Pistola al peperoncino: sì o no?

Gli apparecchi di difesa personale sono un articolo sempre più richiesto e un business in crescente ascesa. Ma siamo davvero sicuri che sia la strada giusta per vivere più sicuri?

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Abbiamo deciso di affrontare questo argomento, davvero molto delicato, perché da sempre il tema “sicurezza” è centrale per SmanApp.

Per fare un esempio, il nostro tasto SOS , utile anche in caso di malore o infortunio, è nato proprio per dare un aiuto in più alle donne runner, che possono trovarsi più facilmente a rischio aggressione.

Più pistole per tutti?

In questi giorni un noto quotidiano italiano ha deciso di offrire a chi acquista una copia un gadget molto particolare, a prezzo scontatissimo. Si tratta di una pistola al peperoncino antiaggressione.

L’oggetto in sé è lungo dieci centimentri e peso un etto e qualcosa, e contiene un liquido al peperoncino di Cayenna che viene lanciato a una velocità di 180 chilometri orari.

L’effetto è immediato, e, a differenza dei classici spray, il getto non viene deviato dal vento ed è molto più potente ed efficace.

L’aggressore viene messo fuori gioco per almeno trenta secondi, sufficienti per fuggire e cercare soccorso.

L’uovo di Colombo… o no?

Legalmente in vendita da tempo l’aggeggino viene in generale comprato da uomini per regalarlo a mogli e figlie, ma anche da negozianti, viaggiatori, uomini d’affari.

Ne esistono versioni fashion (magari con cristalli Swaroskij) da usare come idea-regalo, versioni da borsetta, da cintura, professionali, amatoriali…

Milioni di cittadine e cittadini in Germania, Francia e Spagna sono dotati di spray o pistola al peperoncino, e altri milioni ci stanno pensando su.

Tutto ciò nonostante il divieto di pubblicizzare questo tipo di prodotti su Google e Facebook.

Il motivo? Non in tutti i paesi europei questo tipo di “arma” è legale (per esempio, non lo è in Inghilterra e in Irlanda) e si vuole evitare la diffusione di massa via social delle pubblicità.

D’altro canto, i classici spray al peperoncino vengono venduti a milioni ogni anno, e la possibilità di difendersi efficacemente ma senza uccidere l’aggressore sembra proprio il cosiddetto “uovo di Colombo”, la perfetta soluzione a un grave problema.

Ma è proprio così?

Spray o pistola?

Una cosa è certa: la pistola è meglio dello spray. Lo spray ha un getto corto e, se c’è vento, mette chi lo usa di fronte al concreto rischio di subirne lui stesso le conseguenze.

In più, non si può usare al chiuso e se il primo colpo va a vuoto rischia di perdere di potenza, ottenendo l’unico risultato di far infuriare l’aggressore ancora di più.

Infine, con le pistole è praticamente impossibile che parta un colpo accidentale, evenienza molto spiacevole, specie se sei a cena fuori con gli amici…

D’altra parte, la pistola costa di più, ha solo due colpi (lo spray ne permette cinque o sei) e non si può ricaricare, a parte alcuni modelli decisamente più cari e ingombranti, adatte quindi solo ai professionisti.

Difetti relativi, rispetto a quelli dello spray: tra i due oggetti, decisamente, non c’è storia.

Pro o contro?

Se per le informazioni tecniche, giuridiche e per la giusta maniera di utilizzare questo tipo di oggetti, come spray e pistole, lasciamo il lettore ai link sottostanti, il punto di cui vogliamo parlare è un altro: questa diffusione di armi improprie è davvero un modo per vivere meglio e più in sicurezza?

C’è davvero un’allarme sicurezza in Italia, tale da portare un giornale ad allegare una pistola al peperoncino, senza parlare della discussione sull’uso del taser per le forze dell’ordine? Su questo non entriamo nel merito,  non è nostro compito.

Ovviamente riconosciamo l’utilità potenziale di un oggetto del genere per tutte le donne runner, ma c’è un aspetto che non ci piace affatto.

Un aspetto spesso trascurato nei vari commenti e dibattiti.

Chi arma chi?

Se questo tipo di arma, non letale ma capace di mettere fuori combattimento, diventa di uso comune, come si vorrebbe, non sarà solo a disposizione delle vittime, ma anche degli aggressori.

Ci preoccupa molto l’immagine di un potenziale stalker che va in edicola e si compra tranquillo la sua pistola al peperoncino, in modo da mettere fuori gioco la sua vittima ancora più rapidamente.

È il concetto della corsa agli armamenti: tutti alzano il tiro, vendendo armi sempre più aggressive, ma alla fine, quando tutti, aggressori e vittime, saremo armati fino ai denti, saremo punto e a capo.

Una specie di film western a base di peperoncino in cui avremo tutti un’arma alla cintura, saremo più preoccupati, più stressati… e nessuno ci guadagnerà.

Con l’unica eccezione di chi, cavalcando il business della sicurezza, avrà venduto milioni di copie di questi singolari (e francamente inquietanti) gadget.

Per approfondire, link qui e qui

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