgo veneto nato a metà ‘800 dalla scoperta di un giacimento non d’oro ma di mercurio, che s’ispirò fin dal nome alle contemporanee città dello stato americano.

Tutto finì la notte della grande alluvione del 4 novembre 1966 (quella celebre per aver devastato anche Firenze e Venezia) quando la piena colpì il paese, distruggendo tutto.

La natura si riprese lentamente quello che era stato un tempo un fiorente borgo minerario, dominato dal grande albergo ormai in rovina, avvolgendolo per sempre nel suo abbraccio verde… fino a quando i turisti non hanno cominciato a tornare.

Visto che siamo in tempo di vacanze, questa settimana gli articoli di viaggio raddoppiano! Restate con noi: la seconda e ultima parte di questo articolo sarà online sabato 28 luglio.

Quando sei in viaggio, ricordati sempre di attivare SmanApp: riceverai utili segnalazioni della presenza di pericoli, indicenti, gruppi di ciclisti e runner in strada, oltre a poter usufruire della nostra rete di Partner in tutta Italia! Con SmanApp, la sicurezza è a portata di click!

Approfondimenti su: Genteinviaggio.it, Siviaggia.it, Retetoscanacasa, Natifly.

Scarica SmanApp

la Prima App Per la Tua Sicurezza Stradale

Rispondi