Meno strade, meno traffico: il paradosso di Herrera

A volte costruire più strade crea più ingorghi, anziché risolverli. Una strana teoria matematica, con cui siamo costretti a fare i conti ogni giorno.lautomobilista_resp_blog_626x412

Il paradosso di Braess è il tentativo di spiegare la situazione che si viene a creare quando delle modifiche al tracciato stradale realizzate per rendere il traffico più scorrevole hanno, in effetti, l’effetto contrario, creando un aumento degli ingorghi.

Dove osano gli ingorghi

A postularlo fu il matematico tedesco Dietrich Braess, che notò un fatto curioso: aggiungendo una strada a un’area di traffico congestionato, il tempo per arrivare da A a B anziché diminuire aumentava.

Il paradosso funziona anche al contrario: misteriosamente, si verificano casi di traffico che migliora proprio quando le strade principali sono chiuse per lavori.

Il paradosso di Braess si ripete anche in altri casi, che riguardano l’elettronica e la biologia. Secondo questa teoria, una struttura che funziona male potrebbe migliorare non aggiungendo o riparando elementi, ma eliminando alcune parti.

Giocare in 10 funziona!

Un’idea molto simile a quella del grande allenatore di calcio Helenio Herrera, che ebbe a dichiarare: “In 10 uomini la nostra squadra gioca meglio che in 11”.

Così, in omaggio agli appassionati di calcio e a tutti quelli che, come me, avevano 4 in matematica, ho deciso di ribattezzare questo principio “paradosso di Herrera”.

Il paradosso è questo: “per ogni punto di una rete stradale, sia dato il numero di auto che partono da quel punto e la loro destinazione.

Considerando queste condizioni, si cerca di stimare la distribuzione dello scorrimento del traffico.

Il fatto che una strada sia preferibile all’altra dipende non solo dalla qualità della strada, ma anche della densità del traffico. 

Se ogni guidatore prende la via che gli sembra più favorevole, i tempi di percorrenza risultanti saranno diminuiti.

L’estensione della rete stradale può causare al contrario una redistribuzione del traffico che ha come risultato tempi di percorrenza individuali più lunghi”.

Insomma, aggiungendo maggiore capacità a un network quando le auto in movimento scelgono spontaneamente la loro strada può in alcuni casi peggiorare il traffico generale.

Alcuni esempi pratici

Questo perché il cambiamento introduce una variabile: nell’equilibrio precedente i guidatori non hanno motivo di cambiare strada, mentre in questo caso vorranno tentare di migliorare i propri tempi di percorrenza facendo scelte differenti.

In questo paradosso, l’equilibrio si altera e i guidatori continueranno a cambiare fino a raggiungerlo nuovamente, anche a dispetto del risultato generale.

Ci sono molti esempi di questa teoria: a Seoul, in Corea del Sud, il traffico intorno alla città migliorò dopo l’eliminazione di un’autostrada.

A Stoccarda, dopo un investimento per aumentare la rete stradale, il traffico peggiorò tanto da spingere i responsabili a chiudere al traffico le nuove strade appena realizzate.

A New York, nel 2009, la chiusura della Broadway a Times Square ed Herald Square rese il traffico dell’area più fluido.

Nel 2012 e nel 2015 a Rouen e Varsavia, venne chiuso un ponte a causa di un incidente. Questo portò a una diminuzione del traffico generale nelle altre strade.

Pensiamo laterale!

Il paradosso può essere applicato anche nello sport, come suggerisce l’affermazione di Herrera, e in biologia.

Perché parlo di questa teoria? Perché fa comprendere bene che, prima di tutto, non sempre la crescita è un valore positivo. Non è detto che “più” sia sempre meglio di “meno”, come i teorici del progresso a tutti i costi vogliono far credere.

Inoltre, è un incentivo all’eliminazione del fenomeno del rat running e all’attivazione delle Zone 30, che vanno nella direzione di una diminuzione generale del traffico nelle aree residenziali. Chi le contesta dice che gli ingorghi si sposterebbero nelle aree limitrofe, mentre il paradosso di Braess (o di Herrera, come piace a me…) dice il contrario.

L’altra ragione è più, diciamo così, filosofica: spesso l’idea che appare più diretta e logica non lo è affatto. Questo paradosso stimola il pensiero laterale e apre nuove prospettive non solo alla viabilità ma al pensiero quotidiano in generale!

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