Sogno di un mattino di fine agosto

Un ricordo di quei giorni magnifici in cui la città era tutta per noi. Un tempo che è finito da soli due giorni, ma che sembra già così lontano…

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C’era una volta il mese d’agosto.

C’è ancora, a dir la verità, anche se solo per un giorno… ma in realtà non esiste già più.

In quel mese fatato, guidare in città era una delizia.

I grandi viali deserti spingevano quasi a fermarsi proprio nel mezzo e mettersi a leggere un giornale…

Un po’ di musica e di aria condizionata, e la guida urbana diventava un piacere raro, senza sentire il caldo, lo stress e la fatica.

Niente urla e grugniti di rabbia, niente manovre azzardate e stop ignorati, niente pedoni che attraversano a caso, né guidatori stressati pronti a tagliarti la strada all’ultimo momento.

Niente tubi di scappamento, né rumore.

La città d’agosto si può respirare, sentendosi quasi in alta montagna.

La città d’agosto si può annusare, e se c’è un po’ di vento si sente addirittura il mare.

La città d’agosto si può ascoltare, nei suoi rumori operosi, non più cancellati dal rombo nervoso di migliaia di auto.

Per fare percorsi che in generale fanno perdere almeno tre quarti d’ora, ci metti dieci minuti: va a finire che arrivi a tutti gli appuntamenti in anticipo, tanto sei abituato a calcolare il traffico.

E poi… la città d’agosto torna tua.

Non devi più dividerla con tanta, troppa gente.

Siete in pochi, e vi sorridete con la complicità di carbonari, di custodi di un sapere dimenticato, di un’arte perduta: l’arte di vivere la città d’estate.

Ma questo è il passato. Era ieri.

Oggi è un altro giorno.

Tutto è tornato normale, se normale può ritenersi il clacson come colonna sonora costante, il finestrino chiuso per non far entrare il monossido di carbonio, le code infinite per superare il più banale dei semafori.

Sarebbe bello, se la normalità fosse quella appena terminata, e l’eccezione tutto il resto… ma purtroppo è solo un sogno.

Per parafrasare Shakespeare, il sogno di una mattina di fine agosto.

Hai mai provato una fitta di nostalgia per qualcosa che c’era fino a ieri?

La città d’agosto mi manca già, ed è passato solo il primo dei tanti giorni che mi separano dalla prossima volta che potrai percorrere le immense strade deserte come se fossero, in qualche modo, mie.

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