I 5 cibi più pericolosi del mondo

Amate il rischio anche a tavola? Ecco cinque alimenti decisamente “estremi” che metteranno a dura prova la vostra voglia di sperimentare in cucina!

dangerous food

La cucina internazionale offre meravigliose sorprese a chi la sa apprezzare. Su questo non c’è alcun dubbio.

Ma non tutto è sempre così piacevole: ci sono alcune ricette che rischiano di mettere seriamente a repentaglio la salute dell’incauto avventore.

Ecco i 5 piatti più pericolosi del mondo: meglio conoscerli bene, in modo da poter decidere consapevolmente se evitarli o… affrontare il rischio!

1. Pesce palla

Il pesce palla, in giapponese “fugu”, è piuttosto famoso. Protagonista anche di una memorabile puntata dei Simpson, deve la sua discutibile notorietà a un semplice fatto: se non viene preparato nel modo giusto, uccide.

Una parte delle sue carni contiene un veleno mortale, ed esistono cuochi specializzati nella sua preparazione che sanno esattamente cosa togliere e come per non sterminare la clientela. Però, si sa, errare è umano

La parte più inquietante è che la carne del Fugu ha un sapore (così dicono) del tutto insignificante. Nonostante ciò, sono in tanti a voler provare l’ebbrezza di questa sorta di roulette russa culinaria. Contenti loro…

2. Sannakji

Minaccioso piatto coreano che parte da un presupposto alquanto sinistro: i tentacoli dei polpi sono in grado di mantenere la loro capacità di movimento anche dopo essere stati staccati dal corpo, almeno per un po’, più o meno come la coda delle lucertole.

Il Sannakji è un piatto di tentacoli crudi conditi con salsa di soia oppure olio di sesamo e… serviti ancora in movimento.

Un piatto che si agita mentre lo mangi è qualcosa che già mi riempie di brividi, ma la parte migliore non è ancora arrivata: talvolta il tentacolo è ancora in grado di attaccare le sue ventose alla gola dello sfortunato commensale… da dentro.

Ancora peggio, in alcuni casi i tentacoli si sono spostati all’interno dell’organismo, cercando di scappare e procurando danni irreversibili: si parla di circa sei decessi l’anno a causa di questo manicaretto pensato da menti perverse.

Anche in questo caso sembra che parte del fascino del piatto sia la percentuale di rischio che comporta, e anche in questo caso la grande domanda resta la solita: perché?

3. Lutefisk

Orrido piatto scandinavo consistente in carne di baccalà marinato per giorni nella soda caustica.

Sì, avete capito benissimo: soda caustica.

Fortunatamente, dopo questa procedura, si passa a un’immersione in acqua fredda che dura dai quattro ai sei giorni, per eliminare la sostanza, o almeno la maggior parte.

Le raccomandazioni dello chef prevedono di pulire immediatamente piatti, padelle e qualunque cosa abbia toccato questa ributtante leccornia, altrimenti l’odore rimarrà per sempre.

Inoltre si richiede di non usare mai posate d’argento, visto che il lutefisk le corroderebbe in maniera irreparabile. Pensate a quanto fa bene al vostro apparato digerente

Se soffrite di ulcere o problemi gastrointestinali, mangiarlo può portare a conseguenze anche molto gravi.

Se non ne soffrite, probabilmente comincerete a soffrirne subito dopo.

Il lutefisk è tuttora golosamente consumato in varie parti della Scandinavia, per motivi che francamente non riusciamo a concepire.

4. Cocktail di gamberi Sant’Elmo

Adorate senape e rafano? Siete tra coloro che sostengono di non avere limiti all’assunzione di Wasabi, un po’ come Jean Reno nel film omonimo?

L’indirizzo da non perdere è la Steak House Sant’Elmo, nello stato americano dell’Indiana, e la ricetta proposta è un cocktail di gamberi cucinato in una quantità abnorme di olio di senape.

Dimenticatevi la classica mostarda: l’olio di senape, ricavato dai semi dell’omonima pianta, è un olio essenziale iperconcentrato cinque volte più mortale dell’arsenico a parità di massa.

In piccole quantità viene usato in cucina e ha anche svariate proprietà benefiche, ma si sa, c’è chi ama sperimentare

Per questo, un piccolo ristorante dell’Indiana ha inventato un piatto nato appositamente per avvicinarsi alla quantità massima che un essere umano può sopportare: un cocktail di gamberi, appunto, cucinato in nove chili di olio di senape addizionato con rafano, tanto per non farsi mancare niente.

Chi l’ha provato ha definito la sensazione provata come simile all’elettroshock.

Il ristorante prepara questo piatto “estremo” ormai dal 1902, con ingredienti sani e genuini, ed è ormai una leggenda tra chi ama le emozioni forti in cucina.

5. Carolina Reaper

Pensavate forse che il classico Habanero fosse al top  tra i peperoncini più piccanti del mondo? Sbagliato. C’è di peggio, molto di peggio.

L’olio di senape di cui parlavamo poc’anzi è tre volte meno potente della sostanza chimica che rende piccanti i peperoncini: la capsicina.

Si tratta della sostanza chimica potenzialmente più pericolosa tra quelle usate in cucina: meno di 4 grammi di capsicina pura sono sufficienti per uccidere un uomo adulto.

Naturalmente la maggior parte dei peperoncini che usiamo normalmente e con estremo gusto non si avvicinano neppure lontanamente a questi quantitativi e, anzi, sono alimenti salutari e ottimi per la circolazione e per il cuore.

Esistono però alcuni peperoncini coltivati con tecniche speciali per aumentarne all’estremo la piccantezza.

Nomi come Naga Jolokia (che significa Peperoncino Re Cobra), Trinidad Scorpion, Napa Viper e soprattutto Carolina Reaper (in cui la parola Reaper, che significa “mietitore”, non si riferisce chiaramente al grano…) risuonano di sinistro fascino nel cuore degli appassionati.

Si tratta di peperoncini che, se ingeriti, hanno un effetto decisamente deflagrante sull’organismo, portando a svariati ricoveri in ospedale, pur non avendo, almeno per quanto ne sappiamo, fatto vere e proprie vittime.

Non a caso i loro nomi sono tutte cordiali variazioni sul tema “morte e veleni” e alcuni governi pensano già di usarli come armi.

Il Carolina Reaper è attualmente ritenuto il peperoncino più potente del mondo e va toccato solo usando i guanti, in quanto irritante al solo contatto: immaginatevi cosa può fare quando viene ingerito.

Se volete avere un’idea dell’effetto che questo peperoncino può avere su coloro che decidono di sfidarlo, basta digitare su Google “Carolina Reaper” e cercare qualche video di vari zuzzurelloni che hanno deciso di filmarsi mentre se ne mangiano uno intero.

Sono molto istruttivi riguardo agli effetti di questa spezia micidiale… oltre a presentare un’interessante panoramica sulla capacità umana di farsi del male in maniera creativa.

Una capacità che non smette mai di stupirci.

Fonte di riferimento: Listverse.com

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