Auto immaginarie: la nostra top 10

Ogni appassionato di macchine ha una sua personale passione per una o più auto viste in film, cartoni animati, fumetti. Ecco le nostre… le tue quali sono?

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10. La Dune Buggy di Bud Spencer

Rigorosamente “Rossa, con la cappottina gialla”è l’oggetto del desiderio di un memorabile film di Bud Spencer e Terence Hill, “Altrimenti ci arrabbiamo”.

Un cult di quando ero bambino: la volevamo tutti, quella Dune Buggy. Per farcene cosa, mai capito.

Pare che funzioni bene solo in spiaggia, tra l’altro. Ma ancora oggi quando ne vedo una mi vengono gli occhi a forma di fanale.

9. Benny

Il taxi parlante ed esagitato che aiuta gli eroi del capolavoro anni ’80 “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”.

Memorabile la sua espressione quando la fascinosa Jessica Rabbit si accomoda a bordo.

8. Herbie, Il “Maggiolino tutto matto”

Il numero 53, le strisce da corsa e la capacità di pensare con la propria testa lo distinguevano dagli altri modelli simili.

Un altro gioiellino della nostra infanzia, un film degli anni ’60 che è stato riproposto in tutte le salse in tv.

La parabola della macchinuccia rotondetta e innocua che riesce a sbaragliare i bolidi più aggressivi mi è sempre piaciuta. (Nella foto)

7. La Dodge Monaco dei Blues Brothers 

Il divertentissimo film di John Landis porta all’assurdo i classici inseguimenti dei film d’azione americano.

Tallonati da tutti, dalla polizia alle band country fino ai nazisti dell’Illinois, i fratelli Blues possono contare fino alla fine su quest’auto leggendaria.

Nel nome del blues, ricordando il grande John Belushi.

6. Supercar.

Familiarmente detta Kitt, è la vera protagonista di una serie memorabile.

Nota per fare anche la pizza e il caffè, è servizievole, ironica e sempre in grado di salvare all’ultimo istante il belloccio che crede (illuso!) di essere l’eroe del telefilm.

Kitt, una strepitosa Pontiac Firebird nera del 1982, è ancora uno dei miei sogni più sfrenati.

5. Le macchine di “Wacky Races”

Altra memoria d’infanzia. Avevo una cotta per Penelope Pitstop ma non mi sarei mai seduto a bordo del suo “Vezzoso Coupé”, troppo rosa e baloccoso.

Molto meglio il “Diabolico Coupé” in stile famiglia Addams, per dirne uno. Ma erano tutte coloratissime e completamente folli.

I partecipanti gareggiavano senza alcuna regola uno contro l’altro, grazie alla grande fortuna dei cartoni animati: nessuno si faceva mai male.

4. Il Maggiolone di Dylan Dog.

Guidatore lento e poco a suo agio nella modernità, l’antieroe per eccellenza, l’Indagatore dell’Incubo Dylan Dog sceglie giustamente un Maggiolone Volkswagen bianco, con il tettuccio nero.

Memorabili i guasti notturni che creano permanenze forzate in spettrali villaggi inglesi, celeberrima la targa personalizzata, “DYD 666”.

3. L’auto dei Flinstones

Tutto in legno e pietra, destinata a portare in giro i simpatici Fred, Barney e le loro famiglie sulle strade di una buffa e stralunata preistoria, questo bolide paleolitico non prevedeva cambio né freno, solo le muscolose gambe del capofamiglia. La parola d’ordine? Iabadabadù!

2. Christine. 

Dopo tante auto rassicuranti, una dal carattere molto discutibile.

Una magnifica Plymouth Fury del’57, rossa fiammante è la protagonista dell’inquietante “Christine, la macchina infernale”, tratto da un romanzo di Stephen King.

Oltre alle sue pessime intenzioni verso l’umanità, è nota per la sua passione per il rock’n’roll anni ’50, di cui impone l’ascolto ai suoi sfortunati passeggeri.

1. La 313.

Per me sarà per sempre la migliore. Sulle curve delle dolci colline dell’immaginario Calisota o nel traffico tentacolare di Paperopoli, la 313 rossa e blu di Paperino è sempre protagonista.

In grado di sfidare la fisica, la meccanica e il senso del ridicolo, soprattutto grazie a Qui, Quo e Qua, incongruamente inseriti dalla vita in giù dentro il bagagliaio.

Il papero più amato dell’universo resta a piedi una storia su due grazie a questo scalcagnato trabiccolo, e sogna a occhi aperti auto lussuose e velocissime, ma alla fine ritorna sempre dalla sua vecchia compagna di tante avventure.

Cosa hanno in comune tutte queste auto?

Con la lodevole eccezione di Christine, che ha in effetti un caratteraccio (ma le vogliamo bene lo stesso), sono tutte automobili cordiali, che cercano di migliorare la vita del loro guidatore-padrone.

Sono auto non particolarmente aggressive, sempre buffe o divertenti.

Il mondo delle quattro ruote dovrebbe essere così: qualcosa di colorato, responsabile, non arrogante.

Un mondo in cui gli automobilisti non siano in guerra con tutti ma, al contrario, sappiano collaborare con gli altri utenti della strada, runner, ciclisti, disabili. Perché la sicurezza di uno è la sicurezza di tutti.

Ci piace pensare che SmanApp possa essere un passo proprio in questa direzione. Sarà un’app a mettere d’accordo il troppo spesso litigioso popolo della strada? Chi lo sa…

Sicuramente è utilissima per diminuire il rischio di incidenti e avere sempre sotto controllo la situazione. Tra l’altro è gratuita. Giustamente, perché la sicurezza non ha prezzo.

PS: magari i più attenti se ne saranno già accorti: questo articolo è praticamente uguale a uno dell’anno scorso… ma abbiamo avuto voglia di riproporlo ai nuovi lettori, con qualche piccolissima modifica.

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