Walking Sport: il divertimento non ha età

Divertirsi in compagnia, organizzare tornei, giocare a basket e a calcio e tenersi in forma anche se non sei sportivo o sei over 45. Il trucco? Cammina, non correre!

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Nata nel 2011 in Inghilterra, ormai sulle Isole Britanniche la diffusione dei Walking Sports è una vera epidemia.

Spuntano ovunque nuove squadre, nuove discipline da rendere “walking”, siti internet e tornei, associazioni e campionati nazionali.

Di cosa si tratta? L’idea iniziale è semplice quanto geniale: regalare il piacere di uno sport di squadra anche a chi è meno atletico, a chi ha qualche problema fisico, a chi è arrivato alla mezza età.

La risposta è stata altrettanto efficace nella sua linearità: si è capito che era sufficiente eliminare l’alto impatto fisico e abbassare il livello di forma richiesto per le versioni classiche di questi sport.

Ma come? Facile: la soluzione stava in una sola parola, semplicissima… camminare, non correre!

Divertirsi… con lentezza!

La maggior parte degli sport di squadra in versione “walking” possono mantenere senza grossi problemi le stesse regole dei loro “cugini” maggiori, eliminando semplicemente la corsa e inserendo una sola regola in più: almeno un piede deve toccare sempre terra.

Naturalmente sono previste ammonizioni e penalità per chi corre anziché camminare, in modo da non costringere mai ad alzare il ritmo della partita.

Il risultato è uno sport democratico, per tutti, aperto sia a uomini che a donne che possono giocare insieme, l’uno a fianco all’altro, aperto anche a chi ha qualche problema motorio o di salute e in grado di dare tutti i benefici di un’attività fisica moderata in un contesto di socialità.

Si perde peso, ci si diverte, si conoscono appassionati e si creano amicizie, il tutto senza troppa fatica. Che altro chiedere di più?

Basket e Netball

Interessante che tra gli sport previsti ci siano il basket e il suo “parente prossimo” dei paesi del Commonwealth, il netball: due attività in cui sarebbe previsto il salto.

In questo caso, naturalmente, non ci si può staccare da terra, quindi più che il gesto fisico conteranno la mira, il controllo di palla, il gioco di squadra.

Ci sono altre piccole variazioni, come per esempio il tempo di tiro dal momento del possesso di palla (30 secondi per i walkers, 24 per il basket standard), ma in genere le regole restano molto simili all’originale.

Il calcio per tutti

Per quanto riguarda il calcio, le varianti sono di più: naturalmente si può ancora passare, dribblare, segnare, ma non esistono più entrate a gamba tesa, tackle scivolati e alcune regole come il fuorigioco.

Il walking football (in Italia “calcio camminato”) ha una percentuale di contatto fisico molto minore e soprattutto molto meno violento, si gioca in cinque o sei per squadra, in un campo più piccolo e con porte anch’esse un po’ più basse e strette.

La parte forse più “dolorosa” per gli appassionati è però un’altra: non si può giocare a palla alta, cioè con lanci oltre la vita, in modo da evitare il rischio di una pallonata in faccia e sul petto a chi magari ha problemi fisici.

Si perde molto, certo (niente più cross, pallonetti e gol di testa, per esempio), ma si guadagna in sicurezza e salute.

Consigliata per gli over 45, che lo trovano un bel modo per riscoprire uno sport amatissimo ma difficile da gestire quando arrivano i primi acciacchi dell’età.

La versione “walking” del calcio è un’alternativa forse un po’ meno testosteronica ma certo meno rischiosa della classica partita di calcetto tra quarantenni che spesso finisce tristemente con un bilancio di guerra per tendini, rotule e malleoli.

In più, questa sorta di “calcio al rallentatore” lascia più tempo per pensare, e quindi ben si presta a tattiche e strategie di gioco intelligenti e a un grande lavoro di squadra, più che a iniziative soliste.

E in Italia?

La pratica degli “sport camminati” da queste parti ancora va… al rallentatore, ma ha colpito già l’immaginazione di molti.

Nel 2016 si è organizzato il primo torneo europeo proprio nel nostro Paese, a Lignano Sabbiadoro, che ha visto partecipare… otto squadre inglesi e una di Bologna, grazie alla Uisp locale.

Intanto molte altre regioni italiane si stanno unendo a quest’idea che promette di riattivare il piacere del gioco in squadra anche per chi non è più (o non è mai stato) particolarmente atletico.

Nel 2018, a giugno, si è giocato a Pesaro il primo Campionato Nazionale di calcio camminato: qualcosa, è il caso di dirlo, lentamente si sta muovendo.

Fonte di riferimento e link per approfondire:

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