Un’estate speciale: a caccia di borghi abbandonati (parte 2)

La seconda parte del nostro viaggio tra i borghi abbandonati d’Italia!

resia smanapp

7. San Pietro Infine, Campania

La storia di questa piccolo paese nel casertano è tra le più tragiche d’Italia.

Fu infatti il teatro di una cruenta battaglia durante la II Guerra Mondiale, e bombardato per ben due settimane nel 1944. Quello che resta degli edifici bombardati è stato il set del film “La Grande Guerra” di Monicelli. Da vedere, per toccare da vicino la triste realtà del conflitto.

Consigliamo la visita guidata per le vie del paese e un passaggio al Museo e al Parco della memoria storica.

8. Galeria Antica, Lazio

Un paese dalla storia antichissima, fondato durante l’Impero Romano ma forse già esistente in epoca etrusca e passato di mano per secoli tra grandi famiglie aristocratiche quali Orsini, Colonna, Caetani e Odescalchi, ospitò addirittura l’imperatore Carlo V.

Si trattava di un borgo quasi inespugnabile, arroccato su uno sperone tufaceo, che però venne spazzato via in poco tempo della malaria all’inizio dell’800.

Ad aumentare il suo fascino, il mistero delle voci di una fuga di massa particolarmente rapida, come se qualcosa di terribilmente repentino fosse successo, e le ricorrenti voci di apparizioni spettrali.

Oggi Galeria, dalle parti di Ostia Nuova, è avvolto da una fitta vegetazione ed è, nonostante il degrado, è certamente uno dei borghi abbandonati più belli della Penisola, tanto da essere dichiarato Monumento Naturale.

9. Toiano, Toscana

Forse il più classico dei paesi fantasma italiani. La perfezione per chi ama le atmosfere malinconiche e decadenti dei luoghi abbandonati.

Si trova tra Palaia e Volterra e il suo stato di conservazione è davvero problematico: necessiterebbe una serie di interventi per fare in modo che le sue case e le sue chiese non si sgretolino del tutto.

C’è solo una piccola speranza: che qualcuno cominci a ripopolarlo piano piano, come è avvenuto in altre circostanze simili per altri borghi. Un primo abitante è arrivato: un sommozzatore toscano amante della vita isolata ha deciso qualche anno fa di trasferirsi proprio qui.

10. Poveglia, Venezia

Quest’isola della Laguna veneta ha una storia molto particolare.

Un tempo florida, colonizzata prima dai romani, poi dai longobardi, alleata di Venezia, ricca e potente, Poveglia cominciò a decadere durante gli scontri tra Venezia e Genova all’epoca delle Repubbliche Marinare: i genovesi la distrussero quasi completamente.

Abbandonata per secoli, fu trasformata nel ‘700 in lazzaretto. Qui venivano accolti i malati di peste e, dopo morti, venivano bruciati o sepolti in grandi fosse comuni.

L’ultima incarnazione di Poveglia non è meno sinistra: nel 1922 diventò un ospedale psichiatrico. Si dice che il direttore facesse esperimenti terribili sui malati di mente e che si sia suicidato gettandosi dalla torre del campanile dell’isola.

Tutto questo ha contribuito alla fama cupa di un luogo che è ormai conosciuto come “l’isola più infestata del mondo”, grazie anche a una puntata della serie televisiva “Ghost Adventures” e al fatto che qui vi sia stato ambientato “Endless Nights”, un celebre fumetto di Neil Gaiman della serie “Sandman”.

Ufficialmente non è possibile accedervi se non con complicate prenotazioni fatte con largo anticipo… ma, come spesso capita, in molti aggirano il divieto facendosi accompagnare da qualche barcaiolo locale, naturalmente a caro prezzo.

Si parla da tempo di progetti di riqualificazione dell’isola, ma al momento tutto è ancora fermo: la maledizione continua?

11. Roghudi, Calabria

Adagiato su uno sperone di roccia, circondato da burroni da ambo i lati, Roghudi se ne sta lì, appeso al cielo, a 600 metri d’altezza. La sua bellezza è anche la ragione del suo abbandono: le case si trovano letteralmente ai bordi del baratro.

Un paese instabile, con edifici pericolanti, che non si ripresero più dalle alluvioni del 1971 e del 1973.

Per dare l’idea della difficile gestione della vita in un borgo del genere, bastano i grandi chiodi incastrati nelle pareti delle case. Vi si collegava una corda, che veniva legata alle caviglie dei bambini più piccoli in modo che non cadesserò giù dal burrone giocando!

12. Curon Vecchia, Trentino

Un antico campanile del XIV secolo spunta del centro di un lago cristallino (nella foto).

Un’immagine che sembra tratta dall’arte di un pittore surrealista, ma che è pura realtà: stiamo parlando del lago di Resia, un bacino artificiale creato in Alto Adige negli anni ’50.

Sotto la superficie limpida di questo specchio d’acqua incastonato tra le montagne si nasconde ciò che resta del paese di Curon Vecchia, sacrificato alla causa dell’energia elettrica.

Un destino simile a Fabbriche di Careggine, ma con una differenza sostanziale: in questo caso possiamo ammirare almeno il campanile, immerso (è proprio il caso di dirlo) in uno scenario da sogno in una delle più belle valli dell’Alto Adige.

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