In difesa dei vigili urbani

Categoria bistrattata e spesso contestata, i vigili sono i custodi della sicurezza sulla strada. Al netto di eventuali abusi di potere, vanno percepiti e vissuti come alleati, non come nemici.

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Le cronache riportano spesso episodi di intolleranza verso il corpo dei vigili urbani.

Basta vedere un po’ di titoli, presi “scuotendo l’albero” della rete, per farsi un’idea.

“Agguato premeditato contro i vigili urbani”, “Pensionato inveisce contro i vigili e strappa la multa”, “Messaggi su Facebook contro i vigili”, “Tempesta social contro i vigili urbani”, “Lancio di pietre contro la camionetta dei vigili”, “Italiani contro i vigili, il solito film”, “Abusivo contro i vigili con una spranga”, “Spari contro i vigili”.

Da Torino a Palermo, da Roma a Firenze, la categoria dei vigili urbani sembra destinata a fare costantemente da bersaglio alla rabbia dei cittadini.

Perché? Cerchiamo di capirlo.

Il peso della divisa

Io non sono tra coloro che ritengono sbagliato a prescindere contestare l’operato delle forze dell’ordine, anzi.

Là dove esistono abusi da parte di chi porta una divisa, non ci deve essere nessuna impunità.

Polizia, carabinieri e vigili urbani devono onorarla dando sempre il buon esempio, in ogni circostanza, e non è ammissibile che qualcuno abusi del potere ricevuto dallo Stato solo perché ha un ruolo che glielo permette.

Le mele marce esistono, e vanno denunciate. Il cittadino di fronte a un sopruso ha il dovere di segnalarlo, possibilmente non su un social network ma alle autorità preposte e ai diretti superiori di chi si rende colpevole di comportamenti scorretti.

Ma. C’è un “ma” grosso come una casa.

Il vigile non è tuo nemico

Noi italiani, in media, abbiamo la tendenza a indignarci per le violazioni compiute dagli altri, ma diventiamo improvvisamente assai più tolleranti e lassisti quando la violazione è opera nostra.

Non stupisce che alcune delle categorie professionali più contestate siano sicuramente vigili, controllori e chiunque abbia il potere di sanzionare un comportamento scorretto da parte del cittadino.

Quello che mi piacerebbe comunicare con questo post è semplice: non solo il vigile non è un “nemico”, come scrivevo tempo fa in un altro post di questo blog ).

Il vigile è, e deve essere, il migliore alleato di chi (come SmanApp) combatte per la sicurezza stradale, sanzionando i comportamenti rischiosi per la nostra e l’altrui sicurezza.

Una multa può salvare la vita

Una contravvenzione per un semaforo o uno stop bucato, un casco non indossato, una cintura dimenticata, un mezzo di trasporto inquinante, un carico non ben assicurato sul cassone di un camion non è un’ingiustizia o un fatto personale, è un’azione sacrosanta di prevenzione che può evitare un incidente.

Quella multa che ti ha tanto infastidito, chissà, magari ha salvato la vita di qualcuno… o proprio la tua.

In Italia, per una serie di fattori pseudo-culturali difficili da sradicare, chi rappresenta l’autorità spesso (e a volte, purtroppo, con ragione) viene visto con diffidenza, mentre chi “fa il furbo” è percepito con ammirazione.

Nella maggior parte dei paesi europei questo atteggiamento è semplicemente incomprensibile: si fanno educatamente le code, si pagano i biglietti dei mezzi pubblici e si seguono le regole della circolazione stradale, per esempio fermandosi sempre all’altezza delle strisce pedonali.

Non sono comportamenti da seguire solo “per non prendere una multa”, ma per un altro motivo, ben più valido: perché tutta la comunità ne trarrà giovamento e si sentirà più sicura e protetta.

Ambasciatore non porta pena

Un’ultima cosa: i vigili non decidono le leggi, sono solo tenuti a farle rispettare. Del resto, qualcuno deve pur farlo.

Prendersela con loro ha ben poco senso: per evitare multe e sanzioni è sufficiente seguire il Codice della Strada sempre, e non solo quando credi di poter essere visto da qualcuno.

Certo, è possibile che certe norme siano sbagliate o insensate: in questi casi, più che sacramentare contro il latore della contravvenzioni, è preferibile adoperarsi per cercare di cambiare la legge, magari organizzando iniziative, raccogliendo firme, presentando petizioni.

Se un postino vi porta una bolletta da pagare secondo voi eccessiva, cosa fate? Insultate il postino o contattate l’ente per contestare l’importo?

Ecco, con i vigili è un po’ la stessa cosa… che si può riassumere nel vecchio detto “ambasciator non porta pena”.

Sempre che, come abbiamo detto all’inizio, non si sia in presenza di un abuso d’autorità. Ma anche in tal caso, piuttosto che lanciare inutili improperi (o peggio, pietre…), la via maestra è la denuncia del colpevole e la segnalazione del suo comportamento a chi di dovere: enti preposti, superiori diretti, eventualmente anche campagne a mezzo stampa.

Riuscire a essere un “paese normale” passa anche da questi piccoli, ma importantissimi cambiamenti.

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