Trekking urbano: pro e contro

Abbiamo trovato un’interessante riflessione sul trekking urbano e abbiamo deciso di condividerla con i nostri lettori, traducendola (piuttosto liberamente) in italiano. Buona lettura!

urban trekking smanapp

“Nel 2007 ebbi un assaggio di trekking urbano percorrendo i bassifondi di Calcutta.

Per molti questo non è il miglior scenario possibile per una trekking vacanziero, e in effetti avrei potuto essere uccisa molte volte in varie e differenti maniere.

Auto, moto e taxi erano una minaccia costante. Varie forme di inquinamento probabilmente hanno ridotto la mia aspettativa di vita e grossi cani aggressivi mi hanno creato più di un problema.

Senza parlare delle buche in strada, tra cui una non segnalata e dotata di spunzoni di cemento, in cui ho rischiato di precipitare.

Ovviamente non sono morta, altrimenti non starei scrivendo.

Anzi, ben lontana dal sentirmi traumatizzata, nel raggiungere la mia destinazione (lo Zoo di Alipure) ho provato una soddisfazione simile a quella provata da chi conquista una cima montana o percorre per primo una giungla selvaggia.

Tornata in albergo, mi sono ritrovata a pensare al significato di questo nuovo termine, “trekking urbano”.

Cos’è il trekking urbano?

“Una parola che porta la maggior parte delle persone sane di mente a guardare in modo strano chi lo pratica.

Perché mai dovrei vagare in un posto affollato, costruito dall’uomo in modo scriteriato, francamente brutto e spesso pericoloso quando potrei esplorare le meraviglie della natura in tutta tranquillità e solitudine? Cos’è questo benedetto trekking urbano?

Ci sono varie definizioni del termine: per l’Area Council di Potomac, a Washington, DC, il trekking urbano è un programma educativo che serve ad aiutare i ragazzi disfunzionali a trovare la propria strada nelle città americane.

Una rapida ricerca su Google rivela invece che la parola è stata saccheggiata da molti tour operator, che chiamano così, per esempio, delle comode passeggiate nel centro di città eleganti come Firenze e Pisa.

Se posso concordare sul fatto che questo tipo di attività sia invero piacevole, non sono del tutto certa che andare a passeggio nei posti più chic d’Italia possa essere classificato come trekking.

Al contrario, ho trovato una definizione che mi convince di più su un libro scritto da un trekker urbano: “un percorso a piedi attraverso un ambiente urbano che prevede alcuni elementi di difficoltà fisica e/o di rischio e offre un nuovo e sorprendente sguardo su una città”.

La città: il posto dove tutto accade

“Molti trekker sono persone d’animo romantico che ritengono la natura il luogo da esplorare più adatto alla propria visione vitale e al proprio rinnovamento spirituale e fisico.

Altri invece credono che sia la città a offrire le sfide maggiori, le più grandi lezioni e le migliori ricompense all’esploratore.

Secondo Mike Davis, autore di “Planet of Slums”, per la prima volta nella storia ci sono più persone nel mondo che vivono nelle città piuttosto che nelle campagne.

Che ci piaccia o no, la città è il nuovo luogo “inesplorato” da scoprire.

Le città sono i posti dove succedono le cose più interessanti e dove ci sono più cose da vedere per metro quadro. Possono essere pericolose, avventurose, stimolanti.

Infine, le città sono i luoghi dove si decide il futuro del pianeta”.

Urban trekking e libertà

“C’è anche una dimensione politica nel trekking urbano.

Il filosofo e “psicogeografo” francese Guy Debord vedeva il vagare senza meta per le strade di Parigi nel 1960 un modo per combattere la natura oppressiva e i confini ben definiti della città moderna.

Lo scrittore Will Self aggiornò questo concetto così: “il flaneur contemporaneo è, per natura e inclinazione, una forza democratica che cerca uguaglianza e libertà di movimento, cancellando il controllo e la divisione.

Insomma, il diritto di vagare senza meta è rivoluzionario“.

Le insidie del trekking urbano

“Passiamo ora ai pericoli. Certo, è vero che ci sono rischi reali nel trekking urbano.

Ben ricordo un delizioso sentiero in India, tra gli alberi di palma, vivaci “suk” e profumo d’acqua di rose, del tutto rovinati da una pesante avance di tipo sessuale, evitata con un rapido scarto e un passo di corsa che mi ha permesso di continuare a esercitare la mia libertà di flaneur.

Mi rendo conto che non tutte o tutti i trekker se la cavano così facilmente come è capitato a me: il rischio esiste, specialmente per le donne, e camminare in certe strade a determinate ore può essere un problema serio in ogni città del mondo.

Va però detto anche che se gli assalti alle turiste in strada prendono le prime pagine dei giornali, la maggior parte delle aggressioni avvengono all’interno degli hotel.

Dico questo non per sostenere che l’urban trekking sia meno pericoloso rispetto a starsene in albergo, ma solo per ricordare che ogni viaggiatrice deve prendere le sue precauzioni in ogni contesto”.

Toccare con mano la città

“Alla fine la mia esperienza a Calcutta non mi ha ucciso: anzi, mi ha reso più forte e più saggia.

Mi ha creato una maggiore vicinanza e un rapporto personale con la città, facendomi capire molte cose sulla cultura e sulla società indiana. Cose che non avrei certo imparato da un documentario in tv.

Certo, non smetterò di scegliere la natura, e continuerò a fare trekking specialmente in montagna e in campagna, ma consiglio a tutti, la prossima volta che siete in una città, di esplorare la giungla metropolitana a piedi e di uscire dalle zone più turistiche, se volete “toccare con mano” il luogo che avete scelto per la vostra vacanza!”

Questo articolo è la libera traduzione e rielaborazione di un testo in inglese che trovate a questo link.

Se decidi di cimentarti nel trekking urbano, ricorda sempre di attivare SmanApp, in modo da segnalare la tua presenza in strada, magari proprio dietro una curva, agli automobilisti, diminuendo così il rischio di incidenti.

Non solo, in caso di pericoli o cadute potrai utilizzare il tasto SOS, inviando in tempo reale una richiesta d’aiuto geolocalizzata a un numero di tua fiducia. Con SmanApp, la sicurezza in strada è a portata di click!

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